Pietrarsa 1863-2013, commemorazione dell’eccidio dimenticato degli operai

Pietrarsa 1863

Il 6 agosto 1863 ci fu la prima strage di operai che difendevano il posto di lavoro nell’ex industria metal-meccanica borbonica di Pietrarsa, presso Napoli. L’avvenimento è ricordato da vari anni e per il 150° un apposito comitato ha organizzato una grande commemorazione per oggi, 6 agosto. Come già accaduto in precedenza, intervistiamo lo storico del comitato prof. Vincenzo Gulì.

Professore, cosa successe quel maledetto giovedì 6 agosto 1863 a Pietrarsa?
Un avvenimento clamoroso nella sua tragicità che i mezzi d’informazione hanno prima ridimensionato e poi fatto quasi sparire del tutto: sono i primi morti per il lavoro nel mondo occidentale moderno,  ben 25 anni prima di quelli di Chicago universalmente commemorati il 1° maggio.

Perchè si arrivò allo spargimento di sangue, c’erano stati gravi disordini causati dagli operai?
Nessuna violenza, solo un sacrosanto  sciopero per il continuo aumento delle ore lavorative e l’andamento contrario dei salari corrisposti fatto dagli esasperati dipendenti dell’ex Real Opificio di Pietrarsa che in due anni di unità italiana aveva già visto dimezzare le forze di lavoro.

Vincenzo Gulì Pietrarsa

Crisi del settore?
No, solo scelta politica di ingrandire l’insignificante Ansaldo di Genova a detrimento di Pietrarsa.

Sembra di sentir parlare di problemi attuali con chiusure di imprese a Sud per favorire il Nord..
Purtroppo l’Italia è nata in questo modo e prosegue imperterrita a bistrattare il Mezzogiorno.

Ma quel giorno del 1863 come si arrivò allo scontro?
Non fu uno scontro perché mentre i lavoratori erano radunati nel piazzale per portare alla dirigenza le loro proteste per le paghe ai limiti della fame e i sistematici licenziamenti, furono assaliti da un intero battaglione di bersaglieri che prima sparò e poi li caricò alla baionetta come se fossero stati  armati e pericolosi.

Ma non fecero resistenza?
La relazione del magistrato non rilevò alcuna arma nemmeno impropria (come pietre o arnesi di lavoro) per terra: solo decine decine di morti e feriti in un lago di sangue, i più colpiti alle spalle mentre scappavano o sulle mani che cercavano di fermare i barbari attaccanti.

Quale fu il bilancio della sanguinosa giornata?
Le fonti ufficiali parlano di 4 morti. Nessuno ci ha mai creduto, i giornali arrivarono sino a 9 vittime. Io ne ho rinvenute altre 2 nell’archivio dell’ospedale dei pellegrini dove molti furono ricoverati in gravissime condizioni. Ma la documentazione aziendale dichiara 668 presenti il 6 agosto e, alla riapertura una settimana dopo, solo 478. Con la crisi economica in atto mancano quasi 200  dipendenti all’appello. Non possono essere che feriti o morti anche come logica conseguenza della brutale e proditoria aggressione subita. Troppo spesso la storia della nostra terra ha documentazioni apposta carenti per occultare dei veri e propri crimini come quello della strage di Pietrarsa.

Ma non si fece un’inchiesta?
Sì e prosciolse gli ufficiali che guidarono l’immotivato assalto e promosse il questore Nicola Amore, che aveva mandato la truppa, prima ministro e poi sindaco di Napoli! Nessuno ha mai reso onore ai martiri di Pietrarsa e noi lo faremo martedì prossimo in una serata da non perdere.

Per approfondire cosa successe quel maledetto 6 agosto 1863, vi riportiamo un interessante articolo de Il Messaggero di Gigi Di Fiore

Pietrarsa, 6 agosto 2013

 

Programma del centocinquantenario

h 18 libero ingresso al piazzale di Pietrarsa (via Pietrarsa, Napoli-S.Giovanni a T.) per commemorazione, deposizione fiori e saluto autorità.

h 19.30 visita guidata al museo, agli stand delle Due Sicilie con biglietto/rimborso spese di € 5 per assistere all’inedita  rappresentazione teatrale delle h 21 “PIETRA ARSA” di Aldo Vella con attori professionisti che faranno rivivere quella tragedia di 150 anni fa

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