Video. La terribile eruzione del 7 aprile che devastò l’area vesuviana

vesuvio

Il 7 aprile è ricordato dai vesuviani e dagli annali di storia come il giorno in cui ricorre l’anniversario della più grande e terribile eruzione del XX secolo.

Tutto iniziò la mattina del 4 aprile del 1906, quando dalla bocca meridionale del vulcano iniziò a fuoriuscire una piccola colata di lava. Giuseppe Mercalli che era sul posto, osservandolo da vicino e notando che l’attività sismica della zona nel mese di marzo era aumentata, sospettò di una imminente eruzione del Vesuvio. Infatti l’attività eruttiva si fece sempre più intensa fino a raggiungere il culmine nella notte tra il 7 e l’8 aprile. La lava scorreva veloce fino a devastare il paese di Boscotrecase, mentre la nube depositò cenere e lapilli sui comuni di Ottaviano e S. Giuseppe Vesuviano. Nei giorni successivi, l’attività diminuì sempre di più fino a scomparire il 21 aprile, mentre la caduta delle ceneri interessò anche Napoli fino a raggiungere alcune città della Puglia.

Boscotrecase
Boscotrecase da una cartolina dell’epoca.

Nulla fece presagire quella che fu una terribile eruzione che colpì l’area vesuviana. Oltre alle forti scosse sismiche e alle colate laviche, fu la coltre di ceneri a devastare le città, con l’accumulo sui tetti delle case provocando numerosi morti. Secondo quanto comunicato dalla Prefettura di Napoli al console di Francia, a Ottaviano e S. Giuseppe vi furono 197 morti e 71 feriti. In tutto si contarono 216 morti e 112 feriti gravi. A Napoli il crollo della tettoia del mercato di Monteoliveto, situato nell’attuale Piazza Carità, causò 11 morti e 30 feriti, mentre oltre 34.000 furono i profughi. A riferirlo è l’Osservatorio Vesuviano.

cadaveri
Cadaveri estratti dalle macerie a S. Giuseppe Vesuviano

Il video mostra interessanti fotografie dei fuggiaschi che partendo dal porto del Granatello di Portici si soffermano in preghiera sul ponte della Maddalena. E poi le immagini dei reali accorsi sul luogo della distruzione ed il trasferimento dei carcerati presso la stazione ferroviaria di Torre Annunziata.

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