Pasticcerie Gelaterie Cioccolaterie

Le migliori pasticcerie, gelaterie, e cioccolaterie di Napoli e provincia

Una nuova delizia è arrivata in città per combattere questo caldo infernale: la sfogliatella fredda. A dar vita a questo nuovo tipo di dolce è Vincenzo Ferrieri, patron di SfogliateLab. Questa nuova sfogliatella ha l’obiettivo di contrastare il caldo africano giunto a Napoli.

Si tratta di una sfogliatella scomposta, con i classici ingredienti napoletani, dotata di una forma ed una consistenza diverse. Agli occhi si presenta come una torta tonda. Sarà fatta sia in formato monoporzione che in formato classico.

La sfogliatella fredda è così composta:

la base di Pan di Spagna è ricoperta da uno strato di ricotta aromatizzato agli agrumi; seguono uno strato di sfogliata sbriciolata, un altro strato di ricotta, i canditi e un secondo strato.

La sfogliatella è nata intorno al 1600 nel monastero di Santa Rosa (tra Furore e Conca dei Marini). “Ricalcare la tradizione culinaria della sfogliatella e, attraverso la sua rivisitazione, catalizzare l’attenzione dei più giovani sui prodotti tipici della gastronomia campana e dissuaderli, dunque, dal consumo di junk food” queste sono le dichiarazioni di Vincenzo Ferrieri a Ansa.

la scimmiettaIl maestro del gelato Biagio Giglio, fondatore della nota gelateria “La Scimmietta” di Afragola è venuto a mancare. Con lui  va via un pezzo importante della storia di Napoli e dell’arte del gelato. “La Scimmietta” marchio fondato nel 1974 è una vera e propria eccellenza campana, infatti nel 2017 è stata nominata “Miglior gelateria d’Italia“.

Era il 1950 quando Biagio iniziò per passione la sua attività. Una persone semplice, dedite alla famiglia e al lavoro, ma con in testa un sogno, un grande sogno. Fino al 1962, vendeva con grande entusiasmo gelati con i carretti in giro per le strade, ma, in quell’anno, decise di aprire un bar trasformato, poi, in una vera gelateria, suo sogno da sempre. Era il 1974 e da una simpatica scimmietta porta fortuna ricevuta in dono nasceva la firma di un autentico artigiano del gelato: LA SCIMMIETTA.

Dal 14 febbraio 1986 a continuare la tradizione del gelato è suo figlio Antonio. Una tradizione portata avanti nel rispetto dell’artigianalità e della qualità dei prodotti, con l’obiettivo antico e sempre nuovo di regalare emozioni attraverso il piacere di un buon gelato.

Sono 72 i diversi gusti di gelato artigianale proposti dalla nota gelateria. Dai classici gusti alla frutta come limone, fragola, ananas, melone, cocco alle creme più richieste come nocciola, cioccolato, caffè, stracciatella, ai nostri gusti tipici della tradizione partenopea come sfogliatella, rococò, babà, delizia al limone, pastiera, strega di Benevento. Oggi il brand vanta tre sedi, quella di Afragola, quella di Marcianise e quella di Caserta.

Nasce a Napoli, precisamente nei laboratori della pasticceria SfogliateLab, nota per le sue sfogliatelle, un nuovo dolce che sicuramente accontenterà tutti i palati, grazie alla sua semplicità e alle tante varietà di gusti: la “Pupetta”. Questa volta Vincenzo Ferrieri, patron della storica pasticceria di piazza Garibaldi, ha ideato un dolce dedicato a tutte le donne.

Il termine “pupetta”, che significa “bambola”, è frequente come epiteto vezzeggiativo riferito a una bambina, oppure come appellativo o vocativo affettuoso o scherzoso riferito a una giovane e bella donna.

Questa nuova deliziosa creazione è composta da una base di Pan di Spagna farcita con una mousse composta da latte, ricotta e panna, e poi rifinita con l’ingrediente corrispondente al gusto specifico.

Ogni variante, come spiega Ferrieri, corrisponde a una determinata tipologia di donna italiana, in particolare:

– Cioccolato: per la donna determinata;
– Pistacchio: per la donna golosa;
– Nocciola: per la donna “in forma”;
– Fior di latte: per la mamma;
– Caffè: per la donna in carriera;
– Zuppa inglese: per la donna tuttofare.

La “Pupetta” è un dolcetto monoporzione (il suo peso ammonta a 80/100 grammi) che si serve semifreddo, dunque ideale da gustare durante il periodo primaverile ed estivo.


Non poteva mancare una puntata interamente dedicata all’arte pasticcera napoletana nel programma televisivo “Cake Star”, alla ricerca della migliore pasticceria delle varie città italiane. Ebbene, la trasmissione in onda su Real Time il venerdì sera nella puntata di ieri (l’ottava) ha incoronato Poppella come stella del firmamento partenopeo di questa golosissima arte. La pasticceria, nota soprattutto per il suo “fiocco di neve”,ha così battuto i rivali Napolitano e Carbone, in una sfida a colpi di frusta, dolcezza e manualità.

A premiare la pasticceria Poppella, nella puntata andata in onda ieri sera, i conduttori Katia Follesa e Damiano Carrara, mastro pasticcere di grande successo soprattutto negli Sati Uniti. I due, assieme agli stessi sfidanti, hanno espresso i propri giudizi – con votazione da 0 a 5 – in merito a tre elementi in particolare: location, varietà dei dolci, pezzo forte.

Per chi si fosse perso l’avvincente sfida tra le tre pasticcerie napoletane, nessun dramma: su Dplay sarà possibile rivedere, quando e dove si preferisce, tutte le puntate di Cake Star, a patto ovviamente che si abbia una connessione ad internet. In particolare, per rivedere la puntata di ieri sera basterà cliccare sul seguente LINK.

