La Repubblica Napoletana del 1799: i nomi dei 122 martiri della Rivoluzione

I martiri della Repubblica Napoletana

Affermatasi nel 1799 e durata dal 23 gennaio all’8 luglio, la Repubblica Napoletana ha costituito lo sbocco e l’affermazione di un vasto movimento culturale e politico  sorto nel corso del XVIII secolo in Europa, l’Illuminismo, il quale sconvolse gli assetti tradizionali della società: dall’esaltazione della luce della ragione (i Lumi) quale strumento indispensabile per diffondere e assicurare il benessere alle popolazioni, alla liberazione dell’uomo dall’oppressione delle confessioni religiose (ostacolo per il progresso in tutti i campi), e dai poteri accentrati nelle mani di una sola persona, il sovrano.

Le menti illuminate napoletane del  XVIII secolo, sulla falsariga di quelle europee e sull’onda della Rivoluzione Francese, consentirono che anche a Napoli nel 1799 si governasse sulla base dei principi di uguaglianza e fratellanza, proprio tramite la Repubblica Napoletana. Le loro armi furono circoli culturali e accademie, opere culturali, libri, giornali, gazzette e periodici.

Proprio per questo motivo e visti i legami di parentela tra Ferdinando IV e il re Luigi XVI (la cui consorte Maria Antonietta era sorella del moglie del re di  Napoli, Maria Carolina), con la presa della Bastiglia del 14 luglio 1789,  la paura di una rivoluzione anche nel Regno di Napoli si fece seria. La Corte Napoletana, avviata verso un processo di riformismo, decise così di passare ad una politica di repressione e conservatorismo e per evitare la diffusione di idee rivoluzionarie fu affidato l’incarico di primo ministro all’inglese John Acton, per allontanare da Napoli i tanti cittadini francesi che vi risiedevano. Fu istituita anche una speciale Giunta di Stato per inquisire sospettati e si diffuse la delazione.

Quando poi il 21 gennaio del 1793 furono ghigliottinati Luigi XVI e la regina di Francia, a Napoli la reazione della corte nei confronti della cittadinanza napoletana si inasprì: vennero incarcerate 53 persone, con tre condanne a morte, 48 condanne e 2 assoluzioni.

Gli accadimenti internazionali, con la vittoria di Napoleone contro gli Austriaci, portò alla Pace di Parigi e alla costituzione delle sette “Repubbliche sorelle” del nord Italia, tra cui quella Ligure, quella Cisalpina e poi quella Romana.
Quando re Ferdinando, nonostante la pace di Parigi, si accordò con gli Austriaci  per invadere la Repubblica romana, costringendo l’esercito borbonico alla ritirata, il re decise di lasciare Napoli e fuggire a Palermo.

Fu l’inizio dell’anarchia, col principe Francesco Pignatelli Strongoli a fare le veci del sovrano.  La sua prima mossa fu la resa stipulata il 22 gennaio 1799 con il generale francese Championnet. A questo punto a Napoli il popolo insorse e divenne incontrollabile: furono liberati i detenuti, tra cui Eleonora Pimentel Fonseca. Pignatelli fuggì a Palermo, ma venne arrestato con l’accusa di alto tradimento. Napoli restò in balia di saccheggi di ogni genere e la folla fu guidata da due capipopolo, Michele Marino, detto ‘o pazzo, e Peppe Paggio.

A questo punto i francesi entrarono in Napoli, mentre i repubblicani il 21 gennaio dichiararono decaduto il re e proclamarono la Repubblica Napoletana. Era l’anno 1799. Il 23 gennaio il generale Championnet entrò in città dopo aspri combattimenti e riconobbe la neonata Repubblica.

Nel frattempo il cardinale Fabrizio Ruffo, a capo dell’esercito sanfedista antigiacobino (e quindi antirivoluzionario), sbarcato in Calabria con l’appoggio delle masse contadine- le quali provavano odio nei confronti dei proprietari terrieri identificati nei giacobini – si impadronì della Regione e poi della Basilicata e della Puglia.
Le truppe francesi, invece, nel frattempo venivano sconfitte da quelle austriache a nord e ciò determinò l’abbandono delle regioni del sud e del Regno di Napoli. Le truppe guidate dal Cardinale Ruffo poterono così entrare in Napoli il 13 giugno.
I repubblicani cercarono di resistere con una violenta battaglia al ponte della Maddalena, ma l’8 luglio la Repubblica fu dichiarata decaduta, con il ritorno del re.

