La leggenda del licantropo di Ravello

Il lupo mannaro, detto anche uomo lupo o licantropo, è una delle creature mostruose che hanno maggiormente ispirato la letteratura e il cinema dell’orrore, oltre che arricchito il folklore e le narrazioni misteriose. Un esempio celebre e vicino ai nostri anni è Twilight, il primo libro della fortunata saga di Stephanie Meyer, che ha riscosso molto successo negli Stati Uniti ed è sbarcato in Italia ottenendo il medesimo risultato.

Il licantropo, secondo la leggenda, sarebbe un essere umano condannato da una maledizione a trasformarsi in una bestia feroce ad ogni plenilunio: la forma di cui si racconta più spesso è quella del lupo, ma in alcune culture prevalgono la figura dell’orso, del bue o del gatto selvatico.

Alcune leggende al riguardo caratterizzano anche la Campania, in particolare Ravello, dove alcuni cantori del luogo narravano che nelle notti di luna piena dei terribili ululati si mischiavano ai versi dei guelfi e ai canti delle civette.

Sulla strada che porta al paese, infatti, in alcune circostanze avvenivano degli episodi molto strani: coloro che si avventuravano alcune notti per la via buia, si imbattevano in visioni spaventose. E tutti coloro che avevano avuto questa esperienza sostenevano di essere stati rincorsi da terribili lupi mannari. Ma non appena svoltavano a destra o a sinistra, questi esseri continuavano a correre davanti a sé, come se avessero i paraocchi.

Da allora, secondo i popolani, nel caso in cui si fosse inseguiti dai lupi, basterebbe semplicemente virare sui lati della strada.

La licantropia clinica, comunque, è una rara patologia riconosciuta dagli psichiatri: chi ne è colpito assumerebbe atteggiamenti da lupo durante particolari condizioni (come le notti di luna piena).

Fonti: unescoamalficoast

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