C’è un angolo di piazza Garibaldi a Napoli, dove l’innovazione del gusto sposa la tradizione dolciaria napoletana più famosa al mondo: quella della sfogliatella. Al civico 82 infatti, trova la sua collocazione SfogliateLab, dove il semplice gesto di girare l’angolo diventa un piacere per l’olfatto e la vista. Assaggiando le prelibatezze poi, anche il senso del gusto viene rapito da tanta bontà.

Meta di chi parte e di chi arriva grazie alla vicina stazione Centrale di Napoli, SfogliateLab dà il benvenuto a chi arriva e concede di portare con se un po di Napoli a chi parte. Un laboratorio del gusto che sulla sfogliatella, il tipico dolce della tradizione napoletana ha puntato tutto, creando le nuove varianti gourmet, che vanno da quelle dolci a quelle salate. Oggi infatti la sfogliatella soddisfa anche gli amanti del salato.

Come per la moda anche per le sfogliatelle c’è la collezione autunno inverno che è stata presentata alla stampa durante un evento tenutosi proprio nella sede di piazza Garibaldi. Presentate le sfogliatelle rustiche come quella farcita con risotto ai funghi porcini e quella con salsiccia di Norcia, funghi e provola. Novità anche per quelle dolci con la sfogliatella al marron glacé, dal classico ripieno dove però i canditi sono sostituiti dai marroni. Ottime le varianti di sfogliacampanella al kinder Bueno e quella con il cuore di babà immerso in un goloso ripieno di ricotta.

Le nuove specialità di sfogliacampanelle vanno ad arricchire la linea già prodotta in diverse varianti, sono ora disponibili in 14 declinazioni diverse: oltre al già citato marron glacé, sono disponibili i gusti classici, caffè, croccantino, panettone, pistacchio, arancia, cioccolato bianco, bacio, limone, pesca, frutti di bosco, cocco e fragola.

Il patron Vincenzo Ferrieri spiega: “Da ragazzo ho sempre avuto la passione per la pasticceria creativa. Con la Sfogliacampanella vogliamo ricalcare la tradizione culinaria della sfogliatella e dare avvio a un nuovo rito del piacere, portandolo in giro partendo ovviamente da Napoli”. Ha aggiunto inoltre: “Tutelando i dolci napoletani, tuteliamo i diritti e la storia delle potenzialità gastronomiche e, più in generale, artigianali del popolo napoletano. Attraverso l’introduzione di nuovi gusti spero di catalizzare l’attenzione dei più giovani sui prodotti tipici della gastronomia campana e dissuaderli, dunque,  dal consumo di junk food ”. Da SfogliateLab non mancano di certo i classici della pasticceria come i babà, i cannoli siciliani, le pastiere napoletane e tutto quel gran patrimonio gastronomico culturale che è la pasticceria napoletana e non solo.

I gelati sono tra le prelibatezze più amate al mondo. Ci siamo recati a Torre Annunziata presso la storica Gelateria Buonocore in Corso Umberto I, per conoscere la storia di un gelato che da oltre 100 anni è il simbolo della gelateria. Nel laboratorio artigianale come amano definirlo troviamo la signora Luisa che ci racconta la storia del gelato che ha reso celebre il nome dei Buonocore. Si tratta della famosa “Banana di Buonocore”.

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Il gelato fu creato da don Gaetano Buonocore nonno di Giovanni marito della signora Luisa. La ricetta è ovviamente segreta ed il gusto del gelato è alla cassata con copertura al cioccolato. Il nome è dato dalla sua forma curva proprio a ricordare la forma della banana. La crema utilizzata di produzione della gelateria non contiene uova, ne glutine. Dopo anni alla versione classica si è aggiunta una nuova, al gusto di cioccolato e mandorle sempre ricoperta di cioccolato. Le banane sono molto richieste, grazie a una confezione che ne conserva il gusto e la forma vengono esportate anche in Europa, molto richieste in Germania e in Francia.

La tradizione dei Buonocore ha radici antichissime, iniziata nel lontano 1912 fu la prima gelateria a Torre Annunziata, con il primo laboratorio di gelati artigianali che si chiamava “Gelateria Savoia” nei pressi della Chiesa del Carmine. Fu proprio Re Vittorio Emanuele III a firmare il certificato per aprire l’attività inviando anche un telegramma di auguri a nome della famiglia reale. Nel 1919 la decisione di legare il nome di famiglia all’attività e così da Gelateria Savoia si trasformò in Gelateria Buonocore. I Buonocore vantano anche un altro primato, essere stati i primi a realizzare il primo gelato con lo stecco di legno, il “Passeggino”. L’azienda Soave prima casa di gelateria in Italia mandò a Torre Annunziata da don Gaetano Buonocore, dei suoi operai, per far si che don gaetano insegnasse loro la tecnica e la ricetta per realizzare il gelato con lo stecco. Negli anni la gelateria ha ricevuto molti riconoscimenti e premi.

 

“I prodotti sono esclusivamente di nostra produzione, i nostri prodotti e i nostri macchinari hanno tutte le certificazioni europee” ci racconta la signora Luisa “Di gelati ne abbiamo una produzione varia, dai classici coni e coppette a quelli di nostra creazione come lo spumone, i tartufi, le torte, i rollè, il tartufone, i profiterole,  il sorbetto al limone e tanti altri ancora. A Natale poi pandoro e panettone farciti con il gelato sono tre i più gettonati”. Oggi l’attività è giunta alla 4° generazione con i figli Gaetano, Filippo e Paola che proseguono l’attività di famiglia con la consapevolezza di portare avanti una tradizione che con sacrificio le generazioni precedenti hanno portato ad un successo apprezzato da tanti.

Ringraziamo la signora Luisa Buonocore e la sua famiglia per la piacevole intervista rilasciata a VesuvioLive.it.

