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Svimez

Giovedì 8 novembre 2018 è stato presentato, nella sala della Regina a palazzo Montecitorio, il rapporto Svimez 2018 dal titolo “L’economia e la società del mezzogiorno”. Emerge dal rapporto una situazione ambivalente poiché a fronte di una crescita rilevata nel 2017 e nel 2018 ci sono alcuni problemi congiunturali che evidenziano una situazione d’incertezza per il futuro del Sud.

In particolare il persistente problema dell’accesso al credito nel Mezzogiorno e la percentuale occupazionale bassissima per la fascia più giovane della popolazione. La manovra finanziaria nel 2019 favorirà ancora la crescita al Sud, che dovrebbe avere maggiori benefici rispetto al centro-nord, dovuti al 40% circa in minori entrate e l’oltre 40% in più delle maggiori spese per cui si prevede un leggero recupero dell’economia meridionale.

Nel 2017 il PIL del mezzogiorno è cresciuto quasi nella stessa misura di quello del centro-nord, grazie alla crescita del settore manifatturiero e, in minima parte, di quello edilizio, con un dato importante che viene dai flussi turistici, con una crescita del 7,5% di viaggiatori stranieri nel Mezzogiorno e il relativo incremento della spesa turistica del 18,7%.

A fronte di questi dati positivi il report certifica ancora un divario consistente fra il centro-nord (tornato ai livelli pre-crisi) e il Mezzogiorno. Un divario che alla luce delle previsioni attuali in futuro potrebbe allargarsi ulteriormente. Le ragioni della “velocità duale” fra il Nord e il Sud della nazione si possono riassumere in una serie di fattori: in primis la marcata differenza di investimenti fra il centro-nord e il sud della nazione, con un + 3,8% al Mezzogiorno, dato positivo ma comunque distante dal + 6,2 % del resto della nazione.

Le criticità sono relative, ancora, alla contrazione della spesa pubblica con un evidente declino della spesa infrastrutturale che nel periodo 1970 al 2017 per il sud ha visto un – 4,7 % a fronte dell’appena -0,9% al centro-nord. Basti pensare che negli anni più recenti gli investimenti infrastrutturali per il meridione risultano pari a meno di un quinto del totale nazionale mentre negli anni 70 erano quasi la metà. Lo squilibrio riguarda anche l’export che per il Sud vale un più 1,6 % mentre il centro-nord mette a referto un +3%.

Il resoconto redatto dall’ente contrasta anche il luogo comune di un “Sud parassita” perché con tutti i suoi limiti il mezzogiorno contribuisce in maniera non superficiale alla crescita della nazione.

Si evidenzia come la crescita del centro-nord sia strettamente connessa all’andamento dei consumi del Sud poiché ben 20 dei 50 miliardi circa di residuo fiscale trasferiti alla regioni meridionali dal bilancio pubblico ritornano al centro-nord sotto forma di domanda di beni e servizi. Non solo, si stima anche che la sola domanda interna nelle regioni del Sud attivi circa il 14% del PIL.

Il rapporto inoltre mette l’accento sulla pericolosità della mala applicazione del federalismo regionale, in particolare del federalismo fiscale, poiché l’ampliamento delle diseguaglianze territoriale sotto il profilo sociale porterà a un forte indebolimento delle capacità del welfare di supportare le fasce più disagiate della popolazione.

Sicché  si parla di “cittadinanza limitata”, un termine connesso alla mancata garanzia di livelli essenziali di prestazioni che incide sulla tenuta sociale del Sud. Preoccupa anche il divario sul tasso di scolarizzazione che al sud nella fascia dei 20/24 anni è notevolmente inferiore a causa di un rilevante persistente tasso di abbandono scolastico con circa 300.000 giovani che abbandonano gli studi.

Il dato si somma al basso tasso di occupazione per i diplomati, e soprattutto dei laureati che a 3 anni dalla laurea hanno solo il 43,8% di occupati rispetto al  72,8% del centro-nord. Il rapporto evidenzia che il centro-nord è tornato ai livelli occupazionali pre-crisi mentre il mezzogiorno resta di circa 310 mila unità sotto il livello del 2008.

Si aggiunga poi un drammatico dualismo generazionale, certificato da un  saldo negativo di 310 mila unità, con la sensibile riduzione di oltre mezzo milione di giovani occupati fra i 15 e 34 anni, sommata alla contrazione di 212 mila occupati nella fascia di età fra i 35/54 anni al cospetto di una crescita occupazionale concentrata quasi esclusivamente fra gli over 55.

Di fronte a questi dati l’emigrazione è considerata un fenomeno naturale nelle regioni meridionali (con la sola eccezione della Sardegna) che solo nel biennio 2016-2017 hanno registrato 146 mila abitanti in meno. Negli ultimi 16 anni il mezzogiorno ha visto partire un milione e 833 mila residenti, dei quali la metà giovani di età compresa fra i 15 e 34 anni, un quinto di questi laureati.

Del totale il 16% si è trasferito all’estero, e di questi 800.000 non sono tornati. Alla luce di questi dati si delinea per i prossimi 50 anni un percorso di forte riduzione della popolazione che nel mezzogiorno perderà circa 5 milioni di abitanti, molto di più che nel resto del paese, dove la perdita sarà contenuta a un milione e mezzo. Tutto ciò se non interverranno misure politiche tese a favorire una reale ripresa del Mezzogiorno, magari partendo dall’incentivazione del comparto agroalimentare e dei flussi turistici, ovvero gli unici settori che da anni registrano nel sud della nazione un aumento importante

Un’importante notizia per tutti i turisti diretti a Napoli. Nella primavera 2019 nascerà un nuovo hotel con 70 stanze nella stazione marittima partenopea. L’albergo occuperà il piano terra e il primo piano della stazione. Queste le dichiarazioni rilasciate da Tommaso Cognolato, presidente di Terminal Napoli: “L’idea dell’albergo nasce a metà dello scorso anno per mettere in campo un’offerta completa per tutte le attività nella Stazione Marittima.

