8 agosto San Domenico di Guzmàn: la Madonna gli consegnò il rosario

Domenico di Guzmàn nacque nel 1170 a Caleruega, in Spagna, da Felice di Guzmàn e Giovanna d’Aza. La leggenda vuole che prima del suo concepimento la madre avesse sognato di portare in grembo un cagnolino bianco con macchie nere e che questo animale tenesse una fiaccola ardente in bocca ed iniziasse ad incendiare tutto. Una metafora del futuro avvenire di San Domenico e di come le sue parole avrebbero incendiato il mondo con la dottrina di Cristo.

Ricevette, come molti giovani di famiglia agiata del tempo, un’educazione religiosa ed a 14 anni fu inviato a Palencia per seguire i corsi di arti liberali e teologia. Era un periodo difficile per la Spagna e la popolazione soffriva la fame a causa di continue guerre e carestie. In questo contesto Domenico diede presto prova di fede e carità. Nel 1191 vendette tutti i suoi averi, comprese le preziose pergamene con cui studiava, per sfamare i poveri. Prendendo tale drastica decisione affermò: “Come posso studiare su pelli morte, mentre tanti miei fratelli muoiono di fame?”.

Terminati gli studi a 24 anni decise di seguire la sua vocazione e divenne sacerdote. Importante, in questo periodo, fu la figura del vescovo Diego d’Acebo che lo nominò sottopriore. Nel 1203 Diego fu inviato in missione diplomatica in Danimarca e Domenico lo accompagnò. Qui i due vennero in contatto con le comunità cristiane nordiche e si resero conto di quanti territori fossero ancora fedeli alle antiche divinità pagane. Così, finita la missione, si recarono a Roma, nel 1206, per chiedere a Papa Innocenzo III di potersi dedicare all’evangelizzazione di quei popoli.

In quel tempo, però, la Chiesa affrontava la crisi spirituale dovuta alla crescita dell’eresia dei catari. Questi si erano diffusi nella Francia meridionale e predicavano l’abbandono di qualunque piacere terreno, persino il nutrimento, per avvicinarsi a Dio. Domenico e Diego non furono quindi inviati a nord, ma a Linguadoca, in Francia, per combattere con la loro predicazione questa nuova e pericolosa forma di religiosità.

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In Linguadoca Domenico rimase per 10 anni, nonostante il vescovo Diego morì in circostanze misteriose l’anno dopo l’inizio della missione. Durante la sua permanenza lì il sacerdote contrastò l’eresia con la predicazione e l’esempio, denunciando sia i catari sia chi, come i templari, utilizzava la violenza contro di loro. Capì anche che, per contrastare una forma di religiosità tanto spirituale, doveva creare un modello di vita altrettanto valido, un ordine religioso basato sulla povertà e sulla carità.

La nuova comunità ideata da Domenico attirò principalmente donne che avevano abbandonato i catari: arrivarono anche uomini, ma i sacrifici erano eccessivi per loro. Il beato Alano della Rupe racconta che nel 1212, mentre era a Tolosa per combattere l’eresia degli Albigesi, Domenico ebbe una visione della Vergine Maria e subito dopo la stessa Madonna gli consegnò il rosario, come preghiera definitiva per combattere ogni nemico della vera fede. Sempre Alano racconta che due anni dopo il santo venne rapito da pirati, ma la nave stava per affondare in una tempesta: il pericolo cessò solo quando i banditi accettarono di recitare il rosario convertendosi. Nel Santuario di Pompei è raffigurato San Domenico ai piedi della Vergine mentre riceve il sacro oggetto.

Intanto i seguaci di Domenico andavano via via aumentando, anche e finalmente fra gli uomini. La prima sede di quelli che divennero i frati domenicani fu Tolosa. Il 22 dicembre del 1216, Papa Onorio III conferì l’approvazione ufficiale all’ordine. Domenico continuò a girare l’Europa per diffondere i suoi ideali ed il suo nuovo stile di religiosità. Morì, sfinito dalla sua missione, al convento di Bologna il 6 agosto del 1221, dove il suo corpo è ancora oggi custodito.

San Domenico è il santo patrono degli astronomi e viene celebrato secondo il calendario liturgico l’8 agosto. Anni fa il suo giorno era il 4 agosto ed è per questo che molti Domenico continuano a festeggiare l’onomastico quel giorno e non l’8.

Fonte: Santi e Beati

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