Video. Luca Abete tra le fatiscenti scuole di Napoli


L’inviato di Striscia la notizia, Luca Abete, sembra essere uno dei più affezionati turisti di Napoli visti gli innumerevoli servizi televisivi girati in città.  Molti si saranno chiesti perchè parla sempre di Napoli e dei suoi disagi, altri cambiano canale perchè si sentono offesi in prima persona dalle accuse fatte alla propria città ma la verità è una e palese, Napoli ha alcuni grandi problemi da risolvere.

Va bene sfatare i luoghi comuni, quasi fomentati dallo stesso Luca Abete, uno tra i tanti ad esempio, il tormentone che a Napoli nessuno indossa il casco, ma quando un servizio televisivo evidenzia i disagi che incidono sulla vita dei bambini della nostra città è bene aprire gli occhi e dire basta.

Basterebbe già solo vedere come inizia il servizio, sullo sfondo le mura fatiscenti della scuola Giacomo Leopardi di Fuorigrotta, mura che messe a confronto con gli scavi di Pompei, sembrano molto più antiche, facciate esterne  che rispecchiano le altrettanto disastrose condizione di tutto l’edificio scolastico che  anche internamente lascia a desiderare. Calcinacci raggruppati negli angoli dei corridoi che non possono essere portati via a cusa dell’ascensore guasto, finestre spicconate, crepe nei muri, infiltrazioni d’acqua, macchie di umido e cavi elettrici penzolanti e pericolosi per i passanti, una scena raccapricciante che dura da oltre cinque anni, sotto gli occhi di tutti, colpa che, secondo alcuni impiegati, deriva dall’incuranza del Comune di Napoli nel chiedere il finanziamento dei fondi europei alla Regione. La scuola Giacomo Leopardi si affianca facilmente alle dirette concorrenti, come la scuola di Quarto, che con un eccessivo numero di iscritti è costretta a trasferire alcune classi di bambini in aule messe a disposizione da una Chiesa del posto, dove anche lì sono costretti in ambienti non adeguatamente spazioso rispetto al numero dei presenti. Non si salva la scuola Nino Cortese di Casoria, che addirittura per non ‘sfigurare‘ aggiunge la presenza di ratti all’interno dell’edificio scolastico, che continua a funzionare ‘regolarmente’ perchè nessun esposto del Comune o della direzione dichiara la chiusura.

Per chiudere in bellezza c’è chi la scuola non l’ha mai cominciata, chiusa per sicurezza e non per cavi elettrici scoperti o crollo di calcinacci, ma a causa di  un enorme albero da cui cadono pigne.

Non c’è molto da aggiungere, per quanto si può essere legati alla propria città non ci si può indignare per un servizio che finalmente denuncia le condizioni disastrose delle scuole di Napoli.  Sarà finalmente arrivato il momento di correre ai ripari?


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