“Sarà rivolto principalmente ai crocieristi che arrivano qualche giorno prima della crociera o si trattengono a Napoli dopo la fine della vacanza in mare, ai marittimi e ai partecipanti dei congressi che vengono organizzati nelle ampie sale della Stazione Marittima.”

Il presidente di Terminal Napoli ha proseguito con le dichiarazioni sottolineando come “nella prospettiva delle Universiadi sarà utile anche se servissero posti letto per accompagnatori e staff. Ma sarà funzionale anche al rilancio del centro commerciale all’interno della Stazione che ha avuto problemi a ingranare visto che che dopo pochi mesi dall’apertura sono stati inaugurati i cantieri della metropolitana in Piazza Municipio.

Ora andiamo verso un momento in cui la piazza cambierà completamente, per questo abbiamo deciso di fare un investimento di 2,5 milioni di euro sull’albergo.”

La tomba è sempre considerata l’ultima dimora, l’ultimo posto in cui tutti, per quanto triste sia, riposeremo in pace. Tuttavia non è propriamente così ed anche in questo domicilio finale c’è un trasloco. Generalmente la salma, quando non viene cremata, viene inumata: sepolta sotto terra e coperta da una lapide. Dopo circa cinque anni, però, i resti vengono “riesumati”, quindi disseppelliti, e spostati in una nicchia.

L’usanza della “seconda sepoltura” o “riesumazione” è un fenomeno diffuso in tutta Italia e, principalmente al Sud. Le motivazioni, più che spirituali, sono logistiche: con l’aumentare di defunti in una determinata zona e lo spazio limitato coperto dai cimiteri sarebbe impossibile mantenere tutte le salme in terra, dove occuperebbero una superficie fin troppo estesa. Quindi si preferisce trasferirli, quando possibile, in nicchie sopraelevate in modo da coprire spazi maggiori e creare nuovi spazi per futuri trapassi.

Il lasso di tempo di cinque anni è legato al processo di decomposizione del cadavere. Prima di questo periodo, infatti, molti tessuti non si sono ancora distrutti ed alle ossa potrebbero essere ancora attaccati brandelli di carne. Nonostante questa premura è sempre possibile che restino capelli sui crani o che lo stato di conservazione abbia lasciato integre alcune parti. Generalmente, in quest’ultimo caso, bisognerebbe rimandare.

Le ossa vengono poi raccolte in una piccola bara, generalmente di ferro, e depositate nella nicchia, di solito contenente più morti della stessa famiglia. Qui, finalmente, la salma troverà la sua ultima destinazione diventando cenere.

Come abbiamo visto si tratta di un processo quasi meccanico, ma in molti paesi meridionali tale procedura diventa un vero e proprio rito. In ogni caso qualche familiare deve essere presente durante la riesumazione, almeno per confermare l’identità delle ossa. Poi il cadavere va pulito dai resti di vestiti ancora addosso e va sempre controllato che gli averi con cui, eventualmente, era stato sepolto siano ancora con lui.

In alcuni casi le ossa vengono pulite prima di essere deposte nella nuova bara, in altri, in modo meno delicato, vengono segate se occupano troppo spazio. Spesso la nuova bara viene trasportata con una piccola processione all’interno del cimitero, come delle nuove esequie. Un modo per accompagnare ancora una volta, un’ultima volta il caro estinto.

Come abbiamo detto, quest’usanza assume connotati sacri principalmente al Sud ed, in particolare, in Campania. Questo perché il nostro popolo ha attribuito anche un significato spirituale al procedimento. In particolare, il periodo che il defunto trascorre sotto terra viene rapportato alla permanenza della sua anima nel Purgatorio.

In questi cinque anni, quindi, la famiglia deve essere più presente con preghiere e visite al cimitero per favorire l’ascesa al cielo del caro estinto. La “riesumazione” ed il passaggio nell’ultima e definitiva dimora rappresenta, di conseguenza, anche la fine del viaggio dell’anima. Anche la famiglia, dopo tale adempimento, è più libera e può devolvere le sue preghiere ad altri fini (o, forse, essendo le nicchie in alto è solo più difficile portare fiori).

Fonte: paleopatologia.it

Napoli non è più la prima in Italia per i furti d’auto, ma i costi per le assicurazioni “furto e incendio” delle stesse non fanno registrare cali. Infatti, la città partenopea, nella classifica nera dei furti denunciati nel 2017, è stata per la prima volta spodestata da Roma che si attesta come la peggiore d’Italia.

Non si può certo dire che il secondo posto sia un risultato esaltante, ma resta pur sempre una magra consolazione. Perché magra? Perché come detto all’ombra del Vesuvio si paga sempre di più, rispetto alle altre città, anche per le spese accessorie, come “furto e incendio”. Facendo il confronto proprio con Roma, ad esempio, a Napoli si paga 139 euro (premio assicurativo escluso), mentre nella capitale con 64 euro si registra un prezzo più basso di oltre il 50%. L’ampio divario si ripresenta anche nel confronto con Milano (terza per furti) dove rispetto a Napoli si paga il 200% in meno (45 euro).

I dati emergono da una ricerca diffusa da Facile.it che ha analizzato il fenomeno prendendo come profilo di riferimento un automobilista di 43 anni, classe di merito 1, proprietario di un’auto station wagon familiare 5 porte del 2014 (valore attuale di mercato circa 7.000 euro).

Mettendo a confronto, poi, Nord e Sud si può evidenziare, ad esempio, che città come Torino e Bari (rispettivamente 6a e 4a per furti) si ritrovino a pagare somme decisamente lontane nonostante le statistiche sui furti siano simili. Assicurare la macchina per “furto e incendio” nella città piemontese porta ad una spesa di circa 45 euro (come Milano), mentre cambia totalmente il discorso per Bari che è quella che si avvicina di più a Napoli con 111 euro (più del doppio).