Immagini del Mattino

NapoliPasqua 2017 è alle porte e le più grandi pasticcerie napoletane sono già ai forni per preparare i dolci tradizionali più amati. Oltre alle classiche pastiere, però, non dobbiamo dimenticare che un altro forte simbolo della festa è l’uovo di cioccolato che, generalmente, i più piccoli aprono a pugni dopo il pranzo pasquale alla ricerca di regali. Ai più grandi, più che la sorpresa, interessa la cioccolata da mangiare dopo.

Così, la storica cioccolateria di Napoli Gay Odin è pronta a deliziare le feste con le sue uova artigianali. Fra le creazioni, però, ce n’è una da record: si tratta di un uovo di cioccolata di 300 chili. Il gigante goloso è stato decorato dai migliori pasticcieri dell’azienda e, quest’anno, i disegni su di esso sono dedicati ai musei napoletani: in particolare al Museo Archeologico ed al Museo di Capodimonte.

Immagini del Mattino

Un bel segnale che rappresenta anche il recente interesse dei turisti nei confronti delle opere custodite nella nostra città. Il Mattino ha mostrato per primo il capolavoro di Gay Odin, presentato per la prima volta questa mattina nella fabbrica di via Vetriera di Napoli. Una bontà non alla portata di tutti dal momento che l’uovo, alto circa due metri è acquistabile alla “modica” cifra di 12.000 euro.

In foto: Ulderico Carraturo

Quando a un napoletano viene detta la parola sfogliatella si attivano, nella sua mente, una serie di processi che per alcuni attimi lo conducono a un’esperienza quasi extracorporale: i ricordi si mescolano al soave suono della pasta sfoglia che scricchiola, la salivazione aumenta, sembra di sentire il profumo di agrumi, zucchero e ricotta e perfino i loro sapori che si mescolano in un gusto che si può trovare soltanto in una minuscola parte della Terra: Napoli.

A Napoli, tuttavia, non tutte le sfogliatelle sono uguali e solo poche riescono a raggiungere il grado dell’eccellenza. Si contano, infatti, sulle dita di una sola mano le pasticcerie in grado di offrire LA sfogliatella, quella che una volta assaporata diventa il metro di giudizio di tutte le sue simili.

La Pasticceria Carraturo a Porta Capuana è uno di questi magici luoghi, nata nel 1837 rappresenta da ben 180 anni un simbolo e un pilastro su cui si fonda il mito della Cucina Napoletana. È Ulderico Carraturo, discendente diretto di Pietro, fondatore dell’azienda, a parlarci di quasi due secoli di storia: ci ha ospitati nel suo laboratorio, il punto esatto dove prendono corpo e si materializzano quelle sensazioni di cui parlavamo all’inizio.

Come è nata la Pasticceria Carraturo?

La Pasticceria Carraturo nasce a Porta Capuana nel 1837 da un mio avo che si chiama Pietro Carraturo. Era un contadino originario di Casamarciano, dunque nel nolano, dove faceva il contadino intento a guardare i tacchini. La leggenda narra che sia passato davanti al suo pezzo di terra un carro che trasportava della legna, diretto a una pasticceria di Napoli. Il carro andò a finire con una ruota in un fosso e si ribaltò, Pietro aiutò il carrettiere e questi, come ricompensa, gli diede la possibilità di recarsi una volta a settimana con lui a Napoli dove avrebbe imparato il mestiere di pasticciere in un forno.

Così è stato e nel 1837 ha aperto la pasticceria che, originariamente, si trovava sotto l’arco di Porta Capuana ed è stata lì fino al 1904. Quell’anno furono abbattuti i palazzi che si trovavano a destra e a sinistra dell’arco: nei palazzi sulla sinistra, come si vede in una foto su legno di Alinari del 1890 circa, che conservo giù, si vedono tre botteghe che erano un macellaio, un pescivendolo e un pasticciere che eravamo noi.

Guglielmo e Guido Carraturo

Quando furono abbattuti gli edifici ci trasferimmo nella sede attuale: era il 1904, ma la nostra tradizione parte dal 1837 e quest’anno compiamo 180 anni. A Pietro Carraturo successe Vincenzo Carraturo, poi Alfredo Carraturo, Guido Carraturo e oggi ci siamo io e mio fratello, Ulderico e Alessandro Carraturo, a gestire la pasticceria.

Siamo solo ed esclusivamente una pasticceria tradizionale napoletana, facciamo tutto artigianalmente con materie prime fresche, e tutto quello che rappresenta la tradizione: sfogliatelle, pastiere, babà, zuppette e così via. Non facciamo assolutamente cake design e tutto quello che è alla moda, che ha un inizio e una fine – se la sfogliatella ha 200 anni un motivo ci sarà!

A cosa è dovuto l’enorme successo della Pasticceria Carraturo?

Mentre un oste napoletano, Pintauro, portò la sfogliatella qui a Napoli da Conca dei Marini, trasformandola in una versione più povera senza la crema e le amarene, per il popolino, sembra invece che Pietro Carraturo sia stato il primo, o tra i primi, a fare la versione frolla per le persone senza denti. All’epoca non esistevano le dentiere e una persona aveva difficoltà a mangiare la riccia con le gengive, così fu fatta la frolla.

La sfogliatella frolla di Carraturo

Da lì c’è stato il successo della Pasticceria Carraturo che era il punto di riferimento in particolare per le “cafoniere”, ossia per le persone di provincia che venivano a Porta Capuana, un punto di scalo per coloro che dovevano acquistare ferramenta, abbigliamento o tutto ciò che potevano trovare soltanto a Napoli. Prima di tornare a casa o quando arrivano compravano un pacchetto di sfogliatelle o ne mangiavano una, che all’epoca si accompagnava spesso con del Vermouth bianco e non col caffè come avviene adesso.

