Napoli fuori dalla Champions League: quanti milioni perdono gli azzurri

Bisognava battere lo Shakhtar, vincere all’ultima giornata contro il Feyenoord e sperare nella vittoria del Manchester City (già qualificato) contro gli ucraini. Un complesso meccanismo di risultati a favore che si è inceppato all’ultima giornata. Perché il City perde contro lo Shakhtar, e consegna agli ucraini il secondo posto del girone. Il Napoli, così, esce di scena dalla massima competizione europea per club.

Un fallimento sportivo, innanzitutto, perché alla vigilia della Champions League si ipotizzava l’obiettivo del secondo posto, tutto sommato alla portata della squadra di Sarri, con il City di Guardiola a fare da primatista del girone. Ma il risultato negativo di questa sera coincide con un altro flop, quello economico.

Il Napoli dice addio, infatti, ai ricchi introiti che la UEFA offre alle partecipanti della Champions. Soldi che, per una squadra che ambisce allo scudetto, sarebbero potuti tornare molto utili nel mercato di riparazione di gennaio, per colmare le falle della rosa partenopea.

La mancata qualificazione agli ottavi è costata 6 milioni di euro, il bonus garantito per le squadre che superano la fase a gironi. Poi, ci sono i ricavi relativi al Market Pool. In totale, quest’anno sono circa 110 i milioni di euro che l’Uefa ha distribuito tra le tre squadre italiane partecipanti, ovvero Napoli, Roma e Juventus.

La differenza la fa, al momento, la seconda metà del Market Pool, 55 milioni di euro che vengono suddivisi in base al numero di partite disputate nel corso della Champions League. Con la mancata qualificazione agli ottavi, il Napoli perde circa 10 milioni di euro, dal momento che, con Juventus e Roma qualificate agli ottavi, cambia la ripartizione del Market Pool. Nel caso in cui entrambe le italiane arrivassero in finale, il Napoli perderebbe ulteriori 4,5 milioni circa.

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