Archeologia e consapevolezza: metti una villa romana a Ponticelli

Può un sito archeologico ispirare consapevolezza  e rispetto del territorio nella collettività? Nel quartiere popolare di Ponticelli, situato nella periferia orientale di Napoli, fu scoperta negli anni ’80 una  villa romana, datata al I. sec. a.C.Intervistiamo  la Dottoressa Anna Ambrosino, responsabile delle attività organizzate nella villa dai volontari del Gruppo Archeologico Napoletano (G.A.N.) e scopriamo insieme che impatto ha il sito nella comunità locale.

Villa romana di Ponticelli, Napoli, Foto di Nicolangelo Annunziata, G.A.N.

L’ 8 maggio 2014, la villa romana di Ponticelli compirà un anno dalla sua apertura ufficiale al pubblico. Avendo il G.A.N. gestito visite gratuite sul sito, ci potrebbe raccontare qual’ è stata la reazione del pubblico?

Si, l’8 maggio 2014 sarà trascorso un anno da quando noi volontari del Gruppo Archeologico Napoletano abbiamo iniziato innanzitutto ad occuparci della cura del sito ed in seguito delle visite guidate. Il nostro intervento è stato richiesto dalla Soprintendenza Speciale ai Beni Archeologici di Napoli e Pompei al fine di poter valorizzare il sito e “restituirlo” sotto tanti punti di vista a Ponticelli, quartiere periferico di Napoli. I visitatori furono molto sorpresi dall’iniziativa e ci fu una forte partecipazione sia da parte di scuole, sia da parte di famiglie, gruppi, privati. Molto forte era la curiosità di scoprire un sito archeologico di epoca romana in un quartiere definito difficile dal punto di vista socio-economico.  

Dal suo punto di vista, che impatto ha avuto nella comunità di Ponticelli l’apertura della villa? 

L’impatto in termini emotivi è stato sicuramente positivo nonostante il senso di delusione che talvolta traspare dalle osservazioni dei visitatori per non aver potuto scoprire prima una evidenza storica del genere. Parliamo di una villa di produzione agricola del I sec. a.C. la quale racconta le origini di un luogo che ha contribuito allo sviluppo territoriale e sociale della Repubblica romana e successivamente del Principato. Dal mio punto di vista la cultura e la valorizzazione di un luogo hanno sempre un impatto positivo sulla comunità interessata ed anche per Ponticelli è stato così. L’apertura del sito ha rappresentato e rappresenta un’opportunità per le scuole che vogliono intraprendere progetti didattico-educativi; per le associazioni le quali possono collaborare con il G.A.N. per la realizzazione di iniziative socio-culturali; per la comunità di Ponticelli che può scoprire la storia e l’identità che le appartengono. Quindi, la differenza tra il prima ed il dopo sta proprio in questo: l’aver posto delle condizioni per le quali il quartiere di Ponticelli può valorizzare il sito insieme con il G.A.N.

In che cosa è cambiata,  secondo voi ed in base al vostro lavoro, la percezione del quartiere tra gli abitanti?

Da un iniziale sentimento di sfiducia ad un attuale sentimento di propositività e voglia di concretizzare cose nuove. In questo, secondo il mio parere, sta lentamente cambiando la percezione del quartiere tra i suoi abitanti. Si tratta di cambiamenti che avvengono in maniera graduale, ma l’importante è proprio che si verifichino. La nostra attività è percepita positivamente in quanto noi possiamo chiarire le motivazioni del nostro intervento di volontari per il recupero della villa romana di Ponticelli e fornire informazioni circa gli altri siti archeologici che il G.A.N. cura dal 1971 e che si trovano in altre aree periferiche della provincia di Napoli. Il nostro lavoro infatti non si limita a ciò che facciamo materialmente all’ interno dei siti archeologici, ma volge anche a fornire informazioni, rispondere a quesiti che giustamente vengono posti, a raccogliere idee e collaborare con le diverse realtà del territorio.

Gan, villa romana Ponticelli

Il vostro lavoro ed il vostro impegno sul territorio si basano sull’azione dei volontari: quanti di loro vivono a Ponticelli e come percepiscono il quartiere e la vostra attività ?

Attualmente uno solo dei nostri volontari vive a Ponticelli ed il quartiere è percepito come realtà nella quale e per la quale bisogna impegnarsi, credere fortemente in ciò che si fa e non scoraggiarsi al sopraggiungere delle difficoltà. Questo è lo spirito della nostra Associazione: non evidenziare il problema, ma trovare una soluzione con positività e serietà.

In cosa è consistito e come è stato strutturato il lavoro del G.A.N. con le scuole locali ? 

