Turismo, lo Stato dà solo spiccioli: “A rischio migliaia di imprese e posti di lavoro”

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La Campania è sempre stata una regione che ha basato la sua economia sul turismo. Ricca di cultura storica con i suoi vari scavi archeologici e di paesaggi naturali che incantano tutto il mondo.

Ma questo turismo che garantisce economia e posti di lavoro, è stato messo in ginocchio dalla pandemia da Covid-19. Sono tante le strutture ricettive che già nella scorsa stagione hanno registrato una drastica diminuzione di clientela. 

Una clientela che non tornerà in questo periodo natalizio, creando altri problemi nel settore del turismo. Già si registra in alcune strutture un calo del 90%, mentre altre strutture a cui mancano del tutto gli ospiti hanno deciso di non aprire.

Appello sul turismo al presidente Mattarella

Uno scenario allarmante, che ha colpito non solo la regione Campania, ma tutta la nazione. Il turismo in Italia infatti costituisce il 13% al Pil e offre lavoro a più di quattro milioni di persone. Per correre ai ripari Federturismo Confindustria ha deciso di scrivere un appello direttamente al presidente Sergio Mattarella. 

L’appello chiede in maniera esplicita, spiegando la situazione del turismo, di non restare fuori dalle priorità dell’Italia. Secondo Federturismo infatti, il settore del turismo non rientra nei principali protagonisti del PNRR (Recovery Plan) italiano.

Con il PNNR, verranno stanziati 3 miliardi per  il settore del turismo e quello culturale, dei 209 miliardi assegnati all’Italia. Una disparità troppo netta rispetto anche ad altre nazioni, che come afferma Federturismo: ‘‘Nazioni come Germania e Francia, hanno stanziato rispettivamente 35 e 15 miliardi per il turismo nei loro PNRR, l’Italia 3 miliardi insieme alla cultura. Una disparità incomprensibile che ci condanna all’irrilevanza nei prossimi anni e mette a rischio la vita di migliaia di imprese e posti di lavoro.”

Federturismo Confindustria in fine, dichiara le misure prese fino ad ora comeassolutamente inadeguate rispetto alla gravità della situazioneper un settore che è  stato messo ”in secondo piano.”

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