Nazionale, Ventura: “Jorginho non mi serve, il 10 a Insigne gliel’ha dato…”

VenturaUltimamente non brilla allo stesso modo di quello del Calcio Napoli, ma l’azzurro della Nazionale fa sempre parlare di sé, specie se a poche settimane dalla nuova sfida dell’Italia per i gironi di qualificazione al Mondiale di Russia 2018, che vedrà gli uomini di Gian Piero Ventura confrontarsi prima con la Macedonia (a Torino) il 6 ottobre e poi in casa dell’Albania il 9 dello stesso mese. Proprio il commissario tecnico ex Napoli ha parlato di alcuni calciatori allenati da Sarri e nel giro della Nazionale e anche del suo passato agli ordini di Aurelio De Laurentiis.

Del periodo napoletano ho grossi rimpianti, per quello che poteva essere e non è stato. In pochi scendono dalla A alla C, ma il vero cammino del Napoli cominciò a gennaio, dopo che me ne andai. L’anno scorso sono stato da Sarri a CastelVolturno e mi sono emozionato, perché è proprio lì che io l’allora dg Marino volevamo costruire i campi d’allenamento. Invece quando c’ero io ci allenavamo a Varcaturo ed eravamo costretti ad anticipare gli allenamenti di un’ora, perché c’erano le mamme anti-camorra che protestavano in strada“. Comincia così la lunga intervista che mister Ventura ha concesso a Il Mattino, nella quale si è soffermato soprattutto su Insigne e Jorginho.

Jorginho è il miglior metodista d’Italia, ma il nostro modo di giocare non prevede questo ruolo, ecco perché non lo convoco. Abbiamo giocato una sola volta col 3-5-2, che lo prevedeva. Quando c’era Conte Insigne non giocava proprio perché il modulo della Nazionale era il 3-5-2 e non prevedeva un vero esterno d’attacco come Lorenzo“.

Proprio per quest’ultimo Ventura ha speso parole al miele: “Nell’ultimo anno Insigne è maturato molto, ora è un giocatore completo. Poi se andremo al Mondiale e faremo venti allenamenti insieme sarà un’altra cosa, vedrete delle prestazioni molto superiori a quelle viste finora“.

Intanto la vera investitura Insigne l’ha avuta con il 10 indossato sulle spalle contro la Spagna, ma qui il tecnico ha svelato un curioso retroscena: “In realtà il 10 a Lorenzo non l’ho dato io, lui l’ha chiesto a Verratti. Loro sono grandi amici e anche se Marco all’inizio ha titubato alla fine gliel’ha concesso. Ora se la vedranno loro“.

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