Delfino trovato morto in spiaggia a Torre Annunziata: perché succede sempre di più


Poco dopo le ore dieci di questa mattina è stato ritrovato sulle spiagge del lido Mappatella a Torre Annunziata un delfino spiaggiato. Alcune persone hanno visto il corpo dell’animale che era già morto ed hanno segnalato l’accaduto alla capitaneria di porto.

Non è un caso raro quello che è successo a Torre Annunziata, infatti il fenomeno dello spiaggiamento dei mammiferi appartenenti ai cetacei è addirittura in aumento. Gli animali, a causa del riscaldamento globale, dell’inquinamento delle acque e del disturbo del campo magnetico terrestre, perdono l’orientamento e tendono a raggiungere la riva lasciandosi morire.

Nel 2013, come riportato da svariati quotidiani, ci fu una moria di delfini nel Mediterraneo, contando più di 94 delfini della specie Stenella morti. Il ministero dell’ambiente non sapeva come spiegare la moria improvvisa di tutti i delfini e le ipotesi ricadevano su influenze virali e aumento demografico dei delfini nelle aree del mediterraneo, dovuta all’inquinamento del mare.

Il fenomeno non è circoscritto solo all’Italia, ma anche in altri stati costieri, dove a spiaggiarsi non sono solo i delfini, ma anche le balene e le orche. Gli spiaggiamenti che di solito si osservano sono quelli di massa, dove un gruppo di cetacei della stessa specie perde l’orientamento e muore prima di riuscire a ricevere soccorsi adeguati.

La morte dei singoli potrebbe avvenire o per ingerimento di rifiuti, o per contrazione di malattie da parte di virus. Il clima sta cambiando e oltre alle influenze ambientali normali, questi animali subiscono sempre più la forte influenza delle attività antropiche pagandone le amare conseguenze con la loro morte. Ciò potrebbe decretare non solo la morte dei cetacei, ma anche quella della maggior parte degli animali che vivono nei nostri mari. 


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