Pompei continua a regalare tesori, ma non c’è il personale per tutelarli

Domus con lussuosi affreschi, scheletri di pompeiani in fuga e, ultimo ma solo in ordine di tempo, il meraviglioso “Larario” scoperto pochi giorni fa. E’ quanto sta emergendo dalla Regio V dell’area archeologica di Pompei.

Un immenso e unico patrimonio che sta regalando al mondo incredibili sorprese, oltre a documentare meglio la vita quotidiana dei romani e a spiegare, come in un libro di storia, ciò che è accaduto nei terribili istanti dell’eruzione del Vesuvio.

Ma la sensazione che si sta avendo dopo questi ritrovamenti è quella di voler spostare l’attenzione verso altro, cioè accendere i riflettori sui magnifici reperti per poi spegnerli sui veri problemi di Pompei e dei beni culturali italiani. Infatti servono nuove assunzioni di tecnici, custodi e operai per tutelare e valorizzare l’immenso patrimonio che sta venendo fuori dallo scavo della Regio V, finanziato dal Grande Progetto Pompei.

A lanciare l’allarme è il segretario generale della CISL FP Campania, Lorenzo Medici in un comunicato: “Siamo certi che gli investimenti di denaro pubblico deliberati per il Parco Archeologico di Pompei diventeranno inutili se non saranno indetti concorsi pubblici per fronteggiare la carenza di personale”.

Si stanno disotterrando tesori dall’inestimabile valore pur sapendo di non poterli tutelare: “Risulterà uno spreco di soldi se non si mette mano a nuovi concorsi per assumere custodi, restauratori, operai, infatti manca personale tecnico da adibire ai lavori di ordinaria manutenzione, essenziale per assicurare la conservazione dei mosaici, affreschi, stucchi ed edifici antichi, già oggetto di interventi straordinari“.

Infine l’attenzione è rivolta ai giovani, con una richiesta al nuovo Ministro: “Chiediamo di attenzionare i bandi, al fine di evitare che s’includa l’esperienza di lavoro come titolo di ammissione alla partecipazione che servirebbe solo a favorire chi ha avuto la fortuna di lavorare nel MiBAC, abbiamo molti giovani laureati e non, che conoscono qualcosa ma non qualcuno che gli abbia dato l’opportunità di lavorare per acquisire conoscenze“.

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