S.Pantaleone: il Santo che suggerisce i numeri ai napoletani per vincere al lotto

Ricevitoria del lotto

Napoli è da sempre una città dove il sacro ed il profano spesso si uniscono, estremamente superstiziosa e, allo stesso tempo, fortemente legata alle tradizioni religiose. Non è infatti un caso che la risoluzione di un qualsiasi problema, dal più frivolo a quello più rilevante, possa essere affidata alle sorti dei Santi Patroni della città.
I devoti napoletani che sperano di vincere al gioco del lotto sono soliti invocare, attraverso speciali riti, San Pantaleone, un giovane medico che subì il martirio sotto l’imperatore Diocleziano, celebrato il 27 luglio.

In passato era tradizione credere che chiunque svolgesse la professione di medico, potesse avere un contatto diretto con i morti, i quali, a loro volta, conoscevano il futuro e di conseguenza avevano la piena facoltà di poter mandar segni fortunati ai propri cari in sogno o durante lo svolgimento di azioni quotidiane.
Si narra che San Pantaleone, se pregato, possa suggerire dei numeri che garantiscono una vittoria certa. Molti sono i rituali praticati così come tante sono le leggende che ruotano intorno al Santo in questione.
Ad esempio le ragazze dei Quartieri Spagnoli erano solite pregarlo, in totale solitudine, per nove notti di seguito recitando questa frase:
“San Pantaleone mio,
per la vostra castità,
per la mia verginità,
donatemi i numeri per carità!”.

Allo scoccare dell’ultima notte, la donna avrebbe ricevuto i numeri da giocare.

Secondo un altro rituale, occorre pregare per tre notti di seguito il Santo stando chiusi da soli in camera da letto. Alle dodici della terza notte sarà il Santo in persona a portare i numeri ma quest’ultimi non saranno facilmente rintracciabili perché il divertimento del Santo è quello di nasconderli nei luoghi più impensabili della casa. Se dovessimo affidarci a questo rituale, la preghiera da pronunciare sarebbe questa:
“O San Pantaleone Santo figlio di Re,
che tanto avete patito,
che a Napoli siete Nato,
e a Roma siete morto,
ma sapete i numeri per la persona che a voi si rivolge
levandolo così dalla povertà;
vi faccio una preghiera:
non lasciatemi con fame e pena,
per la vostra santità datemi tre numeri per carità.”

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