Dagli abissi dell’Inferno al “morto che parla”: il meglio dell’horror con Totò

Ogn’anno, il due novembre, c’è l’usanza per i defunti andare al Cimitero…“. Così comincia una celebre lirica di Totò, che tutti noi ricordiamo e facciamo nostra quando arriva la Festa dei Morti. Questo giorno, però, può essere anche un’occasione importante per riscoprire i modi in cui il grande comico napoletano era in grado di ironizzare sulla morte e sull’oltretomba: in altre parole, gli horror con Totò.

Il Principe della Risata era difatti un attore straordinariamente versatile, in grado di interpretare ruoli diversissimi e complessi. La sua bravura non poteva ridursi a pellicole comiche. Ecco a voi tre film con Totò che sembrano fatti apposta per trascorrere una piacevole serata “horror” in compagnia: tutti con la giusta dose di spavento, suspense… e ovviamente di immancabili risate!

Non possiamo non partire da uno dei film più famosi del comico napoletano: “47 morto che parla”. Qui Totò si cala nei panni del barone Antonio Peletti, un insopportabile tiranno avaro fino al midollo. Peletti si ostina a tenere per sé le ricchezze di famiglia, compresa quella parte che, secondo il testamento del padre, spetterebbe al Comune. Insomma, un personaggio così viene da spedirlo dritto all’Inferno… ed è proprio lì che si ritroverà, in un certo senso, il nostro barone.

Alcuni amministratori comunali escogitano uno stratagemma: addormentare Antonio Peletti e farlo risvegliare in un Inferno dantesco di tutto rispetto. Il barone a questo punto crederà di essere morto, e di essere condannato a causa della sua avarizia. Il piano sembra perfetto, ma gli intoppi sono dietro l’angolo. Tra presunti spiriti guida e dispetti malriusciti, c’è il rischio che ci scappi davvero “il morto”…

E a proposito di trame dantesche, gli amanti della letteratura non possono perdersi un altro piccolo capolavoro scritto da uno dei maestri dell’horror italiano: Lucio Fulci. Stiamo parlando di “Totò all’Inferno”. Il film vede il Principe della Risata nei panni di Antonio Marchi, un disoccupato depresso che tenta ripetutamente il suicidio fino a riuscire nel suo intento.

La sua anima viene naturalmente reclamata all’Inferno, ed è qui che Antonio Marchi dovrà tenere gli occhi aperti. Uno dei suoi primi incontri sarà con l’anima di Cleopatra, che lo crede la reincarnazione del suo amato Marcantonio. Ma ai diavoli queste attenzioni non sfuggono, e si prospetta già una triste sorte per il nostro protagonista… riuscirà Antonio Marchi a difendersi dalle accuse dei padroni dell’Inferno, e a dimostrare che in vita è stato niente più che un “povero diavolo”?

Infine, per chi desidera un po’ di suspense, nella serie “horror con Totò” non può mancare il giallo “Totò Diabolicus”. È in questo film che il Principe della Risata dimostra pienamente il suo genio, interpretando ben sei personaggi diversi: i fratelli di Torrealta. La storia si apre con il ritrovamento di uno di loro, il marchese Galeazzo, brutalmente assassinato in casa sua. L’assassino non ha nome né volto, ma porta una firma: Diabolicus.

I sospetti della polizia ricadono subito sugli altri fratelli, che vengono interrogati uno a uno. Tra una baronessa ossessionata dall’eterna giovinezza e un chirurgo con modi da macellaio, sembra ci siano buone ragioni per sospettare praticamente di tutti. Le indagini sono più faticose del previsto, e i poliziotti fremono per arrivare alla soluzione… prima che Diabolicus colpisca ancora.

Insomma, una serata horror con Totò è un’ottima occasione per riscoprire una serie di capolavori immortali. I suoi film mostrano in modo lampante fragilità e inganni, vizi e virtù dell’animo umano. Il tutto con una buona dose di sana paura e di risate, due elementi fondamentali della nostra esistenza.

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