Art Bonus: milioni per la cultura al Nord, al Sud solo spiccioli

L’“Art Bonus” è un’iniziativa del Ministero dei Beni Culturali volta a favorire lo sviluppo dei luoghi artistici e culturali di ogni regione. Il sistema è semplice: garantire sgravi fiscali per chi conceda erogazioni liberali a queste tipologie di strutture. Una forma di “mecenatismo” moderno, così come è stato definito dallo stesso ministero e pubblicizzato. Il problema è che, come al solito, il sistema ha favorito solo il Nord Italia, lasciando il Sud a secco.

Come si può notare dalla lista ufficiale delle erogazioni liberali, su 200 milioni versati, al Meridione sono arrivati meno di 4 milioni di euro, di cui più di un milione solo per la Campania e la Puglia, mentre poche migliaia di euro per le altre. L’1,9% dei fondi per metà paese e la situazione è ancora più grave se pensiamo che 72 milioni, quindi un terzo delle erogazioni, sono andate ai musei della Lombardia.

Differenze abissali che emergono maggiormente se andiamo a vedere i fondi destinati ai singoli luoghi, basta fare un semplice confronto fra i due teatri più importanti d’Italia: alla Scala di Milano sono arrivati 15 milioni di erogazioni per interventi da circa 120 milioni; viceversa, il Teatro San Carlo, per interventi di 80 milioni ha ricevuto 779 mila euro, spiccioli.

Trattandosi di erogazioni liberali la scelta non è dipesa, certo, dal Ministero, ma, in vista di queste differenze ingiuste il Governo aveva l’obbligo di intervenire cercando di favorire gli introiti delle strutture del Mezzogiorno: magari con sgravi fiscali maggiori o semplicemente dirottando taluni esuberi di altre regioni per rendere il tutto più omogeneo. Ancora una volta un’iniziativa che doveva portare benessere ha soltanto arricchito i soliti comuni a scapito di altri.

Per maggior chiarezza e per consultare tutti i dati è possibile visitare liberamente il sito dell’Art Bonus, dove tutto è riportato.

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