Carlo di Borbone e le eredità dei Medici e dei Farnese: il libro di Alessia De Sanctis

Re Carlo di Borbone


“Per passare dalla rozzezza alla perfetta cultura, occorrono una decina di anni per un giovane, di più per una famiglia, mezzo secolo forse per un villaggio. Uno stato poi ha bisogno di interi secoli per acquistare il vero sapere” (Franco Venturi in un commento dell’opera di Antonio Genovesi).

La scelta di questo concetto da parte della scrittrice Alessia De Sanctis non è un caso, perché nel libro Carlo di Borbone e le eredità dei Medici e dei Farnese illustra una minima, ma grande parte della cultura e della civiltà dei Borbone, della loro storia dinastica e successivamente del popolo delle Due Sicilie unendo quei fili che legavano Firenze a Napoli passando per Roma, dai palazzi e musei rinascimentali, ai musei Capitolini, ai siti reali Borbonici napoletani.

È un esempio chiaro che spiega perché diciamo che l’Italia era più unita prima del 1861 (seppur divisa su carta) che oggi. Un libro incentrato principalmente sulla personalità di madre e figlio, le scelte coraggiose e strategiche di Elisabetta Farnese e la visione politico-culturale di Carlo di Borbone, personaggi della storia troppo poco studiati nelle scuole e a cui adesso, grazie al lavoro di ricerca di tantissime persone, ricercatori, scrittori e giornalisti (lavori che non fanno gli storici accademici odierni), si stanno restituendo memoria e dignità.

Quando si dice che “dietro ad un grande uomo, c’è una grande donna” si tende quasi ad attaccare questa frase, ma in realtà potrebbe essere letta come un doppio complimento rivolto alla donna, che non solo “si fa da sola” (proprio come Elisabetta Farnese) ma rende forti e sicuri gli altri. È il caso di Carlo di Borbone che, grazie alla madre dal carattere forte, crebbe con una cultura cattolica (ma anche profana), imparando anche tantissime lingue. Non c’è niente da fare: la storia d’Europa viene fatta per la maggior parte dalle donne ed anche quando parliamo dei Borbone, spesso citiamo le donne che dimostravano di avere a volte più carattere dei figli o dei mariti.

Carlo di Borbone e le eredità dei Medici e dei Farnese di Alessia De Sanctis

In Carlo di Borbone e le eredità dei Medici e dei Farnese troverete anche intrighi, tradimenti, patti (Annamaria Luisa dei Medici che riuscì a non far portare a Vienna la collezione dei Medici da Firenze), Bolle Papali, guerre (in questo caso quella di successione polacca di cui pochi parlano) e successioni dinastiche, il tutto scritto in modo semplice e documentato. Vi è una spiegazione dettagliata sui rapporti e sul declino delle famiglie Farnese e Medici, ma anche sulle politiche culturali dei Borbone, che in sintonia con le politiche sociali ed economiche dell’Europa dell’epoca, ebbero la capacità di creare un sistema a Napoli ed al Sud.

Leggere questo libro vuol dire capire il nostro passato. Quel Carlo di Borbone che ebbe in eredità gran parte della penisola Italica e non solo il Sud: un enorme patrimonio di beni lasciato dai Medici e dai Farnese, da Firenze, Piacenza o Parma, in complicato equilibrio con i poteri europei del tempo. In evidenza un capitale artistico immenso che portò con sé a Napoli, un seme che fu piantato in una terra florida e molto fertile, dando poi i suoi frutti, rendendo Napoli sempre più forte a livello culturale, vera capitale mondiale.

Uno di questi semi era la collezione Farnese, famosa in tutto il mondo, destinata alla Reggia di Capodimonte. Bellissimo il rapporto che aveva con Portici, in cui fece costruire una delle regge più belle del mondo, l’unica attraversabile dal popolo, che avrebbe poi ospitato anche i ritrovamenti degli scavi di Ercolano, a pochi passi proprio da Palazzo Reale. Insomma, le radici di un grande Re e di un grande Regno. Un libro interessante che approfondisce tematiche di cui spesso poco si parla, frutto di ricerche storiche molto approfondite, ma raccontate in maniera semplice ed efficace.


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