La soluzione più giusta, infatti, sarebbe far pagare di più lì dove si consumano più furti: Napoli sarebbe allora seconda dietro Roma, e a Bari si pagherebbe meno rispetto a Milano. Dalle tariffe, invece, risulta una arbitraria spartizione tra nord e sud, in cui a essere penalizzato è come sempre il Mezzogiorno.

La Juventus ha presentato ricorso contro la decisione del giudice sportivo di chiudere la curva bianconera per una partita. La sanzione è stata comminata in seguito agli ennesimi cori discriminatori rivolti ai napoletani e un coro razzista intonato ai danni di Koulibaly, in occasione del match di Campionato del 29 settembre scorso allo Stadium.

Una decisione incredibile che si pone come atto di difesa di comportamenti razzisti. Dal club bianconero, per bocca del legale Chiappero che ha scritto il ricorso, fanno sapere che non si può colpire tutti per colpa di pochi. Peccato, però, che ormai allo Stadium i cori contro i napoletani sembrino essere diventati la colonna sonora ufficiale delle partite casalinghe, con migliaia di persone che giulive accompagnano con i già citati cori le prestazioni dei loro beniamini. Cori che hanno così abituato l’ambiente bianconero tanto da spingere Allegri a dichiarare, nel post gara contro il Napoli, di non aver sentito nulla.

Ma facciamo un salto indietro nel tempo, in uno dei rari casi in cui anche il giudice sportivo si è accorto dei cori juventini contro i napoletani. Siamo nel novembre 2013 e durante la partita valida per la 12a giornata di Serie A i tifosi bianconeri si resero protagonisti di cori beceri, proprio contro il Napoli. Per i fatti, il giudice sportivo, “scongelando” una revoca precedentemente conquistata, decise di chiudere per due partite le curve dello Stadium.

La società bianconera, per l’occasione, decise di aprire contro l’Udinese la curva Nord ai bambini delle scuole (cosa invocata da molti anche in questo caso). Ottima iniziativa, lodata da tutti. Ma forse dice bene il proverbio “tale padre, tale figlio“. Infatti, durante la sfida con i friulani le “voci bianche” assiepate nella Curva, con tanto di professori a seguito, oltre ad intonare i soliti cori, presero di mira il portiere Zeljko Brkic. Risultato? I cori dei giovanissimi, età massima 14 anni, costarono alla Juventus 5mila euro di multa e una figuraccia interplanetaria.

A Torino si dissero indignati allora come oggi, ma è evidente che la difesa “sono solo quei pochi” non regge e che più di una ragazzata o “rivalità sportiva” si tratti di un serio problema culturale.

Nel primo trimestre 2019, come annunciato negli scorsi mesi, arriverà la pubblicità su Whatsapp, ma “al momento” sarà limitata alle stories e non comparirà sulle chat interpersonali tra i vari utenti. Lo ha detto il Country Director di Facebook Italia, Luca Colombo, a margine dell’EY Digital Summit.

Colombo ha spiegato che Facebook, che controlla Whatsapp e Instagram, punta sul cosiddetto ‘instant messaging’ per renderlo un servizio interessante non solo per gli utenti, ma anche per le imprese. E così gli spot compariranno nelle cosiddette ‘stories’, vale a dire i cambi di stato, di Whatsapp.

Alla domanda se potrebbero essere invase anche le normali chat, Colombo ha assicurato: “Al momento no”. Si punterà anche a tecnologie che possano consentire alle aziende di comunicare con i consumatori in maniera automatizzata e su larga scala, “ma evitando tassativamente fenomeni di spamming o di intrusione”, e per inviare le notifiche che ad oggi arrivano via sms o per email, come gli avvenuti pagamenti con la carta di credito.

Dall’1 al 3 ottobre sono stati trasmessi in tutti i maggiori cinema d’Italia i primi due episodi de “L’amica geniale”, serie TV di Saverio Costanzo basata sui romanzi di Elena Ferrante. La serie, girata per la maggior parte a Napoli, verrà mandata in onda su Rai 1 questo novembre e già si preannuncia un successo imperdibile.

Già i romanzi della Ferrante hanno conquistato il pubblico di mezzo mondo, ma la trasposizione televisiva non sembra da meno. Nei tre giorni di programmazione nelle sale i due episodi hanno registrato un vero e proprio record d’incassi. 42 mila persone hanno fatto il biglietto per un totale di mezzo milione di euro.

Incredibile come solo i primi due episodi della serie abbiano superato come incassi e presenze tutti i film in sala. Un successo che sicuramente va attribuito anche al periodo di tempo limitatissimo per la programmazione ed alla forte attesa per la trasposizione del bestseller napoletano.

Napoli – L’8 ottobre arriverà sui nostri schermi la nuova stagione de “I bastardi di Pizzofalcone”, serie basata sui romanzi di Maurizio De Giovanni. “Raccontare una Napoli lontana dagli stereotipi – racconta il regista Alessandro D’Alatriè stato il vademecum per tuffarmi in questa avventura, Napoli è una città che sta vivendo un momento di grande rinascita culturale. La sua storica multiculturalità la rende una perla di umanità che ho cercato in tutti i modi di esaltare”

“In questa seconda serie – anticipa Alessandro Gassmann, che interpreta il protagonista della serie – ci saranno grandi sorprese, spero non siano troppo traumatizzanti. Credo che il successo nasca dalla capacità di Maurizio di descrivere eroi con tanti difetti, che hanno la forza di coinvolgere la gente. Tutti possono immedesimarsi. Maurizio ha una grande capacità di descrivere i rapporti umani e la psicologia dei protagonisti.”

“I napoletani – racconta ancora l’attore – vivono le storie dei ‘bastardi di Pizzofalcone’ in maniera viscerale, ne sono molto orgogliosi, ho sentite sulla mia pelle per le strade, nei vicoli l’attenzione per questa serie ed è bellissimo. Sono stato adottato da Napoli.”

