Superstizioni a tavola: ecco 5 cose che un napoletano Doc non fa

A Napoli, non esiste momento più sacro di quello del pasto, una breve arco temporale che riunisce un intero nucleo familiare intorno ad una tavola.
La sacralità è data dall’unione, dalla vicinanza dei suoi commensali e, in particolar modo, dal cibo, che su un tavolo partenopeo non deve mai mancare, semmai abbondare.
Tuttavia esistono alcuni gesti o oggetti che se compiuti o messi al posto errato possono interrompere l’idilliaco momento, quindi la buona riuscita del pranzo o della cena.
Si tratta di superstizioni, ma guai a chiamarle così. Per chi ci crede davvero sono delle vere e proprie maledizioni in grado di influenzare il corso degli eventi di ciascun individuo colpito.

– Partiamo dal pane capovolto. Come la maggior parte delle credenze popolari e delle superstizioni è inevitabilmente legato ad aspetti religiosi: rovesciarlo significherebbe mettere Gesù Cristo a faccia in giù.
Si racconta, inoltre, che nella Francia del XV secolo, Carlo VII ordinò a tutti i fornai di rovesciare tutti quegli alimenti destinati al boia, chiaramente preparati con ingredienti di scarto. Ciò veniva fatto per separare, quindi distinguerli, dai pezzi destinati alla vendita.

– Mai incrociare a tavola le posate! Nella tradizione popolare incrociarle equivale a riprodurre una X, che inevitabilmente ricorda il simbolo della crocifissione e i conseguenti tormenti e martiri subiti da Gesù Cristo.

– Probabilmente far cadere il sale, è il gesto peggiore che si possa mai compiere in presenza di persone superstiziose. Attimi di panico, uniti alla paura si percepiscono quando esso cade in terra. Una piccola distrazione che può causare ben sette anni disgrazia.
Perché?
Ai tempi dell’antica Roma, il sale era considerato una prodotto talmente di lusso che veniva utilizzato come forma di pagamento per i soldati. Ecco perché oggi lo stipendio viene chiamato anche salario. Sprecarlo significava perdere soldi.
Attenzione però, se lo si raccoglie immediatamente e si lancia una manciate dietro di sé, l’effetto sfiga sparirà immediatamente.

– Badate bene, anche rovesciare l’olio è presagio di sfortuna! Anche in questo caso esiste un metodo per scongiurare il pericolo, buttarci subito del sale sopra.

– Infine ricordate sempre che essere tredici a tavola non è segno di buon auspicio. Inutile spiegare il perché, basta rammendare uno degli episodi più celebri del cristianesimo.

Al fine di non litigare con i commensali e di arrivare al dolce senza nessuna aura negativa intorno a voi, vi consigliamo vivamente di seguire queste piccole regole di sopravvivenza.

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