A questo punto 122 esponenti della Repubblica Napoletana del 1799 furono giustiziati in seguito alla repressione borbonica, dopo la caduta della Repubblica. Tra essi, centodiciannove uomini e tre donne. Le esecuzioni cominciarono già alcuni giorni prima della caduta della Repubblica, a Procida, l’1 giugno 1799, per concludersi oltre un anno dopo, con l’esecuzione di Luisa Sanfelice, a Napoli, l’11 settembre 1800. Le condanne vennero eseguite quasi tutte per impiccagione (ai nobili venne per lo più comminata la decapitazione), tra Procida (nell’attuale Piazza dei Martiri) e Napoli, in Piazza Mercato, luogo storicamente deputato alle esecuzioni.

Tra i nomi più importanti che andarono incontro a tale fine si ricordano soprattutto Mario Pagano, Eleonora Pimentel Fonseca, Ignazio Ciaia, Domenico Cirillo, Vincenzo Russo e l’ammiraglio Francesco Caracciolo.

Tutti i martiri della Repubblica giustiziati:

Giuseppe Leonardo Albanese, nato a Noci (Bari) il 30 gennaio 1759, giureconsulto, giustiziato a Napoli il 28 novembre 1799;

Cesare Albano, nato a Spaccone di 25 anni circa, contadino, giustiziato a Procida il 1º giugno 1799;

Bernardo Alberino, di 21 anni circa, giustiziato a Procida il 1º giugno 1799;

Colombo Andreassi, nato a Villa Sant’Angelo (L’Aquila) il 19 ottobre 1770, avvocato, giustiziato a Napoli il 31 ottobre 1799;

Gennaro Felice Arcucci, nato a Capri il 5 gennaio 1738, medico, giustiziato a Napoli il 18 marzo 1800;

Vincenzo Assante, nato a Procida, di 55 anni, chirurgo, giustiziato a Procida il 1º giugno 1799;

Pasquale Assisi nato a Cosenza il 5 gennaio 1750, ufficiale di fanteria, giustiziato a Napoli il 14 ottobre 1799;

Francesco Antonio Astore, nato a Casarano (Lecce) il 28 agosto 1742, avvocato, giustiziato a Napoli il 30 settembre 1799;

Pasquale Baffi, nato a Santa Sofia d’Epiro l’11 luglio 1749, professore dell’università di lingua e letteratura greca, bibliotecario dell’Accademia Ercolanese, giustiziato a Napoli l’11 novembre 1799;

Francesco Bagno, nato a Cesa (Caserta) il 26 giugno 1774, professore di medicina nell’Ospedale degli Incurabili, giustiziato a Napoli il 28 novembre 1799;

Pasquale Battistessa, nato a Centurano (Caserta), commissario del dipartimento del Cilento, giustiziato a Ischia il 23 luglio 1799;

Giuseppe Carlo Belloni, nato a Vicenza il 4 febbraio 1754, minore osservante di Santa Maria la Nova, giustiziato a Napoli il 13 luglio 1799;

Domenico Bisceglia, nato a Donnici (Cosenza) il 3 gennaio 1756, avvocato, giustiziato a Napoli il 28 novembre 1799;

Luigi Bozzaotra, nato a Massa Lubrense il 20 agosto 1763, notaio, giustiziato a Napoli il 22 ottobre 1799;

Francesco Buonocore, nato a Ischia il 30 novembre 1769, comandante d’artiglieria del castello d’Ischia, giustiziato a Procida il 1º giugno 1799;

Cristoforo Grossi, di Lagonegro di anni 29 Studente di medicina, fu giustiziato in Piazza del Mercato il 1º febbraio 1800 e sepolto nella chiesa adiacente del Carmine Maggiore;

Giuseppe Cacace, di Napoli di 21 anni circa, giustiziato a Procida il 1º giugno 1799;

Giacomo Calise, nato a Procida di 36 anni, marinaio, giustiziato a Procida il 1º giugno 1799;

