Nun sputà ‘ncielo ca ‘nfaccia te torna

 

Mare

Il proverbio di oggi è uno fra i più celebri della cultura partenopea. Tema centrale di questo nuovo monito è la furbizia. Quest’ultima è celebre per essere una delle caratteristiche fondamentali dell’essere napoletano. Il detto di oggi è:

“Nun sputà ‘ncielo ca ‘nfaccia te torna”

TRADUZIONE

Non sputare verso il cielo, perché ti ritorna in viso.

La prima cosa da osservare è l’aspetto realistico, frutto di un osservazione semplice e d immediata, all’origine di molti altri proverbi, come abbiamo già notato precedentemente. Infatti, secondo le più banali leggi della fisica, quando si sputa verso l’alto, quindi verso il cielo, è pressoché scontato che lo sputo ritorni in viso.

Ovviamente tutto ciò è simbolo di qualcosa di più ampio. Il monito infatti vuole spiegare che non è gusto porsi contro qualcosa di più grande e potente di noi, specie (ed è per questo che si usa la simbologia del cielo) se questa cosa può essere benevole nei nostri confronti. Molto meglio portarla dalla nostra parte.

Dietro al Cielo potrebbe essere nascosta la figura di Dio. La religiosità popolare napoletana è di una matrice molto complessa. Il credo di Napoli oscilla tra superstizione e dogmatismo, fede cieca e bisogno di prove concrete, paganesimo e cristianità pura, riti scaramantici e precisione di gesta cattoliche. Dio quindi non deve essere sfidato, ma bisogna più che altro tenerlo buono e quasi quasi, accattivarselo.

 

 

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