Napoli, Quartieri. Svelata la stanza delle torture degli spagnoli

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Napoli non finisce mai di stupire e di restituire aneddoti storici. Scendendo in uno scantinato di un palazzo dei Quartieri Spagnoli, oggi divenuto un deposito di falegnameria in vico Tre Regine, quello che si vede è sorprendente: grossi anelli di ferro ancorati al soffitto.

A questo deposito si accede dal civico 43, si scende lungo ripidi gradini:”Ma secoli fa era una stanza delle torture. Sugli anelli – rivela Giuseppe al Mattino.itsi poggiavano le catene per legare chi doveva essere punito“.

Giuseppe fa il falegname da quando era piccolo e tramanda la storia dei torturati che un tempo veniva raccontata dall’anziana portiera. Alcuni abitanti del vicolo raccontano, anche, di strane presenze e rumori di passi nello scantinato.

Ma dalla storia alla leggenda il passo è breve, allora anche Renato Capozzi, professore di Composizione architettonica e urbana al Dipartimento di Architettura della Federico II di Napoli si esprime a riguardo: “Il palazzo è del ‘500 -‘600, attestato in molte carte antiche. Esiste anche una pianta, ma nessuna notizia o cronaca sia sulla sua qualità architettonica che su eventuali pratiche di tortura. Si tenga presente, però, che i Quartieri Spagnoli erano l’acquartieramento delle truppe vicereali da Don Pedro in poi. Quindi una sorta di alloggi per soldati che potevano in teoria prevedere celle di rigore o luoghi di costrizione, dove svolgere interrogatori ai sudditi da sempre turbolenti e rivoltosi. Perciò quegli anelli potrebbero essere ganci per sospendere prigionieri o militari detenuti.

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