La storia di Federica, tornata a Napoli dopo il lavoro in Borsa a Milano: ora vive con un lupo

federica gioffredi lupo
Foto: Federica Gioffredi, pagina Facebook

Dalla vita in Borsa a Milano alla casa-galleria del Parco Margherita a Napoli, passando per gli anni di Bali dove ha cambiato radicalmente la propria vita. Stiamo parlando di Federica Gioffredi, figlia del campione del mondo di off-shore Antonio, che oggi vive con un lupo cecoslovacco.

Federica Gioffredi è nata a Napoli nel 1972, da dove è andata via giovanissima per intraprendere la carriera di broker a Milano, riscuotendo molto successo. Ad un certo punto però si è trasferita a Bali, dove la sua vita è cambiata: la fotografia, da passione, si è trasformata nel suo lavoro che l’ha portata ad esporre le sue opere in sedi importanti come il Maschio Angioino, il Palazzo Ducale di Martina Franca, i Giardini Ravino di Ischia e la sede della Treccani a Roma. Oggi vive ed opera a Napoli.

Federica Gioffredi: “Il lupo diventa un pezzo di te”

Un’esperienza particolare quella di Federica, così come particolare è la sua amicizia con Julius, il lupo cecoslovacco con cui abita. Al Corriere del Mezzogiorno, che l’ha intervistata, ha detto in proposito: “Io vivo solo la gioia di averlo con me. Il lupo, a differenza del cane, diventa un pezzo di te. Uscire a passeggio con lui è una sfida, a volte mi capita di fare storie in strada, ma lui è buono. Va anche all’asilo per smaltire la sua esuberanza e il suo bisogno di movimento. Ero follemente innamorata di questa razza e ho trovato un allevamento dove l’ho poi materialmente preso. È stata una scelta impegnativa, ma appagante. E poi è diventato parte integrante del mio lavoro. Durante la pandemia scendevo a passeggiare con lui e con la macchina fotografica al seguito e ho fatto cose molto belle”.

La mostra Kosmo

Oggi, 26 maggio, l’inaugurazione della mostra Kosmo sulle gradinate delle Rampe Brancaccio a Chiaia. Kosmo è un viaggio visivo attraverso i quattro elementi: aria, acqua, terra e fuoco. L’esposizione è curata dalla docente e storico dell’arte Bianca Stranieri.

Potrebbe anche interessarti