Giuseppe Cammarota, nato ad Atripalda (Avellino) il 27 luglio 1764, impiegato, giustiziato a Napoli il 4 gennaio 1800;

Saverio Caputo, marchese della Petrella, nato a Napoli nel 1757, olivetano di Sant’Anna de’ Lombardi, professore di teologia, giustiziato a Napoli il 31 ottobre 1799;

Francesco Caracciolo, nato a Napoli il 18 gennaio 1752, ammiraglio, giustiziato a Napoli il 29 giugno 1799;

Ettore Carafa, conte di Ruvo e duca di Andria, nato ad Andria il 10 agosto 1763, giustiziato a Napoli il 4 settembre 1799;

Niccolò Carlomagno, nato a Verbicaro o Lauria nel 1761, avvocato, e giustiziato a Napoli il 13 luglio 1799;

Ignazio Ciaia, nato a Fasano (Brindisi) il 27 giugno 1766, letterato, giustiziato a Napoli il 29 ottobre 1799;

Michele Ciampriamo, nato a Napoli, di 41 anni, giustiziato a Procida il 1º giugno 1799;

Michelangelo Cicconi, nato a Morro d’Oro (Teramo) il 17 gennaio 1751, dei chierici regolari della Pietrasanta, giustiziato a Napoli il 18 gennaio 1800;

Domenico Cirillo, nato a Grumo Nevano il 10 aprile 1739, medico, botanico e professore universitario, giustiziato a Napoli il 29 ottobre 1799;

Giuliano Colonna, principe di Aliano, nato a Napoli il 3 ottobre 1769, giustiziato a Napoli il 20 agosto 1799;

Francesco Conforti, nato a Calvanico (Salerno) il 7 gennaio 1743, sacerdote, professore di storia, giustiziato a Napoli il 7 dicembre 1799;

Michele Costagliola, nato a Procida, di 23 anni, giustiziato a Procida il 1º giugno 1799;

Giuseppe Cotitta, nato a Napoli nel 1761, albergatore, giustiziato a Napoli l’8 luglio 1799;

Ercole d’Agnese, nato a Piedimonte d’Alife il 3 maggio 1745, professore di letteratura e, in seguito, presidente della Repubblica Partenopea, giustiziato a Napoli il 1º ottobre 1799, seppure nobile, per impiccagione. Si racconta che fosse arrivato al patibolo già morto, a causa delle torture e del pestaggio subiti durante la detenzione;

Leopoldo D’Alessandro, nato a Ischia, di 24 anni, giustiziato a Procida il 1º giugno 1799;

Antonio D’Avella (detto Pagliuchella), nato a Napoli nel 1739, oliandolo, giustiziato a Napoli il 29 agosto 1799;

Onofrio De Colaci, nato a Parghelia (Catanzaro) il 25 aprile 1746, magistrato, giustiziato Napoli il 22 ottobre 1799;

Vincenzo De Filippis, nato a Tiriolo (Catanzaro) il 4 aprile 1749, professore di matematiche nell’università di Bologna, giustiziato a Napoli il 28 novembre 1799;

Luigi de Cesbron, Cavaliere e Signore de la Grennelais, nato a Porto Longone (Isola d’Elba) il 15 settembre 1762, comandante della fregata Aretusa, giustiziato a Napoli l’8 febbraio 1800;

Antonio De Luca, nato a Ischia, di 62 anni circa, sacerdote, giustiziato a Procida il 1º giugno 1799;

Gaetano De Marco, nato a Napoli nel 1759, maestro di scherma, giustiziato a Napoli il 29 agosto 1799;

Filippo De Marini, principe di Striano e marchese di Genzano, nato a Napoli il 2 maggio 1778, giustiziato a Napoli il 1º ottobre 1799;

Nicola De Meo, nato a Napoli nel 1749, dei padri crociferi, giustiziato a Napoli il 30 settembre] 1799;

Leopoldo De Renzis, barone di Montanaro, nato a Napoli nel 1749, colonnello di fanteria, giustiziato a Napoli il 12 dicembre 1799;

Giambattista De Simone, nato a Napoli nel 1771, giustiziato a Napoli l’8 febbraio 1800;