Volantino del 1908

Sono numerose le aziende storiche napoletane, ma quella di Carraturo dal 1837, a differenza di altre, appartiene alla stessa famiglia che la fondò.

Siamo a Napoli la più antica famiglia di pasticcieri poiché, anche se esistono marchi più vecchi del nostro, che io sappia non appartengono più alle famiglie storiche. La nostra azienda invece è stata trasmessa da padre in figlio dal 1837 a oggi, è sempre stata a Porta Capuana e quella dove ci troviamo è l’unica sede dell’Antica Pasticceria Carraturo dal 1837. Esistono altri Carraturo, ma si tratta di parenti che hanno dato vita ad attività diverse dalla nostra.

Poco tempo fa la Regione Campania ha istituito l’Albo delle Aziende Centenarie e di quelle Ultracentenarie. Noi facciamo parte del secondo.

In 180 anni ne avrete viste tante. Ci racconta un aneddoto?

In un libro, “Il cratere incandescente” di Corrado Maria Errichelli, si fa riferimento ad un dolce del quale non sappiamo, in realtà, se fu una una leggenda o altro. L’autore scrive che da Carraturo si potevano trovare dei dolci particolari che si chiamavano “Cazzi ‘e Zì Macchione”, ma non conosciamo a quale si faccia riferimento, anche perché con la morte dei nostri avi molta memoria storica è andata perduta.

Non avete qualche dolce che magari lo può ricordare?

Probabilmente, poiché all’epoca – siamo agli inizi del ‘900 – si faceva molto il cannolo a sfoglia ripieno di crema, può darsi che sia questo qui. Era un dolce molto semplice, come il pasticciotto a crema e amarena, a quei tempi i dolci erano molto più semplici di quelli oggi. L’uovo era una cosa molto ricercata perché non era per tutti quanti, così come la ricotta, quindi i dolci con questi ingredienti non erano molto gettonati perché erano più raffinati. Può darsi allora che si tratti di questo cannolo, ma non abbiamo documenti, non è una realtà storica. Mio padre inoltre se n’è andato che avevo 3 anni, ciò che so mi è stato raccontato da terzi, perciò è inevitabile che alcuni racconti siano andati perduti.

Il fatto di essere a Porta Capuana, ovvero al Centro Storico ma in una zona periferica se parliamo di flussi turistici o vita mondana, come influisce sull’azienda?

Anche se è una zona più lontana dal centro antico è comunque la porta d’accesso al centro antico. La Pasticceria Carraturo è molto attiva sul quartiere e fa di un coordinamento che si chiama “I love Porta Capuana”, il quale lavora con la Facoltà di Psicologia della Federico II e con l’Accademia di Belle Arti per portare avanti diversi progetti per migliorare la zona.

Stiamo lavorando, in particolare, per far diventare Porta Capuana un hub turistico della città di Napoli, ossia fare in modo che il turista arrivi qui per avere un accesso preferenziale al centro antico, un po’ come avveniva una volta, sia per dare una mano al quartiere sia per decongestionare la città antica: gli autobus si fermerebbero qui, in un’area apposita, mentre i turisti sarebbero accompagnati a piedi per il centro antico dalle loro guide.

Oggi il commerciante non è più come quello di una volta, che vendeva e basta, ma sembra avere anche delle funzioni sociali perché si impegna sempre più spesso sul territorio e non solo. Come si sta evolvendo questa professione?

Questo è il frutto di una cultura associativa dove ci si rende conto che il gelatiere – per fare un esempio – non è più il bottegaio, che apre la mattina e la sera chiude scocciato, ma è un gelatiere che si confronta con gli altri gelatieri e bottegai per affrontare delle problematiche e sfruttare delle opportunità tutti insieme.

Saranno tantissimi i personaggi celebri, del passato e del presente, passati di qui.

A differenza di tanti esercenti a me non piace dire “Da me sono venuti Tizio e Caio”, è anche un modo di essere più riservati, di non “spararsi la posa”. Tantissimi comunque sono passati, non ultimo ho incrociato Tullio De Piscopo che abitava proprio a Piazza Nazionale, il quale mi ha detto di essere nato e cresciuto con le nostre sfogliatelle perché la madre aveva la fissazione di venirle a comprare la domenica, dopo essere stata al cimitero, e non era contenta se non lo faceva.

Napoli – Dopo la stesa di camorra contro le vetrine della storica pasticceria a Forcella, Poppella non si è lasciato intimidire ed ha continuato a crescere e diffondere la sua attività con maggior convinzione. Dolci innovativi, come il “babà proiettile” proprio a contrastare la criminalità, la zeppoppella, e preparazioni storiche hanno fatto rinascere il marchio dopo le vicende di cronaca.

Oggi un riconoscimento non solo a livello cittadino e regionale, ma nazionale. I dolci di Poppella sono stati aggiunti al novero delle “Eccellenze Italiane”. La pasticceria aperta dal 1920 in un quartiere difficile è divenuta, quindi, un’ambasciatrice del Made in Italy e della buon cibo a livello mondiale.

Gran parte del merito va sicuramente al “fiocco di neve”, dolce storico inventato dalla pasticceria, ma il sito ufficiale del riconoscimento nomina anche le più classiche sfogliatelle e tutte le altre ricette tipiche della tradizione dolciaria napoletana. Ancora una volta un’attività tutta napoletana diventa simbolo di bontà e qualità.

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La pasticceria Loffredo a Torre del Greco è sinonimo di creazioni d’eccellenza, sapori di una volta nati da antiche ricette che si sono tramandati di padre in figlio.

Un’ampia e variegata scelta di prodotti: dai mostaccioli morbidi e duri, ai divino amore e alla pasta di mandorle. E poi panettoni artigianali, frolle e paste di ogni tipo, tutti realizzati con amore e passione che pochi sono ancora capaci di trasmettere. Ma il vero gioiello della pasticceria torrese è la Cassata al forno, richiestissima anche da clienti che vivono fuori città.

