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Locali di Napoli e dell’area Vesuviana, recensiti da Vesuviolive.it

Lo sapevate che il baccalà è una fonte di proteine maggiore rispetto alla carne? Un etto di pesce contiene 39 grammi in confronto ai 20 circa forniti da un corrispettivo bovino e suino.

E conoscete un rimedio a vari tipi di infezione migliore del cavolo? Se vi interessa saperne di più e se volete provare questo doppio alimento attraverso mille sfumature, l’occasione arriverà giovedì 28 febbraio ore 20,30 da “Dodici”, la locanda del gusto ad Aversa, in via Cupa Scoppa, 34.

Baccalà e cavolfiore, per l’appunto, saranno protagonisti di “Quel cavolo di baccalà”, l’evento cult del mese di febbraio. Un’accoppiata perfetta in un esclusivo menù studiato ad hoc per l’occasione. Piatti selezionati con i migliori filetti di Gadus Morhua, il merluzzo nordico particolarmente apprezzato per la sua polpa soda, l’intenso aroma e per l’ottimo sapore.

Tutto il baccalà sarà lavorato dalle sapienti mani di Antonio Franzese, meglio conosciuto come “il magone”, artigiano da quattro generazioni e da sempre fornitore speciale della esclusiva locanda aversana. Il menù degustativo non ha precedenti. Antipasto di montanarina con baccalà mantecato, salsa di peperone arrosto e tarallo napoletano; poi, duetto di baccalà composto dal baccalà fritto ed accompagnato da un’insalata giardiniera Morgan Pascal, insieme al baccalà affumicato su crema di ceci e curcuma.

Il vino abbinato alla pietanza è: Prosecco Millesimato Extra Dry Doc “Ripe Frondose” 100% Glera delle Cantine tenute San Giorgio. Il primo piatto sarà davvero esplosivo: cannoncini farciti in salsa di frutti di mare, pietanza bagnata da Soave Classico 100% delle Cantine Suavia. Secondo piatto: ovviamente baccalà “arrecanato” su spuma di cavolfiore, gustato al meglio con un Diaccio Maremma Toscana Doc 100% Vermentino delle Cantine I Cavallini. Per finire, il dolce tipicamente di Carnevale: chiacchiere e non solo…

L’evento sarà a numero chiuso e per prenotare il tavolo bisognerà chiamare il 3342606558 oppure il 3357772999

In questo mondo di spaccature e rancori c’è sempre più bisogno d’amore e di dialogo. La squadra della pizzeria Magma continua sulla via della solidarietà e sulla volontà di fare rete con le piccole aziende.

Su questo leitmov, Ciro Di Giovanni, proprietario delle piscine Sakura di Torre del Greco e della pizzeria Magma, ha voluto dedicare una pizza ai pastori sardi messi in ginocchio da un mercato spietato e poco attento alle storie difficili o al tracollo di piccole imprese e lavori artigiani.

Dietro un fallimento lavorativo ci sono vite che vanno allo sbando e alla disperazione“, dice Ciro, che ben conosce la tragedia della perdita del lavoro in seguito al fallimento dell’albergo e piscine Sakura del quale era dipendente. Con enormi sacrifici, ha voluto rilevare la struttura della Piscina Sakura, presente a Torre del Greco dagli anni settanta, punto di riferimento importante per i torresi e molti vesuviani che qui si sono incontrati, innamorati, hanno festeggiato momenti significativi della propria esistenza. Nasce così la pizza #iostoconipastorisardi,un piccolo segno di solidarietà e rispetto verso il lavoro di queste persone, portato avanti esclusivamente dal grande amore per l’identità del proprio territorio.

La pizza è preparata con pecorino sardo, cipolle di Montoro di Nicola Barbato, pepe e basilico. In abbinamento la pizzeria Magma propone la birra artigianale Serrocroce Ambrata, azienda fortemente voluta per la bellissima storia di rinascita della famiglia di Vito Pagnotta alla quale è legata. La cipolla di Montoro è dell’azienda agricola di Nicola Barbato, uomo di terra che ha saputo rilanciare e valorizzare questa storica coltura del proprio paese che lentamente stava scomparendo. Cosa può fare una pizza? Forse poco, forse tanto, l’idea di partenza ha già in se un progetto di speranza e unisce più territori segnati pesantemente dalla crisi che i veloci cambiamenti dei mercati e della politica provocano in maniera spietata.

La pizza #iostoconipastorisardi verrà presentata ufficialmente oggi giovedì 21 febbraio alle ore 19,30 presso la pizzeria Magma in via Enrico de Nicola 28 a Torre del Greco.

