“A Santa Lucia nu passe ‘e gallina, a Sant’Aniello nu passe ‘e pecuriello”. Cosa significa?

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Sant’Agnello e Santa Lucia

Santa Lucia e Sant’Aniello. Una donna e un uomo. La prima siciliana, il secondo campano. Vissuti a circa due secoli di distanza. Così lontani nel tempo, eppure così vicini agli occhi dei fedeli. Santa Lucia nacque a Siracusa nel 238 d. C. e morì durante le persecuzioni contro i cristiani dell’imperatore Diocleziano. La giovane fu denunciata poiché aveva deciso di consacrare la sua vita a Dio dopo che, vedendo Sant’Agata in sogno a seguito di lunghe preghiere in cui chiedeva la guarigione della madre, quest’ultima si salvò realmente. Fu così portata dinanzi l’arconte Pascasio che, non sentendola abiurare, la fece decapitare.

Santa Lucia è considerata la protettrice degli occhi e della vista, inoltre in alcune provincie del Nord Italia è considerata al pari di una befana. Infatti il 13 dicembre, giorno in cui si celebra la sua santità, i bambini solitamente aspettano che la martire in groppa a un asinello consegni loro dei doni. Celebre è il detto Santa Lucia il giorno più corto che ci sia poiché, prima della riforma attuata da papa Gregorio XIII nel 1582 che portò alla nascita del calendario Gregoriano, il solstizio d’inverno capitava proprio il 13 dicembre rendendolo il giorno in cui le ore di luce duravano di meno. Il culto di Santa Lucia si diffuse tra il IV e il V secolo, come si evince da un’iscrizione ritrovata in una catacomba siracusana. Le spoglie della vergine martire sono custodite all’interno della chiesa di San Geremia a Venezia dove furono portate da mercanti veneziani che le trafugarono a Costantinopoli.

cappella tesoro san gennaro
Cappella tesoro San Gennaro

Sant’Aniello o Sant’Agnello nacque a Napoli, nel 535 d. C., da una donna anziana che credeva di non poter partorire fino al giorno in cui ricevette una grazia dalla Madonna. Raggiunta l’età dell’adolescenza decise di ritirarsi in solitudine per diversi anni vivendo in una grotta. Dopodiché  entrò a far parte dell’Ordine dei Benedettini, di cui divenne Abate nel Convento di San Gaudioso dove fondò un ospedale per infermi bisognosi. Qui morì il 14 dicembre del  595 d. C., giorno in cui ancora oggi si festeggia la sua santità. Sant’Agnello è considerato il protettore delle partorienti e dei marinai. Secondo la leggenda il monaco comparve ai napoletani guidandoli, nell’821, contro l’attacco dei longobardi guidati da Sicone, ed è per questo motivo che da quel momento fu raffigurato con uno stendardo in mano.  Oggi la sua mandibola e una parte della gola sono custoditi nella cappella del Tesoro di San Gennaro all’interno del Duomo di Napoli. Il resto del suo corpo secondo alcuni sarebbe conservato nella chiesa di Sant’Agnello Maggiore, situata nel centro storico del capoluogo campano, per altri sarebbe sepolto nella cattedrale di San Martino a Lucca.

CALENDARI-GREGORIANO
calendario gregoriano

Ma cosa unisce i due Santi? Oltre a essere festeggiati a un giorno di distanza, vi è un detto napoletano in cui si fanno i nomi di entrambi e che recita: A Santa Lucia nu passe ‘e gallina, a Sant’Aniello nu passe ‘e pecuriello”. Il proverbio indica che mentre il 13 dicembre il dì si allunga di poco, come poca è la distanza  tra i passi compiuti da una gallina, il 14 dicembre la giornata aumenta così come è maggiore il passo compiuto da un agnellino. Il detto fa riferimento al calendario cosiddetto Giuliano, cioè quello solare in cui Santa Lucia coincideva con il giorno più breve dell’anno e a cui seguivano inevitabilmente giornate con più ore di luce.

Fonti: Sara Prossomariti, “I Signori di Napoli”, Roma, Newton Compton, 2014; Francesco Acton, “Napoli, città d’arte”, Napoli, Electa, 1986; Damien Simonis, “Venezia”, Melbourne, Lonely Planet, 2006.

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