Vincenzo D’Ischia, nato a Gaeta il 6 aprile 1779, impiegato, giustiziato a Napoli il 7 dicembre 1799;

Antonio Raffaello Doria, oriundo di Genova, nato a Crotone l’11 giugno 1766, tenente di vascello, giustiziato a Napoli il 7 dicembre 1799;

Francesca De Carolis nata a San Marco in Lamis nel 1755, giustiziata a Tito (Potenza) il 27 maggio 1799

Ignazio Falconieri, nato a Monteroni di Lecce il 16 febbraio 1755, sacerdote, professore di eloquenza, giustiziato a Napoli il 31 ottobre 1799;

Nicola Fasulo, nato a Napoli l’11 novembre 1768, avvocato, giustiziato a Napoli il 29 agosto 1799;

Francesco Federici, marchese di Pietrastornina, nato a Napoli nel 1735, generale di cavalleria, giustiziato a Napoli il 23 ottobre 1799;

Francesco Feola, nato a Procida, di 40 anni, artigiano, giustiziato a Procida il 1º giugno 1799;

Nicola Fiani, nato a Torremaggiore (Foggia) il 23 settembre 1757, guardia del corpo, giustiziato a Napoli il 29 agosto 1799;

Ascanio Filomarino, nato a Napoli nel 1751, vulcanologo, giustiziato a Napoli il 18 gennaio 1799;

Andrea Fiorentino, dottore, nato a Vocariello, di 41 anni, possidente, giustiziato a Procida il 1º giugno 1799;

Nicola Fiorentino, nato a Pomarico di Basilicata il 3 aprile 1755, avvocato, professore di matematica, giustiziato a Napoli il 12 dicembre 1799;

Eleonora Fonseca Pimentel, nata a Roma il 13 gennaio 1752, direttrice del “Monitore Napoletano”, giustiziata a Napoli il 20 agosto 1799;

Michele Granata(in religione Don Francesco Saverio), nato a Rionero in Vulture (Basilicata) il 25 novembre 1748, provinciale dei Carmelitani, professore dell’accademia militare, giustiziato a Napoli il 12 dicembre 1799;

Francesco Antonio Grimaldi, cavaliere gerosolimitano, nato a Seminara (Reggio Calabria) il 1743, colonnello di fanteria, giustiziato a Napoli il 22 ottobre 1799;

Cristoforo Grossi, nato a Lagonegro (Basilicata) il 19 maggio 1771, studente di medicina, giustiziato a Napoli il 1º febbraio 1800;

Giacomo Antonio Gualzetti, nato a Napoli nel 1772, poeta, giustiziato a Napoli il 4 gennaio 1800;

Giuseppe Guardati, nato a Sorrento il 27 febbraio 1765, benedettino di San Severino, professore dell’università, giustiziato a Napoli il 13 novembre 1799;

Raffaele Iossa, nato a Napoli nel 1780, giustiziato a Napoli il 31 ottobre 1799;

Giuseppe Logoteta, nato a Reggio Calabria il 12 ottobre 1758, avvocato, giustiziato a Napoli il 28 novembre 1799;

Niccolò Lubrano di Vavaria, nato a Martino, di 66 anni, vicario curato perpetuo in Procida, giustiziato a Procida il 15 giugno 1799;

Vincenzo Lupo, nato a Caggiano (Salerno) il 15 agosto 1755, avvocato, giustiziato a Napoli il 20 agosto 1799;

Melchiorre Maffei, nato a Napoli nel 1729, impiegato, giustiziato a Napoli il 23 novembre 1799;

Nicola Magliano, nato a Napoli nel 1739, avvocato, giustiziato a Napoli il 19 novembre 1799;

Gregorio Mancini, del ramo di Napoli della nobile famiglia Mancini, nato a Napoli nel 1762, avvocato, giustiziato a Napoli il 3 dicembre 1799;

Gabriele Manthoné, nato a Pescara il 23 ottobre 1764, capitano di artiglieria, giustiziato a Napoli il 24 settembre 1799;

Michele Marino, nato a Napoli nel 1753, vinaio (detto ‘o pazzo), giustiziato a Napoli il 29 agosto 1799;