INFO

www.sakuraclubpiscina.it

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Tel. 393 2635172

lavoroTorre del Greco – Il George Best è alla ricerca delle figure professionali che daranno vita al suo Staff, ossia ad una squadra giovane e motivata, che nasca dal territorio e possa crescere assieme all’intero progetto. L’aria di nuovo si mescola ai pezzi di storia, con l’apertura del nuovo locale di Torre del Greco, il quale si ispira al famoso calciatore nord-irlandese George Best.

Non si tratta solo di uno dei giocatori più forti della storia, ma di uno degli sportivi più discussi del tempo, per la sua  particolare ribellione agli schematismi morali dell’epoca e il suo modo di essere anticonformistaSalvatore Campanella, l’architetto che ha progettato il British Vintage Pub di Torre, infatti, si è ispirato proprio alla Gran Bretagna degli anni ’60 per la progettazione degli ambienti; gli anni in cui George Best ha brillato negli stadi, non senza onorare i banconi dei popolari pub inglesi.

L’arredo vintage sixties, che comprende l’autentica oggettistica di quegli anni (memorabilia), incontra, in alcuni spazi, i sobborghi delle notti di Manchester e la ruggine degli spalti dell’Old TraffordUn po’ come un salto nel vortice del tempo, senza lasciare le calde radici del Vesuvio. L’intento dei giovani imprenditori, che hanno creduto fortemente in questo progetto , è quello di formare una squadra che funzioni, fatta di giovani del territorio che hanno già lavorato in questo settore e da quelli che, invece, vogliono cimentarsi, per la prima volta. 

LE FIGURE RICERCATE SONO:

  • Addetto alla Cucina, con esperienza
  • Addetto alla Cucina, anche prima esperienza
  • Addetto alla Sala, con esperienza
  • Addetto alla Sala, anche prima esperienza
  • Bartender, con almeno un anno di esperienza

Per chi vuole candidarsi all’offerta, può mandare il suo Curriculum Vitae aggiornato al seguente indirizzo e-mail: thegeorgebest2019@gmail.com

SPECIFICANDO, NELL’OGGETTO DELLA MAIL, SE CANDIDATO ALLA SALA O ALLA CUCINA.

La storia di Gay Odin si intreccia con quella di Napoli, quando a fine ‘800 il giovane Isidoro Odin partì da Alba con un biglietto di sola andata, una valigia e un bagaglio di sogni. Il cioccolatiere piemontese trovò nella città di Napoli un centro culturale di grande importanza, al pari di Londra, Parigi e Vienna e decise di aprire qui la sua attività.

Ed è così che a Chiaia nacque la prima cioccolateria di Napoli, nel luogo di passeggio di intellettuali e artisti. Un’unione perfetta quella tra Odin e Napoli, dove ben presto tutti iniziarono a parlare delle sue ricette e delle sue specialità. Il profumo di cacao tostato si diffondeva in città e inebriava i napoletani, i prodotti nati ai piedi del Vesuvio allietavano le loro passeggiate.

Odin si innamorò di Napoli e i napoletani di lui, non si stancava mai: ogni sera, dopo la chiusura, sperimentava nuove armonie tra gli ingredienti e tempi di tostatura. In poco tempo il giovane vide il suo sogno realizzarsi: creare la prima fabbrica di cioccolato della città che dava lavoro a molte persone.

Isidoro Odin e la moglie Onorina Gay lasciarono la fabbrica negli anni Sessanta alla famiglia Castaldi-Maglietta, un cambio al vertice che non venne notato dai clienti, perché sia la scelta degli ingredienti che il metodo di lavorazione restarono gli stessi di sempre. Oggi le botteghe Gay Odin a Napoli sono nove, oltre la sede di Roma e di Milano.

Il segreto di Gay Odin consiste nelle materie prime e nella loro lavorazione, le miscele di cacao selezionate da Gay Odin provengono esclusivamente dal centro America – Venezuela ed Equador – e dall’Africa equatoriale. Ciò conferisce al cioccolato un sapore unico e diverso rispetto a quello industriale. Qui si utilizza soprattutto il cacao della varietà “Criollo”, il migliore, che rappresenta solo il 10% del raccolto mondiale di cacao ed è quindi considerato molto pregiato.

Particolare è la visita guidata alla scoperta dell’emozionante mondo del cioccolato Gay Odin. Dove si può assistere alla lavorazione del cioccolato artigianale e conoscere i segreti del maître chocolatier.

