La difficile vita dell’Orso polare: quando l’uomo uccide una specie

Immaginate di trovarvi soli in un luogo freddissimo, bloccati in mezzo al mare glaciale, aggrappati ad un piccolo blocco di ghiaccio rimasto in piedi per miracolo. Rimanete lì, costretti a guardare il vostro ecosistema sciogliersi sotto i vostri occhi. In quel momento vi rendete conto che siete rimasti in pochissimi, in bilico tra vita e morte perché non è rimasto nemmeno il cibo. Lo sconforto vi assale quando capite che la vostra unica via di salvezza è la morte.

Questa introduzione molto dura è un piccolo riassunto sulla “fantastica” vita di un orso polare. Questa specie vive nel lontano Polo Nord vicino al mare glaciale artico ed è uno dei più grandi carnivori esistenti al mondo. Fisicamente è molto massiccio e presenta la caratteristica pelliccia bianca che ne contraddistingue la specie. Si nutre principalmente di pesci, foche, uccelli, è un top predator e non ha predatori in natura.

La vita di questi esemplari è legata ai ghiacciai. A causa del riscaldamento globale e di conseguenza dello scioglimento dei ghiacci, l’orso polare ha difficoltà nel cacciare le prede. Ai poli l’effetto di questo fenomeno è accentuato ed è più alto rispetto al resto del mondo. L’orso per cacciare è costretto ad avvicinarsi ai territori popolati dagli uomini.

Solo nel luglio del 2018 una femmina di orso polare si è addentrata nell’entroterra della Groenlandia andando a cercare cibo presso le tende dei ricercatori della National Science Foundation, ente che si occupa di meteorologia. Il campo si trovava a circa 2300 metri dalla costa ed è raro che un orso polare si spinga così lontano.  L’orso cercava cibo ed ha ispezionato le tende e la spazzatura del campo. I ricercatori per allontanarlo hanno deciso di lanciargli del cibo.

Altri episodi hanno addirittura visto l’ orso polare attaccare l’uomo per disperazione a causa della scarsa presenza di cibo e questi sono tutti segnali di malessere di una specie che sta lentamente morendo e cercando aiuto. Un aiuto che sembra non essere ascoltato dagli esseri umani. Le alienanti attività antropiche stanno letteralmente distruggendo i poli, ma sembra non si voglia dire basta a questo sfrenato stupro ecologico.

A pagare le conseguenze sono i cuccioli. Sembra che non riescano a sopravvivere al clima artico ed il perché risiede proprio nel fatto che a causa della mancanza di cibo le madri in fase di allattamento sono denutrite, non hanno immagazzinato le giuste quantità di grasso e di conseguenza producono poco latte povero di elementi nutritivi.

Se con una telecamera andassimo in questo momento ad osservare un orso polare non vedremmo un bell’orso dal pelo bianco sereno nel suo habitat, ma ci troveremmo davanti uno spettacolo raccapricciante. Un orso denutrito, che riesce a stento a tenersi in piedi, con il pelo rado e costretto a patire la fame. 

Fotografia di Paul Nicklen

Ad aggravare la situazione è anche l’inquinamento. A causa dell’inquinamento transfrontaliero la maggior parte delle sostanze tossiche, prodotte nei centri urbani di tutto il mondo, si concentrano proprio al Polo Nord. Esse si accumulano nei tessuti degli orsi polari. Essendo Top predator si trovano al vertice della catena alimentare e purtroppo in questo caso rappresenta uno svantaggio.

Le sostanze tossiche vanno ad alterare il normale funzionamento fisiologico del corpo dell’animale. Una sostanza tossica infatti può danneggiare la crescita ed indebolire il sistema immunitario andando a compromettere le difese contro batteri e virus. A tutto ciò si aggiunge la caccia sfrenata al petrolio. I giacimenti petroliferi danneggiano gravemente luoghi che prima erano incontaminati. Le fuoriuscite di petrolio vanno a danneggiare i fondali marini e ad uccidere le specie ad essi connessi.

La situazione si presenta molto grave. Dal 2010 ad oggi lo scioglimento dei ghiacci sta procedendo a ritmo sempre più battente, andando a minacciare la sopravvivenza di tante specie autoctone ed in particolar modo quella degli Orsi polari. Quali soluzioni adottare per fronteggiare il problema? Ad oggi le previsioni future non sono per nulla rosee. Se lo sfruttamento delle risorse energetiche continuerà ad essere così sfrenato gli orsi polari sono condannati all’estinzione.

Se l’ uomo aprisse realmente gli occhi sullo scempio che sta creando riuscirebbe a capire che puntare sulle energie rinnovabili sarebbe la soluzione più pulita ed ecologicamente più vantaggiosa. Aiutare le specie minacciate combattendo il riscaldamento globale dovrebbe essere la priorità. L’aumento graduale della temperatura non da problemi solo agli animali, ma mina anche la sopravvivenza dell’uomo.

 

FONTI

National geographic 

WWF

Focus.it

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