Vienna, quando l’imperatore immortalò su un piatto il Vesuvio e scorci napoletani

Un piatto di porcellana finissima che ritrae alcuni scorci del paesaggio vesuviano. E’ la piacevole sorpresa che si ha quando si visitano le sale del museo delle argenterie dell’Hofburg di Vienna.

Nel palazzo reale asburgico, costruito a partire dal XIII secolo e espanso nei secoli grazie alla dinastia degli Asburgo, fu la residenza anche dell’imperatore Francesco Giuseppe (1830 – 1916) e di sua moglie Elisabetta di Baviera (1837 – 1898), più comunemente nota come “Sissi”.

Nell’ala della Hofburg di Vienna detta della “cancelleria imperiale” (Reichskanzleitrakt) è oggi allestita l’ex Camera delle argenterie e dei servizi da tavola di corte, eccezionale raccolta di oggetti di grande rilievo storico.

Ed è in queste sale che si può ammirare il piatto di porcellana finissima immortalato nella foto sopra. Fa parte di un servizio di porcellane con sessanta piatti fondi commissionato dall’imperatore Francesco Giuseppe. Ci vollero ben cinque anni per realizzarlo vendendo monete in argento durante il periodo della guerra.

Il piatto, come gli altri dello stesso servizio, è decorato finemente con vedute. La tesa è tripartita per ospitare tre scene paesaggistiche: una ospita la veduta della chiesa di Resina, “piccolo villaggio situato ad un passo dal Vesuvio“, un’altra ospita uno scorcio di Portici e l’altra l’esplosione del Vesuvio del 14 maggio 1771.

Eruzione del 14 maggio 1771

Quella del 1771 fu un’eruzione particolarmente violenta e pare abbia impressionato molto i cronisti dell’epoca, tanto da essere immortalata anche in questo piatto della scuola di porcellana di Vienna. Era la seconda città europea, dopo Meissen (Germania), in cui fu prodotta la porcellana a pasta dura. La manifattura venne fondata nel 1717, per concessione dell’imperatore Carlo VI d’Asburgo, da Claudius Innocentius Du Paquier, un commissario di guerra, che lavorava per il governo austriaco. Essa rimase in vita fino al 1744, anno in cui per ulteriori difficoltà economiche venne venduta allo Stato, di cui godrà la protezione fino al 1864.

La produzione di porcellana viennese era costituita per lo più da vasellame da tavola e le decorazioni erano molto varie, dipinte con smalti policromi sopracoperta e blu sottovernice; si ritrovano fiori indiani, fiori naturalistici, paesaggi, soggetti mitologici, animali, scene figurative e chinoiseries.

Coeva a questa produzione c’era quella napoletana del Settecento, rappresentata dal motivo del vedutismo, particolarmente apprezzato e sentito da Ferdinando IV di Borbone, che per la prima volta fece realizzare un servizio di piatti decorato con le vedute dei più bei panorami di Napoli, dei suoi dintorni, e dei più caratteristici centri meridionali: il “Servizio delle Vedute Napoletane”.

Chissà che non fu proprio questo servizio ad ispirare quello viennese di Francesco Giuseppe. Infatti durante il primo ottocento le porcellane decorate con le vedute di Napoli ebbero un enorme successo tanto che per oltre cinquanta anni questi prototipi dipinti su porcellana vennero ripetuti ed anche aggiornati secondo il gusto ottocentesco.

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