Oronzio Massa, duca di Galugnano, nato a Lecce il 18 agosto 1760, maggiore di artiglieria, giustiziato a Napoli il 14 agosto 1799;

Felice Mastrangelo, nato a Montalbano Jonico il 6 aprile 1773, dottore in medicina, giustiziato a Napoli il 14 ottobre 1799;

Pasquale Matera, nato a Sortino (Siracusa) il 28 settembre 1768, generale di fanteria, giustiziato a Napoli il 10 ottobre 1799;

Gregorio Mattei, nato a Montepaone (Catanzaro) il 7 giugno 1761, magistrato, giustiziato a Napoli il 28 novembre 1799;

Carlo Mauri, marchese di Polvica, nato a Napoli nel 1772, giustiziato a Napoli il 14 dicembre 1799;

Andrea Mazzitelli, nato a Parghelia (Catanzaro) il 26 luglio 1753, capitano di fregata, giustiziato a Napoli l’8 febbraio 1800;

Nicola Mazzola, nato a Durazzano (Benevento) il 16 febbraio 1742, notaio, giustiziato a Napoli il 18 gennaio 1800;

Raffaele Montemayor, nato a Napoli nel 1765, tenente di vascello, giustiziato a Napoli l’8 febbraio 1800;

Gaetano Morgera, nato a Forio d’Ischia il 4 gennaio 1770, sacerdote, giustiziato a Napoli il 22 ottobre 1799;

Carlo Muscari, nato a Sant’Eufemia d’Aspromonte (Reggio Calabria) il 18 marzo 1770, avvocato, giustiziato a Napoli il 6 marzo 1800;

Michele Natale, nato a Casapulla (Caserta) il 13 agosto 1751, vescovo di Vico Equense, giustiziato a Napoli il 20 agosto 1799;

Nicola Neri, nato ad Acquaviva Collecroce (Molise) il 28 novembre 1761, medico, giustiziato a Napoli il 3 dicembre 1799;

Pietro Nicoletti, nato a Rogliano (Cosenza) il 22 gennaio 1769, impiegato, giustiziato a Napoli il 3 dicembre 1799;

Nicola Pacifico, nato a Napoli il 22 giugno 1734, sacerdote, professore di botanica, giustiziato a Napoli il 20 agosto 1799;

Domenico Antonio Pagano, nato a Napoli nel 1763, avvocato, giustiziato a Napoli l’8 ottobre 1799;

Francesco Mario Pagano, nato a Brienza (Basilicata) l’8 dicembre 1748, avvocato, professore dell’università, giustiziato a Napoli 29 ottobre 1799;

Nicola Palomba, nato ad Avigliano di Basilicata il 23 ottobre 1746, sacerdote, giustiziato a Napoli il 14 ottobre 1799;

Gian Leonardo Palombo, nato a Campobasso il 23 luglio 1749, avvocato, giustiziato a Napoli il 9 novembre 1799;

Domenico Perla, nato a Palermo nel 1765, impiegato, giustiziato a Napoli il 6 luglio 1799;

Antonio Piatti, nato a Trieste il 7 aprile 1771, banchiere, giustiziato a Napoli il 20 agosto 1799;

Domenico Piatti, nato a Trieste nel 1746, banchiere, giustiziato a Napoli il 20 agosto 1799;

Giorgio Vincenzo Pigliacelli, nato a Tossicia (Teramo) il 7 febbraio 1751, avvocato, giustiziato a Napoli il 29 ottobre 1799;

Ferdinando Pignatelli, principe di Strongoli, nato a Napoli il 21 settembre 1769, giustiziato a Napoli il 30 settembre 1799;

Mario Pignatelli, nato a Napoli il 12 luglio 1773, fratello di Ferdinando, giustiziato a Napoli il 30 settembre 1799;

Gaspare Pucci, nato a Sambuca Zabut (Agrigento) il 6 settembre 1774, chierico studente di medicina, giustiziato a Napoli il 1º febbraio 1800;

Giuseppe Riario Sforza, marchese di Corleto, nato a Napoli il 5 maggio 1778, giustiziato a Napoli il 22 ottobre 1799;

Nicola Ricciardi, nato a Casertavecchia il 4 aprile 1776, ufficiale dell’esercito, giustiziato a Napoli il 4 gennaio 1800;