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Divino amore e paste di mandorla

La ricetta, tenuta segretamente custodita poiché si tramanda da generazioni, prevede l’utilizzo di una base di pasta frolla con ripieno di ricotta, canditi di zucca e gocce di cioccolato. Ma come è nata l’idea di questo dolce?

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La cassata al forno è una sorta di incrocio tra la pastiera, tipico dolce napoletano e la cassata siciliana, partorita dall’esigenza di voler accontentare anche chi non preferisce il naspro, la tipica glassa bianca allo zucchero con la quale si cospargono i dolci.

La cassata di Loffredo non è una semplice torta di ricotta, ma si differenzia da essa soprattutto per il processo di lavorazione del latticino, complesso e particolare, oltre che per la qualità del prodotto e la scelta delle materie prime che sono tutte naturali.

Un morso e vi conquisterà per sempre, la cassata vi trasporterà in un’altra dimensione, in un viaggio di gusto fatto di antichi sapori e profumi genuini di una volta.

Solo su prenotazione.

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Pasticceria Loffredo
Via Napoli 25, Torre del Greco (NA)
081 881 3003
Aperto tutti i giorni
Pagina Facebook: Pasticceria Loffredo

Panettone classico "veneziano"
Panettone classico “veneziano”

A Natale compra il panettone artigianale: ogni anno supermercati e negozi di alimentari riempiono i propri scaffali di panettoni industriali fatti con diverse sostanze, in particolare conservanti, che essendo economici, attirano molti compratori nel periodo natalizio.

Noi diciamo NO al panettone industriale, SI’ al panettone artigianale, fatto dai pasticceri del nostro territorio. Tra i panettoni eccellenti che possiamo trovare vicino casa nostra c’è sicuramente quello della Pasticceria Sannino che da 60 anni propone dolci ottimi, genuini e di alta qualità.

Forte del successo ottenuto negli anni addietro, anche quest’anno mette in produzione il nobile dolce natalizio con nuove e importanti novità.
Oltre i grandi classici come struffoli, roccocò, mostaccioli, susamielli e la pastiera, la Pasticceria Sannino propone un panettone fatto con una farina non trattata e, grande novità di quest’anno, un panettone fatto con l’olio extravergine d’oliva proveniente da un frantoio pugliese a dimostrazione anche della grande collaborazione che c’è tra le regioni del Sud Italia.

La scelta, in primis, della Pasticceria Sannino è quindi l’utilizzo, oltre del lievito madre, anche di questa farina intera, non trattata, lavorata ancora con un metodo tradizionale, per cui il chicco di grano mantiene le sue parti nobili, abbatte il livello glicemico e risulta maggiormente digeribile e molto più leggero anche al palato.

Ingredienti principali del panettone di Sannino sono lievito madre, uova, miele, mandorle, zucchero, la farina non trattata e la scelta del burro e non della margarina che rendono così il dolce più soffice e delicato.

Tra le varianti del panettone artigianale di Sannino abbiamo il classico “veneziano” con uvetta australiana, scorzette di arancia siciliane e mandorlato, per chi è tradizionalista e ama il panettone classico.

Panettone ai 15 cereali
Panettone ai 15 cereali

Per chi invece è più attento all’alimentazione e predilige ingredienti naturali, Sannino propone un panettone realizzato con una farina ai 15 cereali con cubetti di arancia Siciliane e strati di miele di apicoltura biologica equana, dunque prodotti biologici e garantiti.

Panettone all'oro verde dell'Etna
Panettone all’oro verde dell’Etna

Per tutti gli appassionati e golosi dei pistacchi, Sannino propone un panettone all’oro verde dell’Etna, rigorosamente proveniente da Bronte, farcito con una delicatissima crema al pistacchio.

Panettone farcito con crema al cocco e variegato alla Nutella
Panettone farcito con crema al cocco e variegato alla Nutella

Per chi invece vuole stupire o per chi vuole osare con un panettone diverso dal solito, non può che scegliere il panettone farcito con crema al cocco e variegato alla Nutella, quindi anche con un pizzico di golosità.

Panettone ai cereali con crema bianca e Nutella
Panettone ai cereali con crema bianca e Nutella

Per tutti gli appassionati degli snack della Kinder, può scegliere il panettone ai cereali con crema bianca e Nutella.

Panettone con scaglie al cioccolato e variegatura alla Nutella
Panettone con scaglie al cioccolato e variegatura alla Nutella

Per chi fa della cioccolata una ragione di vita, Sannino propone un panettone con scaglie di cioccolato e variegatura alla Nutella.

Vera delizia del palato è il panettone ai cinque frutti rossi ricoperto da una crema bianca e accompagnata dal gusto bosco, una vera bontà!

Per chi vuole provare la novità di un panettone fatto con l’olio extravergine d’oliva molto morbido e delicato, Sannino propone questo panettone fatto esclusivamente con un’olio extravergine d’oliva proveniente dalla Puglia e farcito con una deliziosa crema cheesecake con tre varianti: cioccolato, caramello o frutti di bosco.

Miscelare sapientemente con grande cura e maestria gli ingredienti genuini e di qualità, è questo il segreto del successo del panettone della Pasticceria Sannino.

A Natale, dunque, regalatevi e regalate un panettone artigianale Sannino, sarà il tocco di classe per ogni famiglia che vorrà stupire e rendere più raffinata la tavola natalizia.

pasticceria-sanninoQualità e attenzione al cliente sono le caratteristiche principali della Pasticceria Sannino, che da 60 anni propone dolci tradizionali di ottima qualità utilizzando prodotti di prima scelta, sani e genuini.

