Ad esempio io resto a Sud: come non abbandonare la propria Terra

 

Ad esempio io resto a Sud

Il giorno 17 Maggio 2014 all’Hotel Ramada di Napoli, a partire dalle ore 14:30, si volgerà il convegno “Ad esempio io resto a Sud”, organizzato dall’Associazione Briganti, Confimpresa Campania e Progetto i-Sud. Nel dibattito saranno spiegate quali possono essere le azioni concrete attraverso cui partecipare allo sviluppo economico del Sud, in modo da non essere costretti a emigrare, non essere costretti ad abbandonare la propria terra. Di seguito potete leggere il comunicato stampa del convegno:

AD ESEMPIO IO RESTO A SUD

Il rapporto tra economia e territorio, attraverso acquisto e consumo consapevole

Nel 2010, lo studio “Sviluppo, rischio e conti con l’esterno delle regioni italiane”, realizzato dall’economista Paolo Savona, ha messo in evidenza come di 72 miliardi di euro annui spesi dai cittadini del Sud per i propri acquisti, ben 63 miliardi sono destinati all’acquisto di beni e servizi prodotti al Nord: solo una parte dei residui 9 miliardi resta poi nel Mezzogiorno, essendo compresa in essi anche la quota di acquisti provenienti dall’estero. Tutto ciò si traduce in una vera e propria emorragia di risorse economiche che abbandonano il Mezzogiorno impoverendolo. Sempre dallo studio di Savona,infatti, si evince che la quota di trasferimenti dallo Stato alle regioni meridionali è di 45 miliardi di euro annui, ovvero un importo insufficiente a compensare le risorse economiche che il Sud trasferisce al Nord. Il rapporto tra economia e territorio, dunque, ha bisogno di essere ripensato proprio alla luce di tali osservazioni. Concetti quali “Compra Sud” e”Km 0″, concretamente applicati, si configurano, per il Sud, come l’azione più forte e incisiva atta a innescare un formidabile sviluppo economico, sociale e culturale, attraverso acquisto, consumo e diffusione di beni e servizi prodotti al Sud da agricoltori, artigiani e aziende con sede legale al Sud. Alla base del concetto di “acquisto e consumo consapevole” ci sono gesti semplici: soffermarsi a leggere attentamente un’etichetta, scegliere prodotti fatti a poche centinaia di metri da casa nostra, involontariamente, possono trasformarsi in un “atto rivoluzionario”.
Gli effetti prodotti dall’applicazione di tali principi, infatti, riguarderebbero una generale crescita dell’economia meridionale, che investirebbe, di conseguenza, tutto il tessuto sociale: le risorse economiche che restano al Sud, infatti, si traducono in servizi pubblici – istruzione, trasporti, sanità– ma anche in occupazione e, quindi, nuovi posti di lavoro. Viene così ad attivarsi un circolo virtuoso frutto del rapporto simbiotico tra società, economia e territorio. La sua divulgazione e la sua pratica giornaliera di “Compra Sud” e “Km 0” possono generare non solo indipendenza economica, ma anche risveglio identitario.

Talitematiche saranno affrontate a Napoli il 17 maggio, nell’ambito del convegno organizzatodall’Associazione Briganti, Confimpresa Campania e Progetto i-Sud. I lavori,moderati da Vittorio Terracciano e Antonio Panico, si apriranno alle ore 14:30.Al tavolo dei relatori prenderanno parte:

FrancescoTassone (storico – meridionalista – presidente Movimento Meridionale),

DiegoGiovinazzo (segretario generale Confimpresa),

AntonioDi Gennaro (agronomo),

MarcoEsposito (segretario Unione Mediterranea – giornalista),

NandoDicè (presidente Insorgenza Civile),

NicolaChristian Rinaldi (Imprenditore, esperto di sistemi di eGovernement/eBusiness )– Presentazione piattaforma “i-Sud”,

PietroDe Luca Bossa (musicista) – Presentazione evento “DElucao”.

Aldibattito, che seguirà gli interventi dei relatori, parteciperanno irappresentanti del mondo dell’impresa.

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