Carlo Romeo, nato a Guardialfiera (Campobasso) nel 1755, avvocato, giustiziato a Napoli il 12 dicembre 1799;

Clino Roselli, nato nell’attuale Esperia (Frosinone) il 14 marzo 1754, professore di ingegneria nell’Accademia Militare della Nunziatella, giustiziato a Napoli il 28 novembre 1799;

Luigi Rossi, nato a Montepaone (Catanzaro) il 20 gennaio 1773, avvocato, giustiziato a Napoli l’8 novembre 1799;

Nicola Maria Rossi, nato a Laurino (Salerno) il 6 dicembre 1733, professore dell’università, giustiziato a Napoli l’8 ottobre 1799;

Prosdocimo Rotondo, nato a Gambatesa (Molise) il 14 aprile 1757, avvocato, giustiziato a Napoli il 30 settembre 1799;

Antonio Ruggi d’Aragona, nato a Salerno nel 1758, avvocato, giustiziato a Napoli il 23 novembre 1799;

Ferdinando Ruggi d’Aragona, nato a Salerno il 13 maggio 1760, tenente di vascello, commissario del Dipartimento del Sele, giustiziato a Napoli il 7 dicembre 1799.

Eleuterio Ruggiero, nato a Capua l’11 dicembre 1772, capitano di fanteria, giustiziato a Napoli il 20 gennaio 1800;

Gaetano Russo, nato a Napoli nel 1759, colonnello del reggimento di fanteria del Re, giustiziato a Napoli il 3 agosto 1799;

Vincenzo Russo, nato a Palma Campania il 16 giugno 1770, avvocato, giustiziato a Napoli il 19 novembre 1799;

Luisa Sanfelice De Molino, nata a Napoli il 6 gennaio 1763, giustiziata a Napoli l’11 settembre 1800;

Antonio Sardelli, nato a San Vito dei Normanni (Brindisi) il 18 aprile 1776, avvocato, giustiziato a Napoli il 7 dicembre 1799;

Onofrio Schiavo, nato a Procida di 64 anni, farmacista, giustiziato a Procida il 1º giugno 1799;

Salvatore Schiano, nato a Procida di 53 anni, notaio, giustiziato a Procida il 1º giugno 1799;

Giuseppe Schipani dei duchi di Diano (di Salerno), di 60 anni, generale, giustiziato a Ischia il 19 luglio 1799;

Antonio Scialoja, nato a Procida di 51 anni, sacerdote, giustiziato a Procida il 15 giugno 1799;

Marcello Eusebio Scotti, nato a Napoli il 9 luglio 1742, sacerdote in Procida, giustiziato a Napoli il 4 gennaio 1800;

Gennaro Serra di Cassano, nato a Portici (Napoli) il 30 ottobre 1772, giustiziato a Napoli il 20 agosto 1799;

Giuseppe Sieyes, nato a Napoli nel 1763, negoziante vice-console di Francia, giustiziato a Napoli il 24 settembre 1799;

Agamennone Spanò], di Reggio Calabria, di 34 anni, generale e comandante della Guardia Nazionale, giustiziato ad Ischia il 19 luglio 1799;

Antonio Tocco, nato a Napoli nel 1772, avvocato, giustiziato a Napoli il 14 ottobre 1799;

Antonio Tramagli, Conte Palatino, Grand’Ufficiale, Avvocato Cassazionista, nato a Napoli nel 1771, giustiziato per decapitazione a Napoli il 7 luglio 1799;

Domenico Vincenzo Troisi, nato a Rocca Gorga (Latina) il 23 dicembre 1749, prete dei Vergini di Napoli, professore dell’università, giustiziato a Napoli il 24 ottobre 1799;

Giovanni Varanese, nato a Monacilioni (Campobasso) il 13 luglio 1777, studente di medicina, giustiziato a Napoli il 22 ottobre 1799;

Luigi Vernaud, di Ponza, figlio di Francesco, castellano di Ponza, giustiziato a Ponza il 15 giugno 1799;

Giovanni Andrea Vitagliano, nato a Porto Longone (Isola d’Elba) il 23 luglio 1761, orologiaio, giustiziato a Napoli il 20 luglio 1799.

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