Provolone del monaco

Provolone del monaco

Trekking sulle strade del Provolone del Monaco Dop. Un appuntamento che tutti i golosi non possono lasciarsi sfuggire. Si conclude la stagione estiva di Note in Cammino con un evento all’insegna del trekking nelle zone del Provolone del Monaco Dop. Domenica 16 settembre è in programma un evento che vede gli appassionati delle passeggiate all’aria aperta cimentarsi in un percorso che va da Santa Maria del Castello fino a Monte Comune.

Queste le parole del direttore del Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop, Vincenzo Peretti: “Occasioni come questa servono ai partecipanti per fare conoscere da vicino le zone che danno origine ad un prodotto. Percorrere le stesse strade degli allevatori e dei casari e respirare i profumi che poi finiscono nel latte e nei formaggi. Natura, turismo e biodiversità a braccetto per tramandare gusto e tradizioni”.

Il percorso prevede una escursione da Santa Maria del castello, antichissimo borgo di Vico Equense, che segna oggi il confine tra la provincia di Napoli e quella di Salerno così come un tempo lo segnava tra i Ducati di Amalfi e Sorrento, raggiungeremo la cima del Monte Comune: 850 metri di altezza abbelliti da una rigogliosa macchia mediterranea. La partenza è prevista per le 15.30. L’escursione dovrebbe durare all’incirca 2 ore.

Il gruppo attraverserà zone a bosco di castagno camminando a strapiombo sulla costa di Positano. Nel tratto finale c’è una full nella natura, con passaggi su roccia e attraversando macchia mediterranea e bosco. Il tutto con l’ausilio della guida dell’Aigae.

L’arrivo è previsto intorno alle 17.30. Sulla sommità del Monte Comune i partecipanti saranno accolti dal Trio Tarantae che eseguiranno il “Canto Migranti” oltre che da una degustazione di tarallucci, vino ed ovviamente dal formaggio principe della penisola sorrentina e dei Monti Lattari: il Provolone del Monaco Dop.

Anche il presidente del Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop, Giosuè De Simone ha voluto esprimere il suo pensiero: “Ogni momento di festa deve essere colto al volo non solo per passare tempo in famiglia in luoghi incantevoli, ma anche per assaggiare le gustose tipicità del nostro territorio”.

Riepilogativo Evento:

DOVE: Santa Maria del castello (Na)

QUANDO: Domenica 16 settembre 2018, partenza alle 15:30 da Santa Maria del castello

INFO E PRENOTAZIONI: noteincammino@gmail.com | 3313102009

lire

lire

La lira, la moneta che tuttora la maggior parte degli Italiani rimpiange. Ad oggi le monete rare italiane, come riferisce Fanpage, non sono tantissime: per saperne di più infatti esiste un elenco aggiornato. Tra le lire ci sono alcuni pezzi che possono valere una vera fortuna. La moneta ovviamente deve essere “in Fdc”, ovvero “Fior di conio”, vale a dire moneta che non presenta segni. L’usura, come graffi e solchi, compromette significativamente il valore della moneta.

Oltre allo stato della moneta che incide sul suo valore, ci sono anche alcuni errori di stampa che hanno reso celebri determinati pezzi. Tra le più rare ci sono: le 100 lire coniate dell’anno 1955 e le 50 dell’anno 1958. Di 100 lire del 55 ,ne furono tirate circa 8,6 milioni, sono davvero pochi introvabili appunto “in fior di conio” di queste monete. Può arrivare a raggiungere un valore fino a 1.200 euro.

Per quanto riguarda le 50 lire del 58, ne furono stampati e diffusi 825.000, sono ancora più rare. Questa può variare tantissimo il suo valore e passare da 20 euro per una moneta usurata ai 2.000 euro per quelle in Fdc. Ci sono anche altre monete che valgono parecchi euro. Ecco quali: le 10 lire del 54, coniate in più di 95 milioni di esemplari. Hanno un valore di 70 euro al massimo se presentate in Fdc.

Infine ci sono le 5 lire del 56. Queste ne furono messi in circolazione solamente 400mila esemplari, ed hanno un valore maggiore.  Possono valere da un minimo di 50€ ad un massimo di 1.500 €. Insomma, controllate i vecchi cassetti e vedete se siete in possesso di una di queste monete fortunate.

“Il nuovo volto dell’Europa”: così titola l’ultimo numero di Time che dedica la copertina a Matteo Salvini, definendolo “lo zar dell’immigrazione in Italia che sta portando la missione di disfare la Ue”. All’interno una lunga intervista al vicepremier.

Salvini al Time:Spirito Ue tradito, cambiare le dinamiche”“Stiamo lavorando per recuperare lo spirito europeo che è stato tradito da coloro che guidano questa unione”. Lo afferma Matteo Salvini in un’intervista rilasciata al magazine statunitense Time che gli ha dedicato la copertina.

“E’ chiaro che devo cambiare le dinamiche europee”. La corrispondente del Time a Roma Vivienne Walt parla di Salvini come dell’uomo “piu’ temuto in Europa”, “il capitano che sta scuotendo l’establishment europeo e che minaccia di rovesciare un sistema politico che e’ stato travolto dall’ondata populista degli ultimi tre anni”. Walt afferma quindi come il mantra ripetuto da Salvini nei suoi comizi sia “Italians First”, uno slogan che riecheggia l’America First di Donald Trump.

Immagine di repertorio

L’estate ha fatto male al campanile di Santa Chiara. Durante i mesi estivi sono apparse infatti delle scritte sul monumento, uno dei simboli della città, ad opera di vandali che marcano i muri come se fossero animali che marcano il territorio.

Domani, 8 settembre 2018 alle 8:30, partirà la pulizia del basamento del campanile lato Spaccanapoli organizzato dai volontari di Sii Turista Della Tua Città. I ragazzi agiranno nella massima legalità sotto la supervisione dell’Alta Sorveglianza del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, della Soprintendenza e del Comune di Napoli. L’intervento è stato strutturato e sarà realizzato da Ambra Restauri di Gaetano Corradini, un’azienda nota e che ha lavorato al recupero di diversi ed importanti monumenti in tutta Italia.

