MESSAGGIO POLITICO ELETTORALE

FLIP, il Festival della Letteratura Indipendente: “A Pomigliano non manca nulla per essere come Roma”

Dal 3 al 5 settembre si è tenuta a Pomigliano D’arco la prima edizione del FLIP: il Festival Della Letteratura Indipendente. Diverse librerie del territorio (Mio nonno è Michelangelo, Wojtec) e il blog “Una banda di cefali” in accordo col comune pomiglianese hanno collaborato alla riuscita dell’evento.

Il festival, pensato nel rispetto delle norme anti Covid, ha avuto luogo all’aperto ed in location varie. Dal cortile della Piazza Municipio al Palazzo dell’Orologio, il centro Culturale Giorgio la Pira e altri ancora si è tracciato un “cammino comune di interazioni letterarie e sociali“, come cita la presentazione dell’evento.

Hanno presenziato in tanti tra autori, illustratori , librai  e altre figure che compongono la filiera del libro (tra cui numerose realtà editoriali e autori presenti al premio strega 2021). Il FLIP è stato dunque un lungo weekend di dibattito e presentazioni, discussione letteraria e critica; girando intorno il tema centrale dell’indipendenza.

Durante il festival, noi di Vesuvio Live abbiamo intervistato Fabio D’angelo, co organizzatore dell’evento e titolare di “Una banda di Cefali” per farci raccontare il FLIP:

1. In che modo e con che animo nasce il Flip?

L’idea dell’evento è nata tre anni, fa quando Wojtec ha aperto la libreria. a Pomigliano ci siamo accorti di vari gruppi di lettura che si sviluppavano in maniera autonoma, questi sono tutti andati a convogliare in questa libreria indipendente.

Un giorno, dopo una presentazione, io e il mio socio in affari Ciro Marino, guardando piazza primavera abbiamo detto: Che cosa manca a Pomigliano per essere come Milano, Roma?” La risposta molto presuntuosa che ci siamo dati è stata: niente. Abbiamo provato a far uscire i libri fuori dalla libreria, a partire da questi tutti coloro che fanno parte della filiera del libro. Infine sono tutti  riuniti qui ed è questa l’idea di fondo…

2. In che modo è avvenuta la collaborazione col comune di Pomigliano d’Arco?

È da tre anni che abbiamo questa idea (il Festival, ndr). L’anno scorso l’abbiamo fatto autofinanziandoci, in una dimensione piuttosto ridotta, con l’aiuto del Berlin pub. Quest’anno c’è stata una congiunzione astrale: il comune ha appoggiato il nostro progetto, il sindaco ha messo a disposizione una piccola somma che ha consentito di invitare 40 persone da fuori e farle pernottare, allo stesso tempo gli spazi da mettere a disposizione.

3. Di cosa si occupa il sito “Una Banda di Cefali”?

Il blog fa recensioni tutte positive. Le cose che non ci piacciono non le recensiamo. Questo viene da un’osservazione diretta: quasi tutte le recensioni su internet sono negative, di critica, stroncano. La nostra idea era di recensire per appassionare, come quando si consiglia un film ad un amico.

I nostri post sono fatti per appassionare e i post sono di meno rispetto alla media degli altri siti, ma lunghi e dettagliati. Oggi ci arrivano un sacco di input da fuori… autori o editori che mandano i loro manoscritti o pdf. E questo fa parte della logica indipendente, le grandi case editrici non sponsorizzano in questa maniera. La filiera si alimenta anche attraverso i blog.

Il Festival della Letteratura indipendente è stato oltre che motivo di vanto per la provincia di Napoli, ulteriore occasione per dimostrare che sia possibile ritornare alla socialità, in sicurezza e per iniziative lodevoli. La seria editoria indipendente rappresenta oggi uno dei pochi punti di riferimento per gli autori, tra grosse realtà irraggiungibili e discutibili co produzioni.

 

Potrebbe anche interessarti