‘O Casadduoglio: perché il salumiere a Napoli si chiamava così?

Napoli – Viviamo ormai nell’era delle grandi catene di supermercati dove è possibile trovare tutto, in qualunque momento. Fortunatamente in alcuni luoghi, come a Napoli, le persone tendono ancora a fare la spesa nei piccoli negozietti di fiducia. In particolare è la salumeria che ancora possiede il monopolio degli acquisti dei napoletani: un luogo in cui è possibile trovare tutto, dagli affettati ai formaggi, dalla pasta al pane.

Qualche anziano potrebbe ancora oggi chiamare il salumiere “casaduoglio” o “casadduoglio”. Questo termine antichissimo risale a quando questo esercizio commerciale era l’unico posto in cui comprare viveri diversi da frutta e verdure: il casaduoglio vendeva formaggi, salumi, olio e pasta, come le salumerie moderne, ma anche saponi, detersivi ed oggetti di uso domestico.

Il nome stesso nasce dall’unione dei due prodotti tipici: il “caso”, dal latino “caseum” (formaggio), e l’uoglio, dal latino “oleum” (olio). Non esiste differenza fra “casaduoglio” e “casadduoglio”. Il raddoppiamento della “d” è probabilmente arrivato nell’uso popolare del termine, ma la forma più corretta è senza dubbio quella senza doppia.

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