Tutto bene, tutto molto bello, ma d’ora in poi chi di dovere dovrebbe vigilare sui monumenti, invece di sperare sempre nell’intervento di qualche volontario.

Per sapere di più sull’attività, abbiamo intervistato il presidente di Sii Turista, Luca De Martino:

Cosa vuoi dire ai napoletani che imbrattano i monumenti e a chi non rispetta la propria città?

Quando li sento parlare, quando li vedo in azione, penso che questi incivili siano in realtà degli infedeli, dei traditori. Mi ricordano ogni singolo giorno che mai accetterò la possibilità che Napoli non possa migliorare e a questa causa dedicherò la mia vita. Vorrei, desidero fortemente che tutti quei napoletani dediti all’inciviltà si convertissero alla civiltà e al bene, perché si perdono la soddisfazione più appagante, quella di essere degni di essere chiamati “napoletani”. Siamo un popolo che con la sua cultura, la sua storia rappresenta tantissimo per l’umanità, eppure molti restano indifferenti al loro destino. Altri popoli difendono la loro identità e la loro Terra con le unghie. Molti ritengono di essere nel giusto anche se scelgono l’indifferenza, senza prendere posizione, senza schierarsi “né col bene, né col male”. È arrivato il momento di schierarsi. Lamentarsi senza fare niente di positivo per la collettività non è un atteggiamento che porterà miglioramento! Il tempo delle lamentele deve finire, urge il tempo della consapevolezza.

Che eventi avete in programma prossimamente?

Come ogni anno negli ultimi tre anni, il 18 settembre usciremo in “processione” per invocare il miracolo di San Gennaro del giorno seguente. Il nostro scopo è risvegliare un’antica tradizione, per riaccendere un fuoco di fede e di speranza che ha caratterizzato il nostro Popolo. In testa alla processione ci sarà la Benedetto’s Band, che renderà un momento di devozione anche un momento di festa e di gioia dove oltre a camminare si ballerà anche. Quest’anno, inoltre, al centro della processione ci sarà un’opera dedicata a San Gennaro creata da Felice Meo, artista ischitano specializzato nella costruzione di opere d’arte in metallo. L’opera verrà portata sulle spalle proprio come nelle processioni “classiche”. Accenderemo, infine, tremila candele per mantenere accesa la più bella storia d’Amore tra un popolo e il suo santo protettore. Che ci crediamo o no, saremo in processione!

“Un Tutor per Amico” è un progetto ideato a Napoli dalla dottoressa Valentina Varriale e sviluppato in collaborazione con la Fondazione Cannavaro Ferrara, da anni impegnata nel settore e che si è attivata sia finanziando direttamente sia raccogliendo fondi. Viene svolto nell’Istituto Comprensivo Statale “Foscolo-Oberdan” sito a Piazza del Gesù, nel cuore del centro storico di Napoli, dalle materne alle medie. L’idea consiste nel far entrare un tutor dell’apprendimento in classe, in modo da coinvolgere tutti gli alunni e non soltanto quelli che fanno tutoraggio extra curricolare, quello che viene comunemente definito doposcuola.  Il suo staff è composto da lei e altri 11 tutor, che sono stati formati dal punto di vista teorico e soprattutto pratico – applicativo.

Nato per seguire bambini e ragazzi con disturbi specifici di apprendimento (dislessia, disgrafia, discalculia, disortografia, disturbo specifico della compitazione), il progetto è rivoluzionario perché si svolge in orario curricolare, coinvolgendo anche gli alunni non-DSA. Più precisamente, il progetto mira a raggiungere i seguenti tre obiettivi: a) accrescere il numero di operatori specializzati a sostenere studenti con DSA; b) facilitare i processi di apprendimento e l’autonomia nello studio di studenti con DSA; c) garantire il giusto supporto ad insegnati e genitori.

Il progetto, nel suo primo anno di vita, consisteva in un tutoraggio extrascolastico specializzato svolto dunque al di fuori del normale orario scolastico mattutino. Il successo della sperimentazione, però, è stato così netto ed incoraggiante da spingere preside, insegnanti e soprattutto le famiglie a ripetere il progetto. “Un Tutor per Amico” è quindi andato oltre, entrando direttamente in classe durante l’orario curricolare ed avendo a che fare con tutta la classe, non solo con i ragazzi DSA. Questa innovazione è risultata fondamentale perché ha consentito di abbattere etichette e di individuare probabili studenti DSA, con conseguente miglioramento dei risultati scolastici di tutta la classe, maggiore soddisfazione di insegnanti e famiglie, maggiore felicità dei ragazzi e un ambiente di classe più sereno e stimolante.

È il primo esempio in Italia di formazione di tale tipo con possibilità di entrare in classe durante l’orario dedicato alle lezioni, il che dimostra, ancora una volta, come la città di Napoli sia all’avanguardia su tematiche molto delicate e sia in grado di dare soluzioni innovative, concrete e pratiche a problemi non facili da risolvere.

Il progetto decide di rivolgersi in modo particolare agli studenti che provengono da famiglie meno abbienti o con altre problematiche sociali di rilievo, poiché i tutor dell’apprendimento sono figure ancora rare da trovare e, soprattutto, richiedono un impegno economico che non tutti sono in grado di sostenere. Le conseguenze per i ragazzi DSA non correttamente seguiti possono essere molto gravi: sono infatti molti i casi di insuccessi scolastici e conseguente abbandono degli studi. A dimostrazione di quanto possa essere importante la figura di un tutor dell’apprendimento, basti pensare alla circostanza che un buon numero di detenuti nel carcere minorile di Nisida è DSA.