San Valentino è il giorno romantico per eccellenza, dedicato agli innamorati e a chi si vuole bene. E cosa c’è di più bello che sorprendere la propria dolce metà?

Allora vieni alla Pizzeria Magma delle Piscine Sakura di Torre del Greco, qui troverai un posto speciale. Tanta buona cucina, panorama da togliere il fiato sul golfo di Napoli e la calorosa accoglienza dello staff.

La pizzeria propone per la Festa degli Innamorati: calice di spumante per brindare con la propria metà, frittura e tagliere di salumi e formaggi. Si continua con una degustazione di pizza, un dolce alla nocciola, tutto accompagnato da vino o birra a soli 20 euro.

INFO

Quando: 14 febbraio 2019
Dove: Pizzeria Magma alle Piscine Sakura, Torre del Greco (NA)

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La frittatina, o timballetto, di pasta è un classico cibo da strada napoletano che va fortissimo perché molto goloso. Nasce come ricetta di recupero degli avanzi di pasta, di formaggio e salumi rimasti in frigo. Pulcinella diceva che lui non l’aveva mai mangiata perché a casa sua i maccheroni non avanzavano mai.

La frittatina di pasta è sempre protagonista nei menù dei fritti delle pizzerie napoletane e abbiamo chiesto la ricetta alla pizzeria Magma delle Piscine Sakura di Torre del Greco dove è particolarmente buona. Qui viene proposta anche nella versione con carne macinata al ragù, ma per ora riportiamo la ricetta classica di Napoli.

Ricetta per quattro persone:

200 gr di bucatini
parmigiano reggiano grattugiato
3 cucchiai di piselli cotti in umido con poca cipolla
200 gr di fiordilatte a cubetti
150 gr di prosciutto cotto a dadini
Besciamella preparata in casa
sale e pepe q.b.
farina di semola di grano ed acqua per la pastella
olio extravergine d’oliva o di arachidi per la frittura

Procedimento:

Lessare bene al dente i bucatini in abbondante acqua, scolarli e tagliarli grossolanamente. In un recipiente unire alla pasta la besciamella preparata in precedenza un po’ più densa, mescolare bene, l’insieme deve risultare sodo e non deve colare.

Aggiungere il parmigiano grattugiato, il fiordilatte, il prosciutto a dadini, i piselli ben scolati e del pepe macinato. Stendere il tutto su di un foglio di carta oleata lasciando al composto una altezza di 6 cm e lasciare riposare al fresco per almeno due ore. Tagliare con un tagliapasta dei dischi alti circa 6 cm e del diametro di 8-9 cm. Preparare con acqua e farina di semola dura una pastella densa nella quale passare uniformemente i dischi di pasta per poi friggerli in abbondante olio extravergine d’oliva o di arachidi.

Servire le frittatine di pasta ben calde su carta paglia.

La pizzeria Magma delle Piscine Sakura è in via Enrico De Nicola, 28 a Torre del greco (NA).

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Il gran cenone di fine anno a Napoli prevede rigorosamente la cucina di mare e la ristorazione di Torre del Greco, in particolar modo, è ritenuta un riferimento importante per i piatti di pesce. La fiorente attività di pesca nel porto ha dato vita a pescherie specializzate ed a una ristorazione di altissima qualità. I torresi sono ritenuti grandi esperti di pesce e soprattutto di frutti di mare.

Un classico del Cenone di Fine Anno sono i paccheri con i frutti di mare. Abbiamo chiesto la ricetta al ristorante pizzeria Magma delle Piscine Sakura a Torre del Greco dove il patron Ciro Di Giovanni preferisce i mezzi paccheri per questa pietanza che definisce vincente. E dopo la ricetta e i segreti della pizza di scarole ci regala i suoi consigli su questo piatto che mette sempre tutti d’accordo a tavola. E’ molto semplice, ma vanno seguiti con attenzione tutti i passaggi.

