“E’ successo un ’48”, perché si dice così?

Sarà capitato più o meno a tutti di usare l’espressione “è successo un 48” per descrivere e raccontare una determinata situazione. Ma da dove deriva questo modo di dire? Solitamente si usa quando, nella vita di tutti i giorni, avvengono eventi caotici, confusionari e difficili da spiegare. L’espressione “è successo un 48”, quindi, ci permette di semplificare il concetto evitando una spiegazione dettagliata degli eventi.

Il numero 48 si usa per fare riferimento all’anno 1848, caratterizzato da moltissime rivolte popolari borghesi, comunemente identificate con “rivolte del ’48” o, più spesso, “Primavera dei popoli“. Ma il 1848 non è solo simbolo di caos, ma di caos accompagnato al cambiamento. Quindi, quando “succede un 48”, succedono tante cose, ma tutte cose che insieme portano un grande cambiamento.

Il ’48 in Italia

Le rivolte del ’48 hanno portato tantissimi cambiamenti nell’Europa dell’Ottocento, e furono portate avanti dalla classe media borghese in molti dei paesi in cui, dopo la Restaurazione, si erano insediate di nuovo le vecchie monarchie. La prima ondata delle sommosse avvenne in Italia, soprattutto in Sicilia e e nel Regno Lombardo-Veneto, con le Cinque Giornate di Milano che diedero avvio al Risorgimento Italiano. I moti permisero anche la nascita delle costituzioni, lo “statuto albertino” del Regno dei Savoia è rimasto poi in vigore anche nel Regno d’Italia dal 1861, e rimase quasi invariato fino alla Costituzione della Repubblica Italiana del 1946.

Il `48 a Napoli

Particolarmente noti sono gli eventi che riguardarono il Regno delle Due Sicilie. Fu la Sicilia a dare i maggiori grattacapi alla corona poiché i siciliani avevano sempre avuto una forte propensione all’autogoverno che mal si sposava con la riduzione d’autonomia, determinata dall’unione del Regno di Napoli e quello di Sicilia in un unico Stato. I siciliani mal digerivano, inoltre, la preminenza degli elementi dell’aristocrazia napoletana su quella insulare.
Il malcontento montò al punto tale che Palermo si ribellò al potere del re. Aspra e risoluta fu la riconquista dell’isola da parte dei Borbone. Ferdinando II non esitò a bombardare pesantemente la città di Messina. Dopo alcuni mesi i disordini rientrarono e l’ordine venne ristabilito. Si è soliti associare il detto: “faccio succedere un 48” con tali eventi perché questi si contraddistinsero per l’impeto della rivolta e la forza della riconquista.

Il ’48 in Europa

Le rivolte, però, come detto, colpirono gran parte dell’Europa: nella Francia post-napoleonica si instaurò la Seconda Repubblica e anche l’Impero Austro-Ungarico organizzò sommosse che interessarono le regioni di frontiera dell’impero. Ci fu poi un’insurrezione dei tedeschi a Berlino, nel Regno di Prussia, e in alcuni stati della Confederazione Germanica. Solo l’Inghilterra e la Russia, dove la classe borghese viveva in situazioni agiate, furono esenti da rivolte.

Fonti: Corriere.it