Herculaneum, successo allo scadere: ruggito di Costantino nel deserto del Solaro

Herculaneum - Gelbison

HERCULANEUM 1924-GELBISON: 1-0

HERCULANEUM (3-4-3): Mennella; Terracciano, Poziello, Baratto, Ciano; Costantino, Conte, Pianese (68′ Sorrentino); Adamo (77′ Esposito), El Ouazni, Solitro (83’Evacuo). All. Rosario Campana
A disp.: Cirillo, Paudice, Esposito, Falanga, Maietta, Evacuo, Sorrentino, Liberti, Ginestra

GELBISON (3-4-1-2): D’Agostino; Penta, Giordano, Manzillo, Mejri (Gisonni), De Feo, Ferraioli, Cammarota, Maggio (60′ Pecora), Yeboah, Falco (55′ Passaro). All. Donnantuoni
A disp.: Faggiano, De Marco, Di Fraia, Bruscino, Menna, Gisonni, Pecora, Passaro

ARBITRO: Gabriele Scatena (Avezzano) – ASSISTENTI: Andrea Marrollo (Vasto), Alberto Colonna (Vasto)

RETI: Costantino 93′

AMMONIZIONI: Ciano, Baratto, El Ouazni, Pianese (H) – Mejri, Cammarota, Maggio (G)

ESPULSIONI: Campana 83′ (H) – Ferraioli 85′ (G)

ANGOLI: 5 Herculaneum – 3 Gelbison

Chiuse le porte del “Raffaele Solaro” per Herculaneum-Gelbison, apre quelle del Paradiso Stefano Costantino, tutto in 93′. Nel deserto forzato del comunale di Ercolano tanto ha impiegato, infatti, la squadra locale per avere la meglio dell’avversario di turno, venuto alle falde del Vesuvio col chiaro intento di pensare più a non prenderle che a darle. Centrato in pieno, invece, quello dei granata: raccogliere la prima vittoria nel campionato di Serie D (al debutto in casa) e ancor di più reagire con carattere alle infauste vicende legate all’impianto sportivo.

Continuamente incitati dalla “falsa curva” granata (circa un centinaio di tifosi appostati in un parco adiacente lo stadio), gli uomini di mister Campana sono padroni del campo sin dall’inizio, ma le occasioni da rete tardano ad arrivare, non riuscendo i locali a sfondare il muro difensivo del Gelbison. Nella prima frazione di gioco, così, l’Hercolaneum si affida soprattutto ai tiri da fuori. Il primo a provarci è capitan Pianese, ma il suo sinistro dai 25 metri termina alto sopra la traversa. Al 18′ è, invece, il baby Adamo a provare la via del gol: D’Agostino, però, blocca senza problemi il suo rasoterra diretto all’angolino. Per rivedere un tiro nello specchio della porta devono passare altri 18′ esatti, quando Ciano spaventa il numero uno avversario con un gran destro dalla distanza, disinnescato in due tempi dall’estremo difensore.

L’Herculaneum preme il piede sull’acceleratore nel secondo tempo, con un inizio ripresa arrembante: al 51’ cross di Conte ad invitare Costantino al colpo di testa, però troppo alto. Giusto un giro di lancette più tardi, invece, gol annullato ad El Ouazni per evidente fuorigioco dopo un harakiri in area di rigore. Al 55’ è Pianese ad andare vicino alla meritata rete, ma il suo rasoterra riesce solo a sfiorare il palo alla sinistra del portiere ospite. Un grande intervento di quello locale al 57’, invece, evita la beffa all’Herculaneum: deviato in angolo il colpo di testa di Manzillo sugli sviluppi di un corner precedente.

E’ l’unica volta in cui il Gelbison mette il naso nel centrocampo avversario. Dopo una fase di stanca, infatti, i granata producono gli ultimi sforzi in un esaltante quarto di gara finale. L’assalto alla Bastiglia comincia al 72’ con una gran girata di testa di El Ouazni respinta all’altezza del secondo palo da D’Agostino. Tre minuti dopo Solitro spara alto da buona posizione. Il palo – a gioco fermo – si mette di traverso tra il gol ed El Ouazni. Poi l’adrenalina del finale causa un rosso diretto a mister Campana (per proteste) all’83’ e uno per doppio giallo a Ferraioli all’85’. L’Herculaneum prova ad approfittare della superiorità numerica con gli ultimi residui di energia e viene premiata proprio nell’ultimo secondo dei tre minuti di recupero concessi dall’arbitro, quando la splendida inzuccata di Costantino – pescato da un grande lancio di Conte – finisce sotto l’incrocio più lontano e manda in estasi squadra e tifosi.

L’Herculaneum batte così Gelbison e Comune, bersaglio per tutta la gara delle dure contestazioni da parte dei sostenitori granata, che a causa dei mancati lavori di adeguamento al “Solaro” non hanno potuto celebrare a dovere il ritorno nel campionato di Serie D dopo 13 anni di assenza.

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