Meraviglia a Somma vesuviana: ritrovati marmi colorati mai visti prima

Durante alcuni scavi a Villa Augustea a Somma Vesuviana, sono stati ritrovati marmi colorati e di grande pregio provenienti da stanze sotterranee. Insieme ai marmi è stato ritrovato materiale vulcanico – attualmente oggetto di studio – ed ancora un’ambiente cilindrico sulla cui epoca sono in corso verifiche, la parte esterna di una grande cisterna, un pavimento rinvenuto in profondità che potrebbe risalire al primo secolo dopo Cristo. Secondo gli archeologi c’è ancora tanto da scoprire.

Scavi a Somma Vesuviana – fatte importanti scoperte

Satoshi Matsuyama – ricercatore Università di Tokyo – ha commentato così la scoperta: “Quest’anno abbiamo fatto un saggio ancora più profondo proprio per andare alla ricerca di tracce antecedenti al 79 d.C. e in profondità abbiamo trovato una pavimentazione che potrebbe risalire al primo secolo dopo Cristo ma non abbiamo ancora prove dell’eruzione del 79 d.C.

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E’ venuto alla luce un ambiente cilindrico dove abbiamo trovato molti frammenti di marmo, che in origine decoravano, e che finora non avevamo mai trovato. Non erano stata mai trovate prove di una stanza così ben decorata. Dunque pensiamo che potrebbero venire alla luce altre stanze ed altri edifici ancora più belli e di più fastosa decorazione. Abbiamo trovato pomice piroclastica che esamineremo nei prossimi mesi in laboratorio, considerando che al momento mancano testimonianze certe dell’eruzione del 79 d.C“.

Dunque gli studi sono in corso ma è stata trovata anche la statua di un adolescente che in origine poteva essere collocata in una delle nicchie accanto all’ormai famoso giovane Dioniso con pantera.

Questo sito archeologico ha 20 anni di storia – ha affermato Salvatore Di Sarno, Sindaco di Somma Vesuviana – e grazie all’aiuto fondamentale dell’Università di Tokyo nella persona di Satoshi e all’archeologo Antonio De Simone, si sta cercando di valorizzare questo luogo che è il nucleo fondante di un qualcosa di veramente eccezionale che sicuramente è a Somma Vesuviana.

Nonostante il fatto che la pandemia abbia tolto un grosso vantaggio che avevamo nelle attività di scavo è comunque emerso in poco tempo un qualcosa di unico. Si ritiene che questa area abbia testimonianze storiche sorprendenti. Si parla di una struttura che raccoglieva i flussi di acqua distribuendola, a quanto sembra, a diverse abitazioni di epoca romana.

Dunque penso che a Somma Vesuviana ci sia un qualcosa di bello e di grande interesse non secondario ad altri siti presenti in Campania. Non basta Tokyo, non basta il Comune di Somma Vesuviana. E’ invece fondamentale l’aiuto da parte delle istituzioni sovracomunali in quanto ritengo che su Somma possa nascere un turismo non di prossimità ma un turismo che rimarrà nel tempo. Questo è quello che cercherò di fare nei prossimi anni“.

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