Per ripetere ancora una volta il successo straordinario di Un Tutor per Amico, la Fondazione Cannavaro Ferrara ha ideato una campagna wishraiser dove in cambio di una donazione è possibile vincere un viaggio in Cina, incontrare Fabio Cannavaro e pranzare con lui. Il premio, assegnato mediante estrazione, comprende il volo a Guangzhou + hotel a 4 stelle per due persone, la partecipazione agli allenamenti del Guangzhou Evergrande insieme a Fabio, posti VIP per accedere a una partita casalinga del Guangzhou Evergrande. Per maggiori dettagli cliccare qui.

Gli alunni con DSA hanno capacità intellettive nella norma o superiori alla norma (personaggi come Einstein, Tom Cruise, Mika avevano disturbi di apprendimento, ma si dice li avessero anche Leonardo Da Vinci, Napoleone e altri), però spesso vanno male a scuola oppure ottengono buoni risultati con molta fatica, perché hanno bisogno di un metodo di studio diverso, adatto alle proprie esigenze. Il tutor specializzato quindi fornisce loro degli strumenti – dispensativi e compensatavi – che facciano “superare l’ostacolo”. Ogni DSA, inoltre, è diverso, ognuno ha bisogno di strumenti “su misura”, proprio perché è una forma di peculiarità e non una malattia.

Tra questi strumenti ci sono ad esempio tabelle, schemi, mappe concettuali e mentali, audiolibri e così via, che possono essere molto utili anche per i ragazzi non-DSA i quali, al contrario, spesso trovano molto vantaggioso usarli.

Quando il tutor dell’apprendimento lavora con tutta la classe usa questi strumenti metacognitivi come se nessuno fosse “diverso” dall’altro, creando, dunque, non solo le condizioni più adatte all’apprendimento da parte di tutta la classe, ma anche le giuste premesse per scongiurare la frustrazione di scolari e docenti, l’emarginazione e i fenomeni di bullismo.

Il tutoraggio specializzato in classe, insomma, toglie le “etichette” perché si sta tutti insieme, nessuno viene escluso, con i vantaggi con tutti possiamo immaginare.

Proprio perché il tutor lavora con tutta la classe, spesso ha la possibilità di “andare in avanscoperta” e individuare ragazzi che probabilmente hanno un disturbo dell’apprendimento, avviando quindi la procedura verso una valutazione diagnostica. È questa una grande opportunità per l’alunno, che così non rischia di proseguire il corso di studi con difficoltà che possono essere aggirate abbastanza agevolmente.

Valentina ci spiega che il progetto è iniziato con qualche dubbio, soprattutto perché alla figura del tutor non sono dati i giusti dignità e riconoscenti. Una volta superata la barriera iniziale, però, i docenti erano entusiasti in quanto avevano una figura che li aiutava e li supportava, spingendoli a chiedere di tornare quanto prima. È una conseguenza anche della gioia manifestata dai bambini, i quali domandavano sempre dei tutor, tanto da fare dire agli insegnati che il tutor è un premio. Dal dubbio quindi si è passati alla consapevolezza e alla voglia di lavorare insieme e meglio, grazie a risultati molto apprezzabili non solo sul rendimento, ma soprattutto sull’umore e sull’atmosfera complessiva che si respira in classe. Stesso discorso vale per le famiglie, presso le quali le barriere erano inizialmente molto presenti per disfarsi altrettanto presto.

Pertanto grazie al lavoro di rete nato tra i tutor, i docenti, i genitori e la dirigente scolastica dell’Istituto, è stato possibile strutturare il progetto nella sua terza edizione consecutiva, con sempre maggiore consapevolezza di quanto sia essenziale ed utile la presenza in classe di un tutor specializzato.

L’auspicio è che tale progetto tutto made in Naples possa non solo allargarsi ad altre scuole della città, ma andare anche oltre i confini cittadini.

In un momento storico in cui è ancora tanta la dispersione scolastica, specialmente a Napoli e in tutto il Sud, in cui l’emergenza sociale è tragicamente evidente attraverso i fenomeni di criminalità minorile e bullismo, ai nostri occhi vale davvero la pena prendere in considerazione, perfezionare e magari istituzionalizzare un progetto dai risultati eccezionali.

Genova – Il calcio non è soltanto competizione e rivalità fra tifoserie, ma, spesso, diventa il pretesto per azioni ben più nobili. È quello che è successo a Genova ieri pomeriggio, prima del match Sampdoria – Napoli. Alcuni tifosi sono arrivati nel parcheggio dello stadio ed hanno scaricato dai furgoni tantissimi pacchi pieni di generi alimentari ed oggetti di ogni tipo. I pacchi sono stati prelevati dalla Protezione Civile di Genova e consegnati ai cittadini sfollati dopo il crollo del Ponte Morandi.

Un’iniziativa degna del cuore napoletano che si è svolta in gran silenzio, senza pubblicità e senza l’intervento di telecamere e giornalisti. Tutto è partito via social grazie al Napoli Club Bologna e tantissimi tifosi hanno spontaneamente aderito. Sulla pagina della tifoseria è stato scritto: “Abbiamo contattato l’ufficio Coordinamento Volontariato del Comune di Genova per sapere di cosa avessero bisogno. Lenzuola, asciugamani, coperte, tovaglie, abbigliamento, accessori per la casa, mobilio/arredamento vario, materiale scolastico. Chiunque volesse contribuire può contattarci in privato e prendere appuntamento per la consegna, ovviamente prima di domenica 2 settembre”.

Ancora una volta i tifosi napoletani hanno dimostrato una grandezza che va ben oltre lo sport e dato una lezione importantissima al calcio italiano ed all’intero Paese.

Venezia – E’ stato presentato alla 75esima Mostra del Cinema di Venezia il documentario “Camorra”, di Francesco Patierno. L’opera verrà mandata in onda, in prima visione assoluta, domani, martedì 4 settembre, alle 23:40 su Rai 3. Patierno ha voluto offrire una visione storicamente completa della camorra a Napoli.

