Dalla Cina alla tavola dei Borbone: così il mandarino ha conquistato i napoletani

Storia del mandarino a NapoliA spicchi, di un colore intenso e vivace, di forma sferica e proveniente dal lontano Oriente. No, non è il sole, bensì un agrume capace di illuminare e addolcire le nostre tavole imbandite durante i rigidi mesi invernali. Il mandarino ci arriva nientemeno che dalla Cina, grazie a un viaggio cominciato due secoli fa.

Appartenente alla famiglia delle Rutacee, infatti, il mandarino è un agrume originario della Cina meridionale. Dall’Estremo Oriente fu portato a Malta dagli Inglesi e da qui a Palermo nel 1810. Nel 1816 fu piantato a Napoli nel Real Orto Botanico, retto dal grande botanico Michele Tenore, che gli conferì il nome di Citrus Deliciosa. Ben presto – appena l’anno seguente –  il mandarino fu coltivato anche nel Parco di Capodimonte, divenendo fiore all’occhiello del “Real orto delle delizie” e dei pasti invernali della famiglia reale dei Borbone. In breve, poi, si diffuse con successo presso tutto il sud Italia e in Sardegna.

Per restare, però, al territorio napoletano e in particolare a quello flegreo, va ricordato che tra il XIX e il XX secolo in queste zone furono impiantati numerosi agrumeti, con prevalenza di arance e mandarini. Ben presto ci si accorse della qualità e della bontà organolettica del mandarino, tanto che assunse un ruolo primario sulle tavole napoletane e della Campania, al punto da divenire un’interessante rendita economica. Non era raro infatti che il proprietario-imprenditore agricolo assegnasse in dote alla propria figlia le rendite derivanti dalla coltivazione di questo agrume.

Un viaggio lungo e avventuroso, dunque, quello del mandarino, che non poteva non circondarsi di un alone di mistero, almeno circa l’origine del suo nome: alcuni ritengono che la pianta e il suo frutto furono chiamati metaforicamente “mandarino” perché proveniente dalla Cina, dove c’erano funzionari che portavano questo nome; altri, invece, ritengono che la denominazione deriva da “mandara” nome che veniva dato a questo frutto nell’isola di Reunion (Madagascar), prima tappa del viaggio del mandarino dalla Cina verso l’Europa.

Un viaggio ricco di soddisfazioni, specie alle pendici del Vesuvio: su richiesta ed interessamento de L’Immagine del Mito, infatti, nell’aprile 2015 la Regione Campania ha inserito Il Mandarino dei Campi Flegrei ed il liquore di Mandarino dei Campi Flegrei, nell’elenco dei prodotti tradizionali della Campania, approvato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali con decreto del 17 giugno 2015, pubblicato sul supplemento n° 43 della Gazzetta Ufficiale, prima parte, del 22 luglio 2015.

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