Concorso Reggia di Caserta: idee green per far rivivere gli alberi sradicati

Sessanta piante secolari sradicate dal vento forte che c’è stato durante la settimana di Natale. Questo è il bilancio dei danni riportati all’interno del giardino della Reggia di Caserta, che ha deciso di indire un concorso green. I suoi giardini infatti non sono solo spazio verde, ma arte e cultura pulsante.

Dalla facciata posteriore partono due lunghi viali paralleli, in mezzo ai quali si ergono una serie di suggestive fontane:

La Fontana Margherita
La Vasca e Fontana dei Delfini
La Vasca e Fontana di Eolo
La Vasca e Fontana di Cerere

Cascatelle e Fontana di Venere e Adone
La Fontana di Diana e Atteone, dove troviamo la Grande Cascata
Quest’ultima fontana collega il giardino all’italiana con quello inglese.

Parliamo di 123 ettari di superficie, curato da due soli giardinieri, dove alberga la bellezza e l’armonia. Quest’armonia è stata messa a dura prova dall’ira della natura. La cupressaceae, riportata nella foto, piantata alla fine dell’800 era un esemplare raro e vedere le sue radici inermi è una stretta al cuore.
Ma non ci si arrende a questo triste spettacolo di geometrie naturali messe “in disordine” e si cerca una ri-soluzione.

Lo comunica in modo deciso Tiziana Maffei, direttrice della Reggia, al Tg1: “I nostri muri sono anche muri verdi, noi abbiamo bisogno di profili professionali che possano aiutarci”. L’obiettivo non è semplicemente quello di rimuovere i tronchi caduti, ma fare qualcosa in più. Per questo, la Reggia di Caserta lancia un concorso di idee aperto a chiunque voglia farli rivivere in un’altra forma, che si tratti di energia green o artigianato.

E la direttrice continua: “Ciò che perdiamo non è rifiuto, ma è un mondo e in qualche modo una catena che dobbiamo stimolare. Sembrava giusto poter pensare a un’idea di sostenibilità e in linea anche con gli obiettivi 20 30 che per noi, sito UNESCO, sono il faro sul quale stiamo lavorando”.

Questa è la prima volta che un sito culturale istituisca un bando in chiave ecologista e sicuramente è una buona notizia e un esempio da prendere in futuro.

 

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