I riti scaramantici del matrimonio napoletano: quali sono e come sono nati

i riti scaramantici
Dal non poter vedere l’abito della sposa al suonare il clacson, i riti scaramantici legati al matrimonio sono davvero tantissimi e vengono ancora oggi osservati da molte coppie. Nati probabilmente anche per rasserenare gli sposi prima delle nozze, le superstizioni e i riti affondano le radici in epoche antichissime e molti di questi in passato avevano uno scopo ben preciso. Vediamo quali sono quelli più famosi.

Non poter vedere l’abito bianco e la sposa prima delle nozze:

Si sa, vedere la sposa con l’abito bianco prima delle nozze porta sfortuna. Probabilmente si tratta del rito scaramantico più diffuso e osservato al giorno d’oggi dai futuri mariti. Secondo la tradizione più antica, però, lo sposo non sarebbe l’unico a non poter vedere l’abito bianco, ma anche alla stessa sposa sarebbe vietato vedere l’outfit completo dovendo, prima di specchiarsi, togliersi almeno un guanto o una scarpa. Ma come è nata questa superstizione? In passato i matrimoni erano perlopiù combinati tra perfetti sconosciuti che avevano il divieto di incontrarsi prima delle nozze. La superstizione che vieta di vedere la sposa con l’abito bianco, probabilmente, è nata per impedire allo sposo di ripensarci ed annullare le nozze nel caso in cui, vedendo la futura moglie, non gli fosse piaciuta.

Qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa di prestato, qualcosa di blu e le superstizioni sulle fedi:

Osservata sin dall’epoca Vittoriana nei paesi anglosassoni, questa usanza si è diffusa in quasi tutto l’Occidente. La sposa dovrebbe, quindi, indossare un accessorio vecchio, che rappresenta il legame con la famiglia, indossarne uno nuovo, come simbolo del nuovo legame con il marito, un accessorio prestato da una donna felicemente sposata, che dovrebbe portare fortuna, ed uno blu, colore che dovrebbe rappresentare la purezza e la fedeltà. Indossare le fedi prima del matrimonio o farle cadere durante il riso religioso, invece, porta sfortuna.

Il lancio del riso e del bouquet:

Il lancio del riso agli sposi è un altro tra i riti scaramantici più comuni al giorno d’oggi. Si tratta di un vero e proprio rito propiziatorio, un auspicio di abbondanza e prosperità. Secondo alcuni l’usanza del riso deriva da una leggenda della tradizione orientale, mentre altri sostengono che invece discenda dagli antichi romani che lanciavano come simbolo di fertilità il grano, sostituito successivamente con il riso bianco. Al giorno d’oggi il riso bianco può essere sostituito con quello colorato per le cerimonie o con i coriandoli. Il lancio del bouquet, invece, dovrebbe portare fortuna non agli sposi, ma alle amiche o alle sorelle nubili della sposa. La damigella che afferra il bouquet sarà la prima a sposarsi. In passato il bouquet era composto non solo da fiori, come quelli d’arancio, ma anche da aglio e spezie che servivano per allontanare gli spiriti maligni e per scongiurare il malocchio.

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Il suono del clacson ed i riti scaramantici dello sposo:

La sposa prima con il padre e, dopo il rito, con il marito si sposta in macchina seguita dal corteo nuziale. La tradizione vuole che durante gli spostamenti le macchine del corteo suonino il clacson a più non posso per attirare l’attenzione e festeggiare gli sposi. Il suono del clacson in antichità, però, aveva anche il compito di spaventare e scacciare gli spiriti maligni. Anche lo sposo, secondo la tradizione, deve osservare alcuni riti scaramantici per scoraggiare la cattiva sorte, gli spiriti maligni o i nemici della coppia, come nel caso della tipica usanza napoletana di mettere in tasca delle forbici per “tagliare” le malelingue. Un altro compito dello sposo è prendere in braccio la moglie prima di entrare in casa. Si tratta anche stavolta di una superstizione antichissima che servirebbe per evitare che la donna diventi vittima degli spiriti maligni.

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