Il nostro lavoro con le scuole che ci contattano è principalmente di divulgazione. Noi forniamo informazioni circa i giorni e gli orari di apertura al pubblico; raccogliamo proposte e proponiamo collaborazioni. L’attività G.A.N. per le scuole consiste nel formulare insieme con gli insegnanti dei percorsi ad hoc che siano in grado di rispondere alle esigenze didattiche delle classi e che soprattutto diano spazio alle idee ed alla creatività degli studenti. Noi crediamo fortemente nella Scuola perché gli studenti, insieme con le loro famiglie ed amici, non devono essere solo i fruitori del sito, ma coloro che contribuiscono alla formulazione dei contenuti in modo attivo e consapevole così che del loro lavoro possa beneficiarne l’intera comunità.

Avete collaborato con altre associazioni od istituzioni e se sì quali e per quali attività?

Con il G.A.N. ha collaborato Terra di Confine, un’associazione di Ponticelli molto attenta alle tematiche sociali, che si è occupata di fornirci supporto per le attività di comunicazione e di ripulitura ordinaria del sito. Terra di Confine ci ha aiutato molto nella sensibilizzazione di grandi e piccini alle tematiche del recupero del territorio grazie ad un bene culturale. A sostenerci è stata in diverse occasioni anche il Circolo Sportivo Culturale C.S.C. Parco Vesuvio di Ponticelli sia per la fornitura di attrezzature utili agli allestimenti ma soprattutto per aver applicato i sani principi dello sport alla valorizzazione sociale del territorio. Anche l’Oratorio Giovanile della Chiesa di San Francesco e Santa Chiara di Ponticelli si è occupato di divulgare le notizie relative alle giornate di apertura al pubblico. Attualmente, l’organizzazione delle attività relative al Maggio dei Monumenti 2014 vede coinvolto il Liceo Piero Calamandrei di Ponticelli. Gli studenti saranno impegnati insieme con il G.A.N. in attività di informazione, accoglienza, iniziative culturali progettate da loro e gli insegnanti che tratteranno dei temi relativi al territorio di Ponticelli ed alla villa romana nel suo contesto originario. Concludo dicendo che anche il rapporto con altre realtà si costituiscono in modo graduale perché ogni associazione, ogni scuola, ogni ente ha i propri tempi e le proprie problematiche a cui far fronte. A noi fa piacere ricevere qualsiasi tipo di supporto, anche per gli aspetti più semplici. L’importante è che ci sia partecipazione. Siamo fiduciosi e sempre pronti a condividere idee e risorse al fine di poter creare legami che durino nel tempo e che abbiano sempre come fine la tutela, la cura e la valorizzazione dei nostri Beni Culturali.

Villa_Romana_di_Caius_Olius_Ampliatus_Ponticelli_NA_5H_Liceo_Calamandrei
5^ H Liceo Piero Calamandrei, protagonista del Progetto “Un monumento per amico: cura e valorizzazione della villa romana di Ponticelli” in collaborazione con il G.A.N.

Secondo lei in che modo e se sì come, l’archeologia può creare idee, sviluppo e consapevolezza sul territorio ?

Io penso che le idee nascano dal confronto e dalla condivisione. Un territorio e la sua comunità sono caratterizzati da molteplici aspetti che se entrano in interconnessione tra loro, possono creare, inventare, produrre. L’archeologia può senza dubbio essere una valida base su cui far nascere idee, ma per svilupparle e per offrire al territorio una fruizione a tutti i livelli ed a tutte le tipologie di visitatori, è importante che ci sia una interfaccia tra l’archeologia stessa e le altre discipline, da quelle storico-umanistiche a quelle scientifiche. Tutte possono contribuire alla progettazione di attività culturali, sociali, didattiche e perché no, anche ludiche e di intrattenimento. La consapevolezza del territorio si basa anche sulla mediazione delle tematiche attuali confrontate con il passato. Noi guide e volontari del G.A.N. non ci limitiamo solo a narrare la storia, ma parliamo anche delle tematiche relative ai beni culturali a livello sociale. Maggiore sarà la partecipazione del territorio e più forte sarà la consapevolezza di un bene comune da proteggere e tutelare. Un bene culturale è tale anche perché esiste una comunità intorno ad esso che ha le potenzialità di renderlo vivo.

Dalla sua prospettiva, in tutti questi anni di impegno sul territorio, qual’ è l’aspetto più vivo che caratterizza ancora oggi secondo lei la gente di questa Campania Felix?

Posso risponderLe facendo riferimento ad una percezione puramente soggettiva e personale. Incanalate nel modo giusto e supportate da una forte motivazione, le risorse delle persone di una comunità possono creare cambiamenti positivi, stimolanti e sostenibili nel tempo.

  [mappress mapid=”51″]

Potrebbe anche interessarti