La Federico II di Napoli: chi costruì e quando la celebre sede centrale?

Napoli – Il monumentale edificio che si erge su Corso Umberto I è sicuramente il simbolo dell’Università Federico II di Napoli, prima università laica della storia. Si potrebbe immaginare che una struttura tanto importante possa essere coeva alla nascita dell’ateneo, nel 1224, ma non è così: l’intero complesso risale al XVI sec. mentre la facciata, che sembrerebbe la parte più antica, addirittura alla fine del XIX sec..

La struttura nacque come sede dei Gesuiti da poco giunti a Napoli alla fine del 1500. Il lavoro dei frati per ampliare l’intero complesso andò avanti attraverso i secoli, man mano che avevano bisogno di spazi. Si tratta di un ordine che ha sempre fatto della cultura e dell’insegnamento una forte base sociale, e quindi già al tempo i vari spazi erano costituiti da aule e da più istituti gestiti dai frati. Nel 1767, Ferdinando IV di Borbone espulse i Gesuiti da Napoli e la struttura divenne la sede dell’Università Federico II.

Oggi, il complesso gesuitico è ancora utilizzato dall’ateneo ed è accessibile sia da via Mezzocannone che dal cortile interno dell’edificio centrale, percorrendo un’alta e maestosa scalinata: ospita uffici, dipartimenti, biblioteche ed altri servizi per studenti, ricercatori e professori dell’ateneo napoletano.

La nascita dell’edificio centrale, per come lo conosciamo oggi, risale all’inizio del secolo scorso. Fra il 1875 ed il 1886, infatti, vuoi per l’Unità d’Italia, vuoi per la maggior efficacia dei mezzi di trasporto, le iscrizioni all’ateneo raddoppiarono. Urgeva quindi un ampliamento della precedente struttura che la rendesse in grado di accogliere questi nuovi studenti e di essere architettonicamente al passo con i tempi.

Fu creato all’uopo un progetto, firmato dagli architetti Pierpaolo Quaglia e Guglielmo Melisurgo, che prevedeva la costruzione, a valle del complesso universitario, nel’area un tempo denominata di San Pietro a Fusariello, e prospiciente il neonato corso Umberto I, di tre edifici che avrebbero formato corpo unico, nei quali avrebbero trovato posto il Rettorato, le Facoltà di Lettere e di Giurisprudenza e gli Istituti di Chimica e di Fisica.

I lavori furono affidati all’ingegnere del Genio Diego Blesio ed al professor Francesco Lomonaco e la prima pietra del nuovo edificio venne posta il 18 ottobre del 1896 dall’allora principe Vittorio Emanuele. Dodici anni dopo, nel 1908, l’edificio centrale della Federico II aveva l’aspetto attuale.

Importanti i tre altorilievi in bronzo che spiccano all’esterno dell’edificio: il primo, quello sulla facciata centrale e creato da Francesco Jeraca, rappresenta Federico II nell’atto di istituire l’università attorniato dai suoi più fidati consiglieri; gli altri due, ai lati opposti, raffigurano Giambattista Vico mentre insegna la Scienza Nuova e Giordano Bruno di fronte all’Inquisizione.

Altro importante simbolo della sede è rappresentato dalle due sfingi di pietra poste ai lati della scalinata d’ingresso. La loro importanza non è tanto artistica, quanto sociale: gli studenti son soliti definire la sede centrale come quella “dei leoni” per distinguerla dalle altre, male interpretando le due figure mitologiche.

Resta da dire che, in realtà, l’edificio subì una ulteriore fase di lavori e restauri in seguito alla Seconda Guerra Mondiale: i tedeschi in fuga dalla città cercarono di dargli fuoco, mentre gli alleati lo requisirono ed occuparono fino alla fine del conflitto. Ciò causò danni ingenti che resero necessari altri anni di lavori per salvare un patrimonio monumentale di quel tipo dalla distruzione della guerra.

Fonte: “Il patrimonio architettonico dell’Ateneo Fridericiano” a cura di Arturo Fratta

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