In-Canto: l’ultima scultura natalizia di Lello Esposito che riflette il mito di Partenope e Vesuvio

In-Canto
Foto estratte dal video dell’Hotel Mediterraneo

In-Canto: l’albero di natale ispirato al mito di Partenope e Vesuvio. In-Canto è l’ultima scultura realizzata da Lello Esposito, lo scultore e pittore di origini napoletane. Le sue opere, infatti, riflettono le sue origini e l’essenza della cultura partenopea. La sua arte è una costante rielaborazione artistica degli emblematici simboli napoletani: Pulcinella, la Maschera, il Vesuvio, San Gennaro e tanti altri.

E anche l’ultima scultura non tradisce lo stile dell’autore e riflette l’essenza pura della sua terra. Come di consueto, infatti, Lello Esposito è stato invitato a realizzare un’installazione in onore della festività natalizia da porre nella hall dell’Hotel Mediterraneo di Napoli. L’opera è composta da una struttura metallica con forme che rimandano a quelle di un albero di Natale, ma che rievocano anche il cono del Vesuvio. All’interno lo scultore ha posto la sirena Partenope, la cui coda è stata trasformata in un tradizionale corno portafortuna. Infatti, secondo il mito di Partenope e Vesuvio rappresentato dall’opera In-Canto, Zeus geloso dell’amore della sirena Partenope per il centauro Vesuvio, decise di trasformare quest’ultimo in un vulcano, che ancora oggi trionfa e caratterizza gran parte del panorama campano.

Per questo amore Partenope si lasciò morire ed il suo corpo fu trascinato dal mare ai piedi del Vesuvio; lì si dissolse, prendendo la forma della città di Napoli spiega Lello Esposito, come riportato da Ansa. La scultura è inoltre completata ai piedi di Partenope da un luminoso mare realizzato in pietre laviche azzurre, simbolo di speranza, come dichiarato dall’autore:

Una luce simbolica di augurio e di speranza per una possibile e necessaria rinascita dopo il lungo periodo di buio imposto dalla pandemia Covid-19, un evento globale di grande difficoltà che ha costretto tutti noi, ad adattarci ad un nuovo modo d’intendere e di pensare alla vita la stessa, capacità di mutamento che esprime formalmente anche la mia Sirena”. 

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