Ingredienti per 4 persone:
320 gr di mezzi paccheri
24 vongole veraci
24 cozze
12 pomodorini rossi del piennolo del Vesuvio
Olio extravergine di oliva qb
Prezzemolo tritato
Procedimento:
Lavare bene i frutti di mare, porli in una padella grande e cuocerli a fuoco moderato con coperchio fino a che si saranno aperti. Sgusciarli, lasciando da parte 3- 4 pezzi con guscio per decorare i piatti. Recuperare l’acqua di
cottura dei frutti di mare, filtrarla in un colino a maglia stretta e conservarla in una ciotolina. Soffriggere delicatamente le vongole e le cozze in una padella grande per 4 minuti con olio extravergine di oliva
(circa 4 cucchiai a testa), uno spicchio d’aglio intero e schiacciato, e i pomodorini del Vesuvio tagliati a metà.
Eliminare l’aglio. Cuocere la pasta in abbondante acqua e scolarla a metà cottura. Conservare una parte dell’acqua utilizzata e versarla insieme all’acqua dei frutti di mare nella padella con le cozze e le vongole. Ultimare qui la cottura della pasta a fuoco moderato, girando ogni tanto con un cucchiaio di legno e se dovesse asciugarsi troppo, aggiungere poca acqua della cottura della pasta. Impiattare decorando il piatto con i frutti di mare completi del guscio e con del prezzemolo tritato al momento finemente.

Il ristorante pizzeria Magma è in via Enrico De Nicola, 28 a Torre del Greco (NA).

La tavola delle famiglie napoletane a Natale si riempie, tra candele e addobbi luccicanti, di prodotti tipici e di una infinità di dolci ma su tutti, spiccano pandoro e panettone.

Il Panettone è senza alcun dubbio il dolce per eccellenza della tradizione natalizia, ma quanti di voi conoscono la sua storia?

Attorno alle sue origini, ruotano ben tre leggende.

La prima racconta della storia d’amore tra Ughetto, falconiere del Duca Ludovico Maria Sforza, e Adalgisa, la figlia del fornaio. Per risollevare le sorti economiche della famiglia di Adalgisa, Ughetto inventò il panettoncino con l’uvetta: la ricetta iniziò a diffondersi e l’enorme successo permise ai due innamorati di coronare il loro sogno d’amore.

Per la seconda leggenda, invece, sarebbe stata una monaca ad inventare il panettone. Una sera, dopo aver preparato l’impasto della focaccia, con un coltelletto incise su di essa una forma di croce. La mise a cuocere e come per magia essa si gonfiò: proprio lì dove aveva inciso la croce, si formò una cupola.

La terza leggenda, forse la più accreditata, racconta della notte di Natale alla corte di Ludovico Sforza, dove il cuoco Toni per rimediare ad un “errore” dei cucinieri di corte avrebbe realizzato un dolce dagli avanzi di quello bruciato, aggiungendovi uvetta e cedro candito. Così avrebbero chiamato il nuovo dolce “Pan de Toni“, da cui il nome moderno “Panettone”.

Ed è nella prima fabbrica di cioccolato di Napoli, Gay Odin, che nasce il dolce natalizio più gustoso, una vera e propria specialità da provare: il panettone ricoperto di cioccolato foresta, realizzato secondo la segreta ricetta di Isodoro Odin.

Qui il cioccolato foresta fa da mantello goloso al soffice Panettone, una finitura unica che rende ancora più speciale l’impasto artigianale. Oltre al Panettone foresta a latte e fondente, Gay Odin offre un’ampia scelta di gusti: da quello ricoperto con gocce di cioccolato foresta a quello rivestito da glasse fondenti.

Prodotti ideati per soddisfare il palato di tutti, per condividere insieme ai propri cari la tradizione e la magia del Natale.

Si Respira il Natale tra le strade di Napoli! Come si fa a non lasciarsi incantare dalle decorazioni, dalle luci e dagli alberi che accendono ogni angolo della città?

Il Natale a Napoli è sinonimo di emozione, di condivisione ma soprattutto di tradizione. La tombola in famiglia, i racconti davanti al camino, la dolcezza degli struffoli…Ultimo ma non ultimo, il presepe, vero culto nelle case dei napoletani. Le tavole sono imbandite con tutte le prelibatezze culinarie, seguite dai dolci tipici della tradizione napoletana, tra cui la cioccolata di Gay Odin.

Esiste un napoletano che non abbia ricordi del proprio Natale, legati alla prima storica cioccolateria della sua città?

Una lunga storia d’amore quella tra Gay Odin e Napoli, che ebbe inizio a fine Ottocento, quando il giovane Isidoro Odin partì da Alba con poche monete in tasca e la valigia piena di sogni e speranze. La bellezza della tradizione partenopea affascinarono Isidoro così tanto al punto da decidere che fosse Napoli la città giusta per coronare il suo sogno: da lì a breve l’apertura della prima bottega in via Chiaia.

La creazione di nuove ricette, le combinazioni di sapori, sedussero sin da subito il popolo partenopeo, estasiato dal profumo di cioccolato tostato, che si espandeva in ogni vicolo della città. La clientela cresceva giorno dopo giorno: tutti volevano provare la magia del cioccolato prodotto ai piedi del Vesuvio.

