“E’ un bluff, isterico e psicopatico”: 97 anni fa compaiono le stimmate a Padre Pio

Stimmate Padre Pio

Il 16 giugno del 2002, Padre Pio da Pietralcina diventa Santo completando il processo canonico. Muore alle 2 e 30 del 23 settembre 1968, 16 anni per diventare Beato e 19 per essere proclamato Santo dopo la promulgazione del decreto sul miracolo del 2001 ad opera di Papa Giovanni Paolo II.

La sua vita è stata, fin da quando era in vita, oggetto di curiosità da parte di fedeli, curiosi, medici e giornalisti. Si narra che fin da piccolo avesse una vocazione particolare che lo legasse al Signore.

Era il 20 settembre del 1918, quando Padre Pio pregando dinanzi al Crocifisso del coro della vecchia chiesina di San Giovanni Rotondo ricevette un dono: le stimmate, ferite aperte che rimanasero visibili nel corso dell’intera vita terrena del frate.

Un mese dopo l’evento, Padre Pio scrisse una lettera a Padre Benedetto nella quale racconta la sua straordinaria esperienza: “…cosa dirvi di ciò che mi dimandate del come si è avvenuta la mia crocifissione? Mio Dio che confusione e che umiliazione io provo nel dover manifestare ciò che Tu hai operato in questa tua meschina creatura! Era la mattina del 20 dello scorso mese (settembre) in coro, dopo la celebrazione della Santa Messa, allorché venni sorpreso dal riposo, simile ad un dolce sonno. Tutti i sensi interni ed esterni, non che le stesse facoltà dell’anima si trovarono in una quiete indescrivibile. In tutto questo vi fu totale silenzio intorno a me e dentro di me; vi subentrò subito una gran pace ed abbandono alla completa privazione del tutto e una posa nella stessa rovina, tutto questo avvenne in un baleno.

E mentre tutto questo si andava operando; mi vidi dinanzi un misterioso personaggio; simile a quello visto la sera del 5 agosto, che differenziava in questo solamente che aveva le mani ed i piedi ed il costato che grondava sangue. La sua vista mi atterrisce; ciò che sentivo in quell’istante in me non saprei dirvelo. Mi sentivo morire e sarei morto se il Signore non fosse intervenuto a sostenere il cuore, il quale me lo sentivo sbalzare dal petto. La vista del personaggio si ritira ed io mi avvidi che mani, piedi e costato erano traforati e grondavano sangue. Immaginate lo strazio che sperimentai allora e che vado esperimentando continuamente quasi tutti i giorni. La ferita del cuore gitta assiduamente del sangue, specie dal giovedì a sera sino al sabato. Padre mio, io muoio di dolore per lo strazio e per la confusione susseguente che io provo nell’intimo dell’anima. Temo di morire dissanguato, se il Signore non ascolta i gemiti del mio povero cuore e col ritirare da me questa operazione…..

Le sue stimmate furono oggetto di indagini effettuate da diversi medici. Il primo ad occuparsi della faccenda fu Luigi Romanelli, primario dell’ospedale civile di Barletta. Il dottore si espresse così: “Le lesioni che presenta alle mani sono ricoperte da una membrana di colore rosso bruno, senza alcun punto sanguinante, niente edema e niente reazione infiammatoria nei tessuti circostanti. Ho la certezza che quelle ferite non sono superficiali perché, applicando il pollice nel palmo della mano e l’indice sul dorso e facendo pressione, si ha la percezione esatta del vuoto esistente”.

A visitare il frate fu anche Amico Bignami, dottore ordinario di patologia medica all’Università di Roma, il quale confermò in gran parte la diagnosi di Romanelli. Ci aggiunse che le stimmate erano comparse come il prodotto di una patologia ed erano state portate avanti dalla suggestione di Padre Pio.

Due anni dopo, nel 1920 fu incaricato ad effettuare un’ulteriore visita sulle mani del frate, padre Agostino Gemelli, medico e psicologo del Sant’Uffizio. La perizia non avvenne. Padre Pio si mostrò piuttosto contrario alla visita di Gemelli, chiedendo l’autorizzazione formale del Sant’Uffizio.

Così Gemelli, non avendo effettuato alcun controllo, si espresse senza mezzi termini su Padre Pio: “È un bluff… Padre Pio ha tutte le caratteristiche somatiche dell’isterico e dello psicopatico… Quindi, le ferite che ha sul corpo… Fasulle… Frutto di un’azione patologica morbosa… Un ammalato si procura le lesioni da sé… Si tratta di piaghe, con carattere distruttivo dei tessuti… tipico della patologia isterica “.

Gemelli, ritenuto una fonte autorevole, condizionò le decisioni della Chiesa. Nel 1923, fu promulgato un decreto nel quale si condannava esplicitamente i fatti legati alla vita di Padre Pio. Il Sant’Uffizio chiedeva ai fedeli di non credere e non recarsi a San Giovanni Rotondo.

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Fonti: http://www.padrepio.catholicwebservices.com; https://it.wikipedia.org/wiki/Padre_Pio_da_Pietrelcina

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