La Pasticceria nasce il 16 luglio 1956, in via IV Novembre 112, con Luigi Sannino e Maria Grazia Curcio che rilevano un coloniale; all’inizio era soprattutto una latteria, cioccolateria, il classico coloniale e tra le altre cose vendevano anche dolci. I primi dolci prodotti nella pasticceria furono le graffe e le sfogliate che ancora oggi sono i punti forti del locale. Era la stessa signora Maria Grazia che con tanto amore e dedizione le preparava per i suoi clienti. Una tradizione quella delle graffe che continua da 50 anni soprattutto durante il pellegrinaggio della Madonna di Pugliano dove tutta la notte si lavora per rifocillare i clienti con una golosa graffa fatta al momento.

pasticceria sannino dolci

L’attività poi si allarga con l’introduzione di un forno e diversi pasticceri in sede. Una lavorazione dei dolci che nasce dalla passione dei fondatori, che per primi mettono “le mani in pasta”, per poi trasmettere quella passione ai figli tra questi Ciro Sannino che è nato e cresciuto insieme all’attività di famiglia riuscendo a garantire nel tempo la qualità e l’eccellenza della pasticceria. Dal 1970 ad oggi la pasticceria infatti viene sapientemente gestita da Ciro Sannino, l’impronta che egli mette è fondamentale per quello che oggi la pasticceria Sannino rappresenta. E’ infatti sotto la sua gestione che avviene un mutamento radicale che porta il semplice negozio di coloniali a diventare una delle pasticcerie più apprezzate di Ercolano, con la realizzazione di un laboratorio creato nel retro di quello che era il negozio, locali adibiti fino a quel momento ad abitazione della prima generazione dei Sannino.

pasticceria sannino

Da venditori di dolci da bar, la Pasticceria Sannino, che risulta essere la bottega più antica di Ercolano, diventa un laboratorio che oggi propone tutti i tipi di dolci, da quelli classici come sfogliate, graffe, babà di tutti i gusti (nutella, panna, fragoline, al caffè), delizie al limone, biscotto all’amarena, biscotti, torte, cioccolatini, gelati, colombe artigianali, la pastiera, il panettone, passando ai dolci più moderni come le mousse e le artistiche torte fatte in pasta di zucchero per venire incontro alle nuove esigenze. Tra le torte preferite dai clienti c’è sicuramente la “scazzetta del cardinale”, dolce tipico napoletano.

Tradizione, quindi, che si affianca alla modernità, questa è la chiave del successo della Pasticceria Sannino.
Si respira un’aria familiare con la fusione delle due generazioni: il padre Ciro Sannino e le tre figlie che oggi gestiscono l’attività di famiglia con la stessa passione del padre, sempre però con la supervisione dei genitori e zii, ed insieme al marito di una delle tre che è diventato poi pasticciere e cresciuto anche lui all’interno della pasticceria. Proprio il pasticciere, Paolo Cirillo, ci racconta anche come abbia visto crescere una delle tre titolari che andava a prendere a scuola per poi innamorarsene e oggi crescere insieme la loro piccola bambina.

pasticceria sannino sfogliatelle

Maria Grazia Sannino racconta di essere cresciuta respirando l’odore dei limoni freschi grattugiati e lavorati sul fuoco dal padre Ciro Sannino perché solo con quelli creano le delizie al limone che sono tra i dolci più venduti. Tutti i prodotti sono realizzati con una farina non trattata che viene lavorata con un metodo tradizionale. Lavorano anche con la Fondazione Veronesi, per cui l’attenzione è soprattutto verso un’alimentazione sana che si ottiene usando prodotti sani e di qualità.

pasticceria sannino graffe

Tutti i dolci sono realizzati con questo tipo di farina, facilmente digeribile e con il lievito madre; inoltre stanno cercando di eliminare la margarina, usando solo il burro, una scelta in linea con l’idea di pasticceria che vogliono proporre oggi.

La pasticceria offre anche un servizio catering con prodotti fatti al momento sia dolci che salati oltre anche all’allestimento dei tavoli, dei gazebi, l’addobbo floreale, per tutti i tipi di festeggiamenti, dal matrimonio, comunioni, battesimi, compleanni, feste di pensionamento.

Insomma per chi cerca la qualità, la tradizione e l’innovazione non può non fare tappa nella Pasticceria Sannino.

Pasticceria Sannino

Via IV Novembre 112, Ercolano (NA)

081 777 35 22
Pagina Facebook: Pasticceria Sannino

gelateria-gallo

A Portici, se si vuol mangiare un ottimo gelato, la tappa giusta è “Gelateria Gallo”.

Correva l’anno 1927, quando il gelato era un lusso che pochi potevano permettersi. Antonio Gallo, il fondatore, si trasferisce da Castellammare di Stabia al Corso Garibaldi, strada scelta per impiantare la gelateria per un preciso motivo: era la strada preferita dai porticesi per la loro passeggiata.

Portici a quell’epoca era una cittadina bellissima, con molto verde, meta di villeggiatura coi suoi tantissimi lidi e centro culturale.

Allora fare il gelato era molto laborioso, poiché non esistevano ancora le attrezzature per mantecare ne tanto meno le macchine per produrre il freddo e quindi per ottenerlo si mescolava il ghiaccio tritato con il sale. Tutta la lavorazione era fatta manualmente, con cura veniva seguito ogni passaggio.

La stessa cura che oggi, a distanza di 90 anni, accompagna i nipoti di Antonio Gallo, il cui impegno gli viene riconosciuto dalla stima e affetto della loro clientela che da quasi un secolo sceglie il gelato di “Gallo” per addolcire il palato.

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Un successo testimoniato dall’apertura recente di un nuovo punto vendita: oltre a quello storico al corso Garibaldi, un altro al viale Leonardo Da Vinci, altra strada strategica per il commercio, frequentato da passanti a cui mancava la possibilità di una sosta tra un negozio e l’altro e che da un anno sono stati accontentati.

