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La “stanza delle meraviglie” di Ferrante Imperato: un piccolo museo napoletano ormai scomparso

Ferrante Imperato
Ferrante Imperato (a sinistra) e la rappresentazione della sua “stanza delle meraviglie” (a destra)

Il mondo del collezionismo europeo si aprì nel ‘500 alla passione per la ricerca di piccoli e preziosi oggetti. Le cosiddette “Wunderkammer” (in italiano “stanza delle meraviglie”), infatti, furono un fenomeno che nacque nel ‘500 e si protrasse fino al ‘700 inoltrato mutando al passo con i tempi. Tali stanze, per essere precisi, erano generalmente studioli privati, spesso identificati a posteriori come piccoli musei.

Le “camere delle meraviglie”, inoltre, potrebbero essere considerate il primo step per la nascita della galleria moderna. Nello stesso periodo, infatti, iniziarono ad aprire le prime gallerie che ancora oggi possiamo ammirare: una su tutte è la Galleria degli Uffizi a Firenze voluta da Ferdinando de’ Medici (1581), ma anche la Galleria della Mostra sita al Palazzo Ducale di Mantova (1585).

Palazzo_GravinaNonostante l’espressione simbolo di questo fenomeno sia tedesca, anche Napoli ha ospitato una famosa “Wunderkammer”. Lo speziale napoletano Ferrante Imperato (1525-1615) allestì il suo piccolo museo nella sua casa, situata nei pressi di Palazzo Gravina, a Napoli. Da quanto riportano le fonti del tempo, il museo raccoglieva un grande numero di oggetti appartenenti ai tre regni: animale, vegetale e minerale.

Alcuni esempi di oggetti contenuti nella “stanza delle meraviglie” di Ferrante Imperato possono sicuramente essere i seguenti: animali imbalsamati, mirabilia, fossili, pietre, gemme, terre, succhi, essenze, profumi, oli, inchiostri, piante, erbe secche, semi e una certa quantità di artificialia collezionati in quanto in relazione con il mondo della natura in generale.

Il museo, essendo pur sempre parte della casa privata dello speziale napoletano, conteneva anche la corrispondenza scientifica di Imperato e, infine, una galleria di ritratti di scienziati illustri. Inoltre, sappiamo da alcune fonti che nel museo furono accolti animali vivi (forse un icneumone e una tartaruga). Le raccolte ebbero una loro prima sistemazione verso il 1566-67, e sicuramente furono riordinate e ampliate nel 1586, come attesta una missiva.

Nonostante il museo sia ormai scomparso, una rappresentazione dell’allestimento ci è pervenuta attraverso l’unica opera data alle stampe che porta il nome di Ferrante Imperato: Dell’historia naturale (1599). La disposizione della collezione, dunque, rispondeva ai classici canoni estetici dei musei tardorinascimentali e prevedeva scaffali e armadi lungo le pareti e pezzi d’ingombro, soprattutto grossi animali imbalsamati sul soffitto.

Parte integrante della collezione era, inoltre, un ricco erbario secco: si trattava, dunque, di una raccolta che metteva perfettamente insieme la passione da collezionista di Ferrante Imperato e la sua professione di speziale. Per speziale, infatti, si intende un venditore di erbe medicinali, una sorta di antenato del farmacista professionista, una figura a metà tra quest’ultimo e l’erborista.

Wunderkammer
Esempio di Wunderkammer

Altri esempi di “Wunderkammer” sono il Museo kircheriano fondato nel 1651 nel Collegio Romano dal padre gesuita Athanasius Kircher, la cosiddetta “Camera dell’arte e delle curiosità” fatta costruire nel XVI secolo da Ferdinando II d’Austria e attualmente visitabile presso il Castello di Ambras a Innsbruck e la particolare “Camera delle meraviglie” di Palermo, scoperta per caso solo nel 2003 all’interno di un appartamento privato.

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