La donna nei proverbi napoletani. I più famosi e divertenti

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La donna è da sempre la maggiore protagonista delle poesie e canzoni napoletane. Viene decantata come creatura angelica da amare e adorare, ad esempio nella canzone ‘O surdato innammurato, ma anche come demone da evitare a tutti i costi come in Malafemmena.

Anche nei proverbi napoletani emerge questo contrasto: donna bella e dea del focolare domestico ma dalla quale bisogna mettersi in guardia dai pericoli e dalle tentazioni che essa può portare. Di proverbi napoletani che hanno come soggetto le donne ce ne sono migliaia, ma noi qui vogliamo riproporre quelli più famosi e divertenti.

Nu buono marito fa ‘na bona mugliera” (Un buon marito fa buona la moglie):
Il marito e la moglie sono metafore, il senso da cogliere è che dove c’è un buon capo, sia come dirigente che come esempio, non ci puo’ essere altro che dei buoni dipendenti o buoni discepoli.

‘A monaca de Camaldoli: muscio nun le piaceva e tuosto le faceva male(Alla suora dei Camaldoli (zona di Napoli), morbido non gli piaceva e duro gli faceva male):
Colorito proverbio napoletano che è usato per indicare qualcuno di davvero incontentabile, non solo per una donna, ma anche magari per un datore di lavoro.

‘Na femmena e ‘na papera arrevutaino ‘na città(Una donna ed una papera rivoltarono la città):
Un’oca che starnazza e una donna che chiacchiera e litiga portano allo stesso modo uno scompiglio anorme. Un accostamento che è usato in molti detti popolari.

Chi ato nun ave, cu ‘a mugliera se còcca” (Chi altro non ha, con la moglie si corica):
Quando le occasioni scarseggiano, si ritorna alle cose di sempre, quelle che sai che ci sono sempre e che non ti deludono mai. Il proverbio si riferisce in generale e non solo al sesso.

Quanno ‘a moda dice ca è ora vide ‘a femmena cò culo ‘a fora(Quando la moda dice che è ora vedi le ragazze col sedere scoperto):
La moda comanda e il colorito proverbio spiega perfettamente la situazione: dove l’uso diventa di massa, tutto sembra diventare lecito.

A altare scarrupàto nun s’appicciano cannéle (Su un altare vecchio non si accendono candele):
Anche se il detto fa riferimento ad un alatre il vero significato di questo proverbio napoletano é: Alle donne ormai anziane non si fanno moine. Ossia non c’è bisogno di fare per forza complimenti alle donne di età avanzata.

‘A bella figliòla nun manca ‘nnammurato(Alla bella ragazza non manca l’innamorato):
Le belle donne hanno sempre un fidanzato. Il detto è inteso che dove c’è ricchezza, bellezza, convenienza, ci sono sempre persone che girano intorno, come le mosche sul miele.

‘A femmena è comme a campana: si nun ‘o tuculeja nun sona(La donna è come la campana: se non lo scuote non suona):
La donna è come la campana se non si muove il batacchio non suona. Si potrebbe carpire un chiaro significato sessuale, ma non è così. S’intende come sprono per la donna priva di iniziative ed intraprendenza. 

‘A femmena bbona, si tentata resta onesta, nun è stata bona tentata (La donna buona se tentata resta onesta non è stata ben tentata):
Se una bella donna viene tentata e rimane onesta, vuol dire che non è stata tentata abbastanza.

‘A femmena ciarliera è pesta nera” (La donna chiacchierona è da evitare come la peste).

‘A femmena cchiù se nega, e cchiù allumma l’appetito (La donna più si nega e più eccita).

‘A femmena è comm’ ‘o mellòne: ogne ciènte, una” (La donna è come l’anguria: su cento ne esce una buona).

“‘A femmena è comme ‘o tiempo ‘e marzo: mò t’alliscia e mò te lascia (La donna è come il mese di marzo, mentre ti accarezza, ti tradisce).

‘A femmena ne sape una cchiù d’ ‘o riavulo(La donna ne sa una più del diavolo).

Puòzze avè a sciòrta d’ ‘a brutta(La donna brutta trova prima il marito): più che un detto è un’imprecazione.

Quanno ll’ossa se fanno pesante, pure ‘e zzoccole addivèntano sante(Con l’avanzare dell’età anche le “donnine allegre” diventano sante).

Tutt’ ‘e peccate murtale sò ffemmene” (Tutti i peccati mortali sono femmine)
Avarizia, accìdia, gola, invidia, ira, lussuria e superbia, sono i sette peccati mortali, tutti al femminile.

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