Molti i prodotti proposti: una varietà di oltre trenta gusti di gelato, anche gelato per celiaci e senza zucchero per diabetici, granite e sfiziose monoporzioni.

Tra i gusti al bancone, uno particolare è sicuramente il pistacchio di Bronte: il famosissimo prodotto DOP del catanese dal colore verde intenso e dal sapore aromatico forte che si trasforma in un cremoso gelato dalla singolare caratteristica: il salato! Eh bene si: un gelato salato, che ricorda in tutto e per tutto la frutta secca a guscio più apprezzata della cucina italiana.

Una peculiarità a cui ci si abitua presto: a ogni assaggio si ritrova il sapore confortevole del fine pasto a Natale e l’associazione gelato-salato non appare più così bizzarra.

gallo

Tra i gusti consigliabili come abbinamento, non propriamente un gelato, bensì una mousse al caffè, dalla consistenza e temperature diverse da quelle del classico gelato, che fa parte delle varietà offerte da “Gallo”.

Così l’accoppiata vincente pistacchio-caffè trova tutto il consenso di chi, stanco per lo shopping, si rifugia nella botteguccia confortevole, dai colori pastello e dall’arredamento vintage, per trovare il sapore di un tempo e vivere per un po’, giusto il tempo del gelato, la epoque che fu “belle” non solo a Parigi, ma anche nella nostra penisola.

Qui di seguito, la ricetta della mousse, più semplice da realizzare rispetto al gelato e che può essere portata in tavola anche come sostituta del dessert, ed è adatta anche in inverno, nelle giornate più fredde.

INGREDIENTI:

80 ml di caffè

2 uova

200 ml di panna fresca

100 g di zucchero

PREPARAZIONE: in una ciotola, sbattere le uova con lo zucchero con una frusta per 10/12 minuti. Montare la panna a neve e poi incorporarla al composto di uova. Mescolare e aggiungere il caffè. Montare ancora con la frusta elettrica e infine coprire con pellicola trasparente. Far condensare in frigo per almeno sette ore.

Servire a piacere con panna, topping al cioccolato o caramello, granella di pistacchi o nocciole, chicchi di caffè o riccioli al cioccolato. Insomma date libero sfogo al vostro estro e presentatela come più vi piace: sarà un successo!

Sal De Riso

Importante riconoscimento per Salvatore De Riso e per il suo locale Sal De Riso in Costiera Amalfitana. Difatti l’edizione 2017 della guida del Gambero Rosso ha assegnato a “Sal De Riso Costa d’Amalfi” i 3 cucchiai e le 3 tazzine, che stanno ad indicare la migliore offerta di caffè e del locale nella sua totalità (dalla proposta gastronomica al servizio).

Dopo aver vinto lo scorso maggio il World Pastry Stars è arrivato l’ennesimo importante riconoscimento per Salvatore De Riso. Questo bar davvero speciale a due passi dalla promenade costiera, propone ai propri clienti una varietà di elementi gastronomici, tanto da essere definito: eclettico e versatile.

250 metri quadri e 150 posti a sedere, divisi tra il dehors e i tavolini disposti sul lungomare, sono numeri non indifferenti per un locale che delizia i suoi clienti con i dolci e i gelati in primis ma offre a questi anche elementi di caffetteria, american bar e pizzeria.

Staff d’eccezzione per il pluripremiato pasticcere che collaborano con lui nella supervisione dei vari reparti: Anna De Nunzio, moglie di Sal, e il direttore Carmine Porpora. Due barman di altissimo livello, Andrea Minerva e Michelangelo Giordano. In cucina invece c’è lo chef Piervincenzo Manzi, coadiuvato da Felicia Flauto. La pizzeria è affidata a Diodato Pironti.

Questo locale è la sintesi del percorso fatto fin ora ed è il luogo nel quale posso esprimere al meglio la passione per la mia professione. Ed è per questa ragione che il riconoscimento del Gambero Rosso mi rende particolarmente orgoglioso” racconta orgoglioso il proprietario nonché celebre pasticcere di Minori, Salvatore De Riso.

Di seguito la foto con tutto lo staff al completo:

Sal De Riso
Sal De Riso e i suoi collaboratori

mattonella

Quanti di voi preferiscono il dolce al salato? Quanti di voi, dopo un’intensa giornata di lavoro o di studio o anche dopo aver trascorso una bella serata in compagnia, non desiderano altro se non qualcosa di dolce da mettere sotto il palato?

Ciò di cui parleremo oggi, a tale proposito, è un vero e proprio peccato di gola: la mattonella. Il nome di per sè non indica nulla di nuovo, non solo per la sua forma, come vediamo, quadrata e quindi tipica di una mattonella, ma anche perchè è il nome che viene spesso indicato per altri tipi di dolci a più strati. Tuttavia, il suo sapore e i suoi ingredienti, sono una vera novità.

Uno, se non forse l’unico locale in cui possiamo assaggiarla è Sbrodoliamoci, situato a Nola. Fu preparata per la prima volta dal proprietario del locale, Antonio, circa due anni fa e inizialmente non riscosse il successo che meritava ma poi, grazie alla sua bontà, ha avuto un enorme successo tra i frequentatori del posto tanto che ad oggi si può dire sia diventata la sua specialità.

Ma vediamo nello specifico di cosa si tratta: si compone di due strati di pan di spagna con al centro yogurt o fior di latte e con l’aggiunta di creme di ogni tipo, da quelle alla frutta a quelle al cioccolato e per chi, è un vero goloso, può anche concludere il tutto con cereali o addirittura pezzi di snack.