Il documentario si concentra principalmente fra gli anni ’60 e ’90, mostrando come la criminalità organizzata si sia evoluta e trasformata: dal contrabbando di sigarette nell’immediato dopo-guerra alla Nuova Camorra Organizzata di Cutolo, dalla subordinazione alla mafia al decollo finanziario. Tutto viene mostrato attraverso video d’epoca.

Molto materiale è stato recuperato grazie alle teche Rai, una raccolta inestimabile di testimonianze del nostro paese. Patierno non è il primo regista ad utilizzare questi preziosi materiali. Sono già in cantiere almeno quattro documentari che si avvarranno dei video conservati negli archivi Rai.

D'Alessio Gigi

D'Alessio Gigi

Benevento – Alla serata conclusiva della 39esima edizione di “Città Spettacolo” di Benevento si è esibito anche Gigi D’Alessio. Alla fine del concerto il sindaco Clemente Mastella ha annunciato che il Conservatorio di Musica di Benevento potrebbe conferire al cantante una laurea ad honorem. Il riconoscimento sarebbe motivato dall’aver diffuso la Canzone Napoletana nel mondo.

La scelta ha fatto esplodere in poco tempo la polemica. Lo stesso “Fatto Quotidiano”, riportando la notizia, critica aspramente la scelta. Gigi D’Alessio è associato da sempre ad un tipo di musica più popolare che artistico. Inoltre, le sue canzoni sono, il più delle volte in italiano, escludendo le più antiche e, comunque, accostabili al genere “neomelodico”.

Renderlo un portavoce della canzone napoletana sembra quindi insensato. Altri interpreti hanno reso grande la nostra musica: Caruso, Murolo, Carosone, Pino Daniele, Sergio Bruni, sono solo alcuni dei nomi – i più famosi – di cui stiamo parlando. È da citare inoltre Renzo Arbore, che con l’Orchestra Italiana fa vivere ancora i nostri classici ed al quale lo stesso Conservatorio di Benevento conferirà la stessa laurea promessa a D’Alessio.

Su Anteprima24, il direttore dell’istituto Giuseppe Ilario ha abbassato i toni sulla vicenda: “Stiamo lavorando per un progetto artistico didattico in cui sarà coinvolto GigiD’Alessio”. Non ha quindi parlato di lauree, ma solo di una collaborazione, almeno per il momento.

aggressione, R2, pullman, anm, piazza municipio

aggressione, R2, pullman, anm, piazza municipio

L’ironia è una delle caratteristiche che contraddistingue noi napoletani e ad Aldo Vallini, autista ANM e sindacalista Usb, sembra non essere da meno. Il conducente del pullman R2 ha infatti lanciato sul suo profilo Facebook un post sulla sospensione momentanea della linea avvisando, ironicamente, i borseggiatori. Un post pungente che ci ha messo poco a Napoli e provincia per diventare virale sul social. Questo è il messaggio lanciato dall’autista su fb:

“Si avvisano i gentili borseggiatori che la linea R2 è temporaneamente sospesa. Stiamo lavorando affinché il disagio possa essere risolto nel minor tempo possibile”. Tra i tanti disagi che i viaggiatori devono affrontare ogni giorno c’è infatti, oltre all’agonia dei mezzi pubblici spesso in ritardo e stracolmi di persone, anche quello dei borseggiatori, una piaga ben nota come in tante città europee, verso la quale però gli interventi non sono mai stati efficaci.

Con il rincaro dei biglietti ormai prossimo il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, conferma la sua preoccupazione sull’Anm.

La linea R2, nel frattempo, è già ripartita.

Un’elettrica rivoluzione su Procida, l’isola italiana senza tempo (An electric revolution on Procida, the Italian island time forgot).

È questo il titolo (tradotto) del reportage curato da Jonathan Hawkins e andato in onda sulla CNN, durante il programma “Travel”. In questo titolo il brao giornalista è riuscito a sintetizzare in maniera perfetta due delle caratteristiche che la piccola isola del golfo napoletano: “rimasta incontaminata per secoli”, può ostentare “imperitura bellezza e rispetto dell’ambiente”.

Infatti nell’isola senza tempo che ha cristallizzato il suo fascino naturale, si circola soprattutto con le biciclette elettriche. Silenziose, comode e soprattutto ecologiche. Tutti, residenti e non, preferiscono viaggiare sulle due ruote piuttosto che in auto. Anche perché gli autoveicoli non hanno poche difficoltà a raggiungere la meta, dati i vicoletti stretti e non percorribili in auto.

A confermare questa salutare abitudine di utilizzare le biciclette come principale mezzo di spostamento è stato un commerciante della zona. Lo stesso ha poi ricordato come la bicicletta sia anche un po’ il simbolo di Procida. Indimenticabile “Il Postino” interpretato da Massimo Troisi, che in giro con la sua bicicletta nera andava alla scoperta di amore e poesia, immerso in panorami mozzafiato.

Ancora una volta il nostro territorio viene elogiato ed encomiato da emittenti straniere che si lasciano ancora catturare dal fascino e dalla bellezza di questi luoghi ricchi di meraviglie. E anche se si tratta della più piccola e forse quella che sopporta meno flussi turistici, agli americani non è scappata l’incantevole Procida, isola colorata e bella.

Caserta – La nuova guida Rough, pubblicata da Feltrinelli, sul Sud e sulle Isole ha sollevato la polemica negli ultimi giorni. Oggetto dello scandalo la parte dedicata a Caserta, definita città “anonima”, e sul casertano, definito come un insieme di paesini inutili controllati dalla camorra. Dopo le proteste la stessa casa editrice ha preso le distanze da quanto scritto nella guida turistica ed ha promesso di prendere provvedimenti.

Fra le persone indignate da quanto scritto c’è anche Thérèse Nicola Marshall, donna inglese che da anni vive fra Napoli e Caserta traducendo ed insegnando come madrelingua d’inglese. La donna, dichiarandosi disgustata da quanto letto, ha inviato una lettera allo scrittore del testo incriminato in cui evidenzia la superficialità di quanto affermato ed elenca i tanti tesori di una terra definita “anonima”.

