Dantedì a Napoli: a Palazzo Reale le tele di Tommaso De Vivo commissionate dai Borbone

Dante di Tommaso De Vivo

Il 25 Marzo si celebra il Dantedì. Quest’anno la data è ancora più speciale perché ricorre il 700esimo anniversario della morte del poeta. Il 2021 è infatti stato registrato come anno dantesco. Napoli ha deciso di omaggiare Dante con il restauro delle tele del tardo ‘800 di Tommaso De Vivo. L’artista aveva infatti creato dei dipinti dedicati al padre della Lingua del Sì, ed in particolare alla Divina Commedia. Le immagini ritraggono scene tratte dalle tre cantiche dell’opera italiana più letta al mondo: Inferno, Purgatorio e Paradiso. Purtroppo le tre tele sono conservate in luoghi separati: una al Palazzo Reale, quella dedicata al Purgatorio alla Biblioteca Nazionale di Napoli e quella del Paradiso alla Reggia di Caserta. Il direttore del Museo napoletano ha dichiarato che spera di poter realizzare una mostra a Palazzo. In origine, infatti, i Borbone avevano commissionato i quadri per decorare una camera della reggia d’uso esclusivo del Re.

Le opere saranno spostate a Forlì per una mostra su Dante, nella speranza che possano tornare ad adornare la stanza al secondo piano della Reggia Borbonica.

Dantedì ed il Palazzo Reale di Napoli

Il Palazzo Reale di Napoli è uno dei luoghi simbolo della città. Passeggiando per Piazza del Plebiscito, la piazza principale, la maestosità del Palazzo che una volta ospitava la famiglia Borbone attrae chiunque. E fu proprio la Famiglia Borbone a commissionare le opere all’artista De Vivo. Ciò, naturalmente, mette in luce la storica consapevolezza della grandezza del Poeta Fiorentino.

Dall’anno scorso, in Italia, è stato istituita la giornata di Dante il giorno 25 Marzo. La scelta della data non è assolutamente casuale: per convenzione, il 25 Marzo dovrebbe corrispondere al Venerdì Santo del 1300. Questa data, fondamentale per la storia della Divina Commedia, corrisponderebbe alla data d’inizio del viaggio Ultraterreno, dunque alla perdizione di Dante nella Selva Oscura.

In particolare, il quadro dedicato all’Inferno, ritrae una tra le immagini più celebri dell’Opera: l’incontro di Dante e Virgilio con i grandi poeti dell’antichità. Omero, Orazio, Lucano e Ovidio, quattro grandi personalità della letteratura classica che accolgono Dante come “sesto tra cotanto senno“: gli lasciano così la loro grandezza in eredità.

Il museo napoletano ha pubblicato un video esplicativo sul suo canale youtube riguardante la storia dei dipinti.

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