Tina Pica, l’amata attrice che donava i suoi guadagni ai poveri

Tina Pica

In questo appuntamento della rubrica Figli illustri di Napoli parliamo di Tina Pica.

Napoletana verace, Tina Pica, all’anagrafe Concetta Annunziata, nacque nella sua città il 31 Marzo 1884 al Buvero, il Borgo Sant’Antonio Abate. Suo padre Giuseppe era un attore molto apprezzato, e proprio perché era figlia d’arte sin da piccola cominciò a recitare nel Teatro San Ferdinando interpretando delle parti maschili, per la voce rauca e l’operato della Natura che non le aveva fornito grazia nelle forme fisiche.

All’attività teatrale accompagnava l’apparizione in alcuni film, sia muti che sonori, ma il grande successo arrivò nei primi anni ’50 interpretando la parte di Caramella, la governante del maresciallo Antonio Carotenuto interpretato da Vittorio De Sica, in “Pane, amore e fantasia”, e recitando accanto a Totò in “Destinazione Piovarolo”. Da quel periodo in poi Tina Pica divenne forse la più amata d’Italia tra le partisti, ossia quelle attrici i cui personaggi interpretati presentano pressappoco sempre le stesse caratteristiche, nel caso dell’attrice in questione l’avere un carattere burbero, scontroso, schietto, essere tutt’altro che femminile, zitella molto devota, e numerose furono le apparizioni cinematografiche insieme ad attori come Sophia Loren, Eduardo De Filippo, Peppino De Filippo, Titina De Filippo, Dolores Palumbo, Alberto Sordi e ad altri, oltre ai già citati Totò e Vittorio De Sica. Ebbe la soddisfazione, inoltre, di avere il ruolo da protagonista in alcune pellicole sempre cavalcando il consenso attorno a lei, come in “La Pica sul Pacifico” che sfruttava il cognome dell’attrice attrarre gente ai botteghini.

Tina Pica e Vittorio De Sica in Pane, amore e fantasia
Tina Pica e Vittorio De Sica in “Pane, amore e fantasia”

L’ultima interpretazione della Pica, nello stupendo “Ieri, oggi, domani” diretto da De Sica, offre una recitazione della napoletana, accanto alla Loren e a Marcello Mastroianni nell’episodio “Mara”, il terzo ed ultimo del film, nel ruolo della nonna del giovane seminarista Umberto, il quale infatuatosi di Mara/Sophia Loren decide di non voler più fare il prete scatenando le ansie della nonna che sperava diventasse Papa. Da scocciante, burbera e un po’ bigotta si trasforma in una dolce vecchietta che chiede proprio l’aiuto di Mara per riportare il nipote sulla “buona strada”.

La religiosità, per così dire, “cinematografica” di Tina Pica era altrettanto salda nella vita reale. Morto il secondo marito infatti si trasferì a casa di suo nipote, nella cui abitazione fece approntare una piccola cappella dove recitare le sue preghiere a metà strada tra il latino e il napoletano, mentre destinò più della metà dei suoi guadagni cinematografici in beneficenza, a favore dei poveri e dei carcerati. Morì il 16 Luglio 1968.

Vi lascio infine un breve video, con una delle più famose battute di Tina Pica.

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