Pubblichiamo per intero il testo, data la sua importanza:

“Egregio Sig. Ruiz,

Le scrivo in qualità di docente e traduttrice madrelingua inglese che ha vissuto e lavorato nelle zone di Caserta e Napoli per gli ultimi 28 anni. Devo ammettere che sono, a dir poco, disgustata dalla recensione fornita dai suoi autori per quanto riguarda Caserta, Napoli e aree circostanti. È davvero vergognosa!

Evidentemente, l’articolo in questione è stato scritto da qualcuno che non ha mai visitato queste zone. Dico questo dovuto al fatto che solo un paio di località sono state nominate e probabilmente poco o niente ricerca è stata fatto in ogni caso al riguardo.

Le informazioni date andavano soltanto a pregiudicare queste zone, letteralmente spazzando via molto, se non tutto, dell’ottimo lavoro fatto in anni recenti per promuovere il turismo locale, incoraggiando i turisti non solo a visitare le località di mare come la Costiera Amalfitana durante i mesi estivi, ma anche zone più verso l’entroterra tra cui Santa Maria Capua Vetere, che vanta il secondo più grande anfiteatro nel mondo, dopo il Colosseo a Roma, oltre a molte altre luoghi di interesse archeologica, Casertavecchia, Capua, Salerno, e molti altri ancora.

Senza trascurare Napoli, con il suo meraviglioso paesaggio con il Vesuvio sullo sfondo. Nemmeno una parola su questo, nemmeno una parola spesa sui splendidi monumenti come il Castel dell’Ovo, il Teatro San Carlo, il Maschio Angioino o il lungomare di Via Caracciolo. Napoli non è solo un posto dove gli orologi Rolex sono rubati dai turisti oppure gli stessi vengono borseggiati sulla metropolitana. Napoli va oltre questo; lo stesso vale per tutte le zone circostanti.

Non è stata fatta alcuna menzione affatto nella recensione scritta dai suoi autori di alcun luogo di interesse, solamente un susseguirsi di frasi che avevano l’intenzione di denigrare questa zona che è famosa a livello globale non solo per i suoi luoghi di interesse archeologico ma anche per le sue specialità culinarie. Non c’è nessuna menzione degli aspetti culturali di questa parte d’Italia. Nessuna menzione dei tanti siti Patrimonio dell’Umanità Unesco come il Belvedere di San Leucio, noto in tutto il mondo per la sua stupenda seta, il Real Sito di Carditello oppure l’Acquedotto Carolino. Non è stato fatto alcun riferimento ai Giardini Inglese e il Teatro di Corte o ai tanti eventi culturali che sono stati e che sono, a tutt’oggi, ospitati nella Reggia di Caserta, con l’intento di far conoscere a tutti questa magnifica residenza reale, che ha avuto tanto successo, visto il gran numero di turisti che visitano questo monumento ogni giorno.

In questa recensione, molto probabilmente tradotta dall’inglese in italiano, gli autori, meglio specificati come Robert Andrews, Ros Belford, Martin Dunford and Natasha Fogus, si è focalizzato solamente sugli aspetti negative di questa zona, come se tutte le altre regioni nel mondo fossero perfette, invitando i turisti di non visitare soprattutto la zona al nord di Napoli, chiamandola il “Triangolo della Morte” dovuto al fatto che, in anni recenti, c’è stata un incremento significativo di morti di cancro causati dai rifiuti tossici illegalmente interrati dalla Camorra, che si riporta nell’articolo, domina questa zona.

La mia amica e collega, Carol Taylor, anche lei docente madrelingua inglese che ha vissuto e lavorato in questa zona tanto quanto me, condivide la mia opinione. Lei ha contattato uno degli autori, Robert Andrews su LinkedIn e quest’ultimo le ha risposto che lui non aveva niente a che fare con la scrittura di questo famigerato articolo.
La mia domanda è: Qual è stato lo scopo della vostra guida?

Ho sempre pensato che lo scopo di una guida per turisti è di promuovere e incoraggiare persone a visitare una zona in particolare, fornendo dettagli delle sue zone di interesse culturale, storico, archeologico e culinario, in modo da incentivare i turisti di avere un’esperienza di ciò vissuta in prima persona. In questo caso, ciò non è accaduto.

A mio avviso, è sembrato un tentativo intenzionale di avere l’effetto opposto. Pertanto, chiedo gentilmente che questi commenti ingiuriosi debbono essere almeno rettificati per offrire un ritratto realistico di questa bellissima zona d’Italia che vale la pena visitare. Se ciò non fosse possibile, allora ritengo che la cosa migliore da fare sarebbe di ritirare tutte le copie della guida in questione in circolazione.”

Sarà conferita la cittadinanza onoraria di Uggiano La Chiesa a una coppia di turisti toscani truffati nella scelta del bed and breakfast, ma poi “adottati” dall’intera cittadina. Lo ha annunciato il sindaco di Uggiano, Salvatore Piconese, che ha sottolineato che oggi a Laura Bondielli e Gianluca Picci sarà dedicata la ‘Gran festa del pane e dell’olio’.

La disavventura dei due turisti di Massa è stata raccontata dalla protagonista, Laura, su Facebook, postata anche sulla bacheca di un gruppo web locale: “Siamo venuti a Uggiano per una vacanza in questi giorni – era scritto – siamo stati molto sfortunati, perché su internet ci hanno imbrogliati. Quando siamo arrivati a Uggiano non abbiamo trovato l’appartamento che abbiamo pagato e siamo rimasti senza alloggio”.

Da qui una vera e propria gara per fornire ospitalità ai due sfortunati forestieri. “Avete dato un’immagine meravigliosa – scrive Laura – che adesso ci stiamo portando a casa come il ricordo più bello della vacanza”.