Luciano De Crescenzo, il portavoce della filosofia di Napoli

Luciano De Crescenzo

Napoli non è semplicemente una città ed un bel panorama: Napoli è filosofia, è un modo di pensare, una mentalità innata in tutta la popolazione. Fra tutti gli artisti che hanno cercato di mostrare questo aspetto, Luciano De Crescenzo è senza ombra di dubbio quello che ci è riuscito meglio. Ogni sua opera, che sia un libro, un film o un intervento pubblico, ogni suo gesto o parola è espressione della nostra terra, rappresenta il nostro modo di pensare e di stare al mondo, mostra la filosofia millenaria che guida la nostra mente.

Bud Spencer
Bud Spencer e Luciano De Crescenzo

Eppure, prima di dedicarsi ai suoi amati libri, la sua vita è stata ben diversa. Nato nella zona di Santa Lucia, a Napoli, il 20 agosto del 1928, alle elementari fu compagno di banco di Carlo Pedersoli, che in seguito segnerà la storia del cinema col nome d’arte di Bud Spencer. Dopo la scuola, il giovane Luciano andava ad aiutare il padre nella sua azienda di guanti. Per fuggire dai bombardamenti, l’intera famiglia fuggì a Cassino, ignorando che, di lì a poco, il lontano borgo sarebbe diventato il teatro di una delle più violente battaglie del conflitto. Fortunatamente la famiglia De Crescenzo sopravvisse e ritornò a Napoli.

Anche allora, però, alle lettere Luciano preferì i numeri e si iscrisse alla facoltà di Ingegneria della Federico II. Appena laureato fu assunto dall’IBM, ma fu proprio in quel momento che capì che la sua vocazione era un’altra. Maurizio Costanzo, allora giovane scopritore di talenti, si era interessato a quel napoletano che sognava antichi miti e riusciva a comunicare in un modo tanto unico. Con questo importante sostegno, De Crescenzo abbandonò il lavoro e si dedicò alla scrittura, pubblicando presto la sua prima opera “Così parlò Bellavista”. Ad oggi, non c’è un napoletano che non conosca questo capolavoro ed il suo seguito “Il mistero di Bellavista” o che, almeno, non abbia mai visto le leggendarie trasposizioni cinematografiche.

Oggi, i libri scritti da Luciano De Crescenzo sono venticinque con oltre diciotto milioni di lettori in tutto il mondo, di cui solo sette in Italia. Nelle sue opere, lo scrittore e divulgatore napoletano ha cercato sempre di trasmettere conoscenze antiche, tradizioni, miti, pensieri dei filosofi classici: tutto questo, però, spiegato con la stessa semplicità usata nelle vicende giornaliere. Per De Crescenzo, Socrate potrebbe benissimo conversare per i vicoli di Napoli, Ulisse parlare in napoletano e il professor Bellavista sfidare persino la camorra con la logica e la ragione.

Oltre ai successi letterari, De Crescenzo è anche regista, sue sono le due trasposizioni suddette, sceneggiatore e attore: indimenticabile la sua parte in “Sabato, Domenica e Lunedì” di Lina Wertmuller o quella in “FF-SS – Cioè…che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?” di Renzo Arbore. Oggi, purtroppo, una grave malattia neurologica sta annebbiando la mente brillante di Luciano, rendendogli impossibile persino riconoscere le persone care.

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