Ingredienti:

  • Pan di spagna (2 strati)
  • yogurt o fior di latte
  • creme al cioccolato o alla frutta
  • snack o granelle

Insomma, che dite? mattonella per tutti?

pasticceria giovanni scaturchioNapoli – Per gli amanti della pasticceria è uno degli eventi più attesi: si tratta dell’apertura di una nuova sede dell’Antica Pasticceria Giovanni Scaturchio, storica pasticceria napoletana. L’apertura è prevista per il 30 giugno 2016, la nuova sede sarà nei pressi della Certosa di San Martino in piazza San Martino sempre a Napoli, nel quartiere collinare del Vomero.

Gli avventori, dunque, potranno mangiare i buonissimi e rinomati prodotti di Scaturchio ammirando l’incantevole panorama visibile dalla terrazza di San Martino, che guarda al Vesuvio e al Centro Storico partenopeo, punto di vista privilegiato per scorgere Spaccanapoli e il reticolo cittadino risalente all’età greca.

ministeriale di scaturchioScaturchio è uno dei nomi più illustri dell’arte della pasticceria napoletana, famoso il suo “Ministeriale“, amato medaglione di cioccolato ripieno di liquore che nel 1905 fece diventare Francesco Scaturchio fornitore della Casa reale. Un omaggio invece alla città partenopea Scaturchio lo fece creando il “Babà-Vesuvio“, altro dolce che ha riscosso successo a Napoli e nel mondo.baba-vesuvio

GELSIUna novità assoluta che sicuramente rivoluzionerà l’arte della pasticceria, nata da un’idea di Marco De Vivo titolare dell’omonima “Pasticceria De Vivo” di Pompei, tra le più antiche della città alle falde del Vesuvio con ben due punti vendita, uno nel centro della città, l’altro situato all’interno del Centro Commerciale La Cartiera.

L’idea che frullava nella testa di Marco De Vivo ormai da tanti mesi è finalmente diventata realtà. Un’idea che consiste nel candire uno dei frutti che nella terra del Vesuvio viene considerato come un simbolo da valorizzare: i gelsi rossi del Vesuvio qualità regina, il frutto per eccellenza del nostro territorio.

de vivo 1Marco De Vivo, insieme al suo staff, la valorizzazione di questo prezioso frutto ha voluto farla in un modo sorprendente, con un processo che trasforma il frutto fresco in uno candito.
Con questa tecnica di canditura leggera i gelsi rossi del Vesuvio verranno sapientemente utilizzati in molti prodotti della pasticceria come i panettoni ma anche in altri dolci lievitati, piccoli e grandi tra cui le brioches per la colazione.

La caratteristica di questa qualità di gelsi rossi è quella di essere particolarmente dolce e succosa e di tingere in modo quasi indelebile. Con i gelsi del Vesuvio qualità regina, la pasticceria De Vivo già produce il gelato da circa 40 anni.

Ora con questa gustosa novità non ci resta che aspettare le infinite creazioni che la mente e le mani dei sapienti Maestri Pasticceri dalla Pasticceria De Vivo realizzeranno per soddisfare i piaceri del palato dei golosi.

Natale Gennaro Bottone

Natale Gennaro Bottone

Un regalo esclusivo è sempre firmato Gennaro Bottone“. Anche per questo Natale 2015 Gennaro Bottone scolpisce qualsiasi cosa che rappresenti la festività natalizia, come: l’albero di Natale, il Babbo Natale, il Presepe, l’Omino di Neve, la Campana e la Sfera di Natale. Ma insieme alla pralineria sono i Panettoni artigianalial cioccolato, al pistacchio di Bronte Dop, agli agrumi di Amalfi, e le inimitabili creme spalmabili, i protagonisti del regalo firmato Gennaro Bottone, un cadeaux di prelibatezza e gustosità, esclusivo e personalizzato. Da provare assolutamente poi, il nuovo panettone soufflè, 125 grammi di bontà con cuore cremoso al cioccolato fondente.

Il cioccolato, il cibo degli Dei, entra nella tradizione dolciaria napoletana negli anni ’90 del 1800, un risultato di fantasia e arte della creazione, gli stessi che hanno caratterizzato la fabbrica di cioccolato di Gennaro Bottone e che continuano a farlo insieme all’onestà artigianale che lo contraddistingue.

E’ il 1990 quando il cioccolato e l’arte si scambiano gli anelli davanti a Gennaro Bottone, già titolare della pasticceria di famiglia, dando inizio alla stirpe “Dolce Idea”, un matrimonio di cuore e passione. Il cioccolato lavorato dalle sue “mani d’oro” viene visto come una creta da modellare secondo i gusti del cliente e l’estro del pasticciere, dando luogo a molteplici forme, molte delle quali si ispirano ai monumenti, alle piazze e ai personaggi più emblematici della città di Napoli, delle vere e proprie opere d’arte che gli hanno permesso di ricevere svariati premi.

Gennaro Bottone Cioccoato

Inizia col deliziare i partenopei del quartiere Santa Lucia con il profumo intenso del cacao, prelibatezze squisite e raffinate, producendo cioccolato di elevata fattura artigianale, come i mitici nudi.

Oggi la sua fabbrica conta circa 88 tipi di cioccolatini, torroni, confetti, tartufi gelato in 16 gusti irresistibili e prodotti da forno quali torta caprese, colombe, pandoro e panettoni tutti esclusivamente e rigorosamente artigianali.

La sua fabbrica, in continua crescita, è presente con punti vendita a Napoli, Roma e Potenza ed è sempre alla ricerca di originali abbinamenti e prodotti nuovi nel gusto e nella forma che ben si adattino alle attuali e future esigenze, rendendo, la stessa, una Dolce Idea in grado di unire storia e buon sapore.

 

Dolce Idea di Gennaro Bottone – Fabbrica di Cioccolato

Dove: Via Pietro Castellino, 132 – 80131 Napoli
Tel: 081.2405100
Mail: info@dolceidea.com
Sito webGennarobottone.it

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