Santa Filomena, torturata e decapitata per aver rifiutato l’amore dell’imperatore

santa filomena

 

“L’imperatore se ne innamora e al suo rifiuto la sottopone ad una serie di tormenti: flagellazione con guarigione angelica, annegamento con rottura dell’ancora, saettamento con deviazione delle frecce e infine decapitazione finale alle tre del pomeriggio. Due ancore, tre frecce, una palma e un fiore sono simboli che erano raffigurati sulle tegole del cimitero di Priscilla e furono interpretati come simboli del martirio”

Antonio Borrelli

Come si legge in un trattato a cura di Cristina Siccardi pubblicato su santiebeati.it, Santa Filomena di Roma resta tra le sante la cui vita è ancora oggi, nonostante i numerosi studi, avvolta in un velo di mistero! Stando alle ricerche effettuare nel 1833 e pubblicate da suor Maria Luisa di Gesù nel saggio “Rivelazione”, Filomena fu principessa dell’isola di Corfù e a soli 13 anni fu condotta a Roma dai genitori per incontrare l’imperatore Romano Diocleziano.

Si racconta che l’incontro fu fatale per l’imperatore che innamorandosene perdutamente scelse di sposarla e trasformarla in imperatrice di Roma. Ma Filomena, nonostante la sua giovanissima età, aveva consacrato la sua verginità a Cristo e per tale motivo rifiutò con tutte le sue forze l’amore dell’uomo che, preso dall’ira, prima la fece torturare ed infine decapitare.

Le sue spoglie furono ritrovate il 25 maggio 1802 nelle catacombe di Priscilla a Roma ma, a differenza degli altri numerosi martiri cristiani, sulla sua tomba non fu ritrovata la scritta “martyr”, circostanza che costrinse la Chiesa a cancellare il nome di Filomena dal calendario dei martiri cristiani. Il loculo era chiuso da tre tegole di terracotta, con sopra dipinta la scritta “Lumena pax te cum Fil” e al suo interno vi era custodita una boccetta contenente del liquido scuro considerato da molti il sangue della Santa. Pare che la posizione delle tegole fosse però errata, colui che posizionò e cementò le tegole cadde in errore sbagliando la sequenza di quest’ultime stravolgendo così il significato della frase che sarebbe dovuto essere: “Pax tecum Filumena” ovvero «La pace sia con te, Filomena»!

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La sua figura resta tra le più controverse della religione cristiana a causa della mancanza dettagliata di riferimenti storici ed accreditati sulla sua vita eppure, come spesso accade, in pochi anni il suo culto si espanse nel popolo trasformando la giovane Filomena in una delle figure religiose più popolari ed amate dai napoletani.

Come si legge in un piccolo trattato pubblicato su santiebeati.it le reliquie di Filomena furono trasportate a Mugnano del Cardinale in provincia di Avellino nella chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie, dove una lunga serie di prodigi si verificarono, secondo i devoti, per mano della Santa. La statua dedicata alla giovane trasudò per tre giorni attirando centinaia di fedeli, salvando altresì la città di Mugnano dall’epidemia di colera del 1836.

Nel corso dei secoli predicatori e missionari portarono il nome di Filomena in ogni città e continente, dall’Europa agli Stati Uniti, dal Canada alla Cina, facendo della principessa di Carfù una delle sante più presenti nel folklore e nella tradizione religiosa di tutto il mondo.

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