Scavi di Ercolano, la “signora degli anelli” sepolta dall’eruzione del 79 d.C.

La signora degli anelli - Ercolano ScaviL’esplosione del Vesuvio del 79 d.C. non smette mai di “eruttare” dalle ceneri sepolte sotto le antiche città di Pompei ed Ercolano scheletri, ossa, storie e… anelli. Già, anelli. Come quelli rinvenuti alle dita di una signora dell’antica Herculaneum nel 1982, per questo soprannominata appunto la “signora degli anelli”.

Esplosa dall’interno assieme a circa altre 200 persone, aveva provato a salvarsi dall’Eruzione dello sterminator Vesevo di leopardiana memoria scappando via mare, ma inutilmente. Una fuga, comunque, molto ordinata e per nulla frettolosa, dati alcuni fattori che è bene prendere in considerazione.

Innanzitutto, tra i defunti nessuno morì perché calpestato o schiacciato. Ciò vale anche per alcune persone con problemi agli arti inferiori, che pure procedettero assieme a tutti gli altri al “pellegrinaggio della speranza”: in condizione esasperate non avrebbe mai potuto mantenere il passo dei normodotati.

Il secondo indizio ci arriva, invece, proprio dalla “signora degli anelli”: ritrovata nel 1982 all’interno degli Scavi di Ercolano, presso la fornice XI, aveva alle dita due anelli d’oro con pietre preziose e all’arto sinistro superiore due bracciali. Inoltre con sé aveva portato anche una borsetta piena di monete e un paio di orecchini. Difficile pensare che la 46enne in un momento di gravissimo pericolo per la propria stessa vita potesse anche solo pensare a questi oggetti, preziosi ma non certo utilissimi.

Quello che, invece, è sicuro – visti i costosissimi oggetti che portava con sé – è che la donna dovesse essere piuttosto facoltosa. Un’ipotesi che trova conferma anche dall’analisi delle sue ossa: la buona densità e pesantezza delle stesse indica che era sicuramente ben nutrita.

Ciò non bastò comunque a salvarle la vita: morì come gli altri sulle rive del Golfo di Napoli, raggiunta nella notte tra il 24 e il 25 agosto (o più probabilmente ottobre del 79 d. C.) da una nube ardente che non lasciò scampo a nessuno.

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