Meraviglia al Mann: esposto un reperto proveniente da Palmira, la “Sposa del Deserto”

Foto: Pagina Facebook Museo Archeologico di Napoli

Da mercoledì 23 ottobre è esposto al Museo Archeologico di Napoli, nel Salone della Meridiana, un antico rilievo, datato II-III secolo dopo Cristo. Il bellissimo reperto proviene da Palmira, antica città denominata “Sposa del Deserto” in Siria, luogo vittima di un crudele attentato dell’Isis nel 2013. Tra i primi ad ammirare il reperto Erri De Luca, che ha presentato il suo romanzo “Impossibile”,  nell’ambito della rassegna “Lo scaffale del Mann”.

Il nuovo libro di Erri De Luca parla di giustizia, tema collegato a Palmira per il direttore del museo Paolo Giulierini. “Esponendo questo prezioso reperto il Mann vuole simbolicamente risarcire l’atto di ingiustizia subito dalla città siriana. – annuncia il direttore, come riporta LaRepubblica – Ricordiamo che anche i curdi sono tra coloro che hanno contribuito a salvare quei territori. Grazie ad Erri per averci ancora una volta ispirati”. Probabilmente l’antico rilievo, con il volto di una defunta, doveva essere parte di un monumento funerario ipogeico o a torre. Un’iscrizione in aramaico palmireno è, altresì, visibile a destra del volto.

Foto: Pagina Facebook Museo Archeologico di Napoli

Il rilievo, acquisito a Napoli nel lontano 1879, fa parte delle collezioni dell’Archeologico da tempo. In principio di Luigi Pigorini, archeologo e politico italiano, che la ebbe in dono dal Real Console di Portogallo in Aleppo, Cavalier Andrea Marcopoli. Il reperto, poi, fu oggetto di scambio col museo napoletano. Fu inviata al Mann, quando a dirigerlo c’era Giulio De Petra, in cambio di materiale etnografico per il Museo Nazionale Preistorico Etnografico in Roma. Il passato, altresì, sembra ricolegarsi al presente come conclude anche Giulierini: “Il precoce interesse per il sito di Palmira, accompagnato da un incontrollato mercato antiquario che ha allontanato i reperti dal contesto originario, ci spinge a lanciare un monito sempre attuale per la tutela del patrimonio culturale in aree di crisi”. 

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