Armando Diaz, un generale napoletano è l’eroe della Prima Guerra Mondiale

Armando Vittorio Diaz nacque a Napoli il 5 dicembre 1861 da una famiglia d’origine spagnola, giunta in Italia al seguito di Carlo di Borbone. Venne avviato, fin da giovanissimo, alla carriera militare nella quale eccelse sin da subito. Nel 1910 fu promosso colonnello di fanteria e nel 1912 si aggregò al 93° reggimento della campagna libica.

Raggiunto il grado di maggior generale, collaborò col Cadorna nel gestire l’esercito durante la fase di neutralità italiana. Quando poi l’Italia decise di partecipare al primo conflitto mondiale, egli fece parte del Comando supremo ed ottenne la coordinazione della 49° divisione sul Carso. Si distinse per le operazioni vicino Gorizia e a San Grado.

Nel maggio del 1917 seppe fronteggiare una violenta controffensiva austriaca, salvaguardando le posizioni di Versic e Jamiano. Fu sotto di lui che l’avanzata italiana sul Carso toccò punti fino ad allora insperati. In questo frangente venne ferito ad un braccio ed insignito della medaglia d’argento al valor militare.

La sera dell’8 novembre 1917 fu chiamato a sostituire Cadorna come capo di Stato maggiore dell’esercito italiano. Recuperato ciò che rimaneva delle armate italiane, dopo la disfatta di Caporetto, organizzò la resistenza sul fiume Piave e sul monte Grappa. Il fronte venne ridimensionato vista la minore disponibilità di uomini, ma questo consentì un migliore utilizzo delle forze in campo. Grazie al ricorso dei cosiddetti “ragazzi del 99” ed all’arrivo di sei divisioni inglesi e cinque francesi, l’esercito italiano poté risollevarsi.

Le idee innovative del Diaz resero possibile la ripresa dell’esercito italiano. Diede fiducia a nuovi ufficiali che poterono ambire alle più alte cariche militari, poiché più giovani e quindi più propensi ad accettare e mettere in pratica i moderni comandi del generale.

Diaz e Badoglio cercarono di migliorare l’addestramento e di sviluppare l’armamento delle truppe italiane. Molta attenzione venne dedicata dal Diaz al cambiamento delle condizioni dei soldati. Vennero abolite le pratiche più rigide, migliorarono il vitto e la paga.

Nell’autunno del 1918 Armando Diaz guidò le truppe italiane alla vittoria di Vittorio Veneto. Ebbe ragione dell’esercito austriaco ed entrò a Trento il 3 novembre. Il giorno successivo l’Impero Austro-Ungarico capitolò. Dopo aver assunto il ruolo di Ministro della Guerra nel governo Mussolini, decise di ritirarsi a vita privata nel 1924. Morì a Roma il 29 febbraio del 1928.

Fonti:
– http://www.treccani.it
– Luigi Gratton: Armando Diaz, Duca della Vittoria. Da Caporetto a Vittorio Veneto

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