Un’unione perfetta quella tra Gay Odin e Napoli, ancora di più a Natale, quando la città si anima di luci e profumi. Come ogni anno, la fabbrica di cioccolato allieta le feste natalizie con delle specialità artigianali, realizzate esclusivamente dalla selezione di materie prime 100% naturali.

Tante sono infatti le creazioni da regalare ai propri cari: dai cesti natalizi ai tradizionali e soffici panettoni ricoperti di cioccolato, dai cioccolatini nudi con confezioni che ritraggono Napoli al cioccolato in sfoglia “Foresta Nera”. Piccoli ma gustosi pensieri per addolcire una festa indissolubilmente legata alle radici partenopee, le stesse del cioccolato artigianale Gay Odin.

Gustare un’ottima pizza con la cornice unica del Vesuvio affacciati sul golfo più bello del mondo. E’ possibile farlo alla Pizzeria Magma delle Piscine Sakura a Torre del Greco.

La pizzeria ha una sala panoramica con vista sul Vesuvio e su Capri, che delizia le sere d’estate col suo paesaggio unico e riscalda i cuori d’inverno. Il locale ha infatti una sala chiusa con pareti a vetro che permette di ammirare lo scenario ma anche di restare al caldo.

Magma nasce con l’intento di omaggiare il Vesuvio, una riconoscenza verso questo territorio di rara bellezza che ci ha dato i natali. Un atto di riverenza verso i prodotti della terra che con la natura vulcanica del suolo acquistano un sapore straordinario, un matrimonio di sapori e di eccellenze: pizza, arte napoletana riconosciuta dall’Unesco e agricoltura vesuviana. Qui non manca l’accoglienza e la convivialità che sono gli ingredienti più importanti della pizzeria Magma.

La volontà di Ciro, il proprietario, è quella di sostenere fortemente l’agricoltura alle pendici del Vesuvio e della Campania in generale, promuovendo alcune micro aziende custodi delle varietà orticole e frutticole storiche della nostra regione.

Ed è così che tra gli ingredienti troviamo il pomodoro San Marzano , nell’ecotipo originale di questa varietà; verdure e ortaggi che non si trovano facilmente sui banchi del supermercato, come la papaccella napoletana, la zucca lunga, il piennolo rosso o giallo, la zucchina San Pasquale e la torzella vesuviana.

‘A Russulella

Mangiare una pizza da Magma significa gustare una pizza di qualità che fonde la tradizione napoletana con l’innovazione. La pizzeria offre un’ampia scelta di tipi: da quelle classiche a quelle speciali, in base alla stagionalità della terra. La pizza “Magma” è la guest star con San Marzano, nduja calabrese e fiordilatte di Agerola, un’esplosione di gusto. Poi c’è la pizza “Vulijo”, in napoletano “desiderio, acquolina”, dai tipici sapori autunnali fatta con zucca, patata viola, fiordilatte e pecorino di grotta. “‘A Russulella”, che è la più richiesta dai clienti, è una pizza fritta con cavolo rosso, ricotta di bufala e pancetta artigianale di mora romagnola. Ovviamente la Margherita rimane sempre la regina della pizzeria Magma, con pomodoro San Marzano e ottimo olio extravergine di oliva. Inoltre ci sono fritti eccellenti e la pizza “San Giuseppe”, ispirata alla tradizionale Zeppola di San Giuseppe, fritta con la crema pasticcera e l’amarena.

Pizza San Giuseppe e i fritti di Magma

Per quanto riguarda le bevande, ci sono pochi vini ma selezionati con lo stesso principio, nascono tutti nel nostro territorio: c’è il Lacryma Christi del Vesuvio, la Falanghina, il Piedirosso dei Campi Flegrei e quello di Gragnano. Le birre sono rigorosamente artigianali dell’azienda Serrocroce di Vito Pagnotta, una tenuta dell’alta Irpinia che coltiva grano per realizzare le sue birre.

La pizzeria Magma è aperta tutto l’anno, anche la domenica per il pranzo con lo chef ed chiusa tutta la giornata di lunedì e il martedì a pranzo. Qui è possibile inoltre realizzare degli eventi unici ed è anche lounge bar per aperitivi esclusivi ed incontri di lavoro. Si può gustare il particolare cocktail “Red Sunset Sakura”, realizzato con il pomodoro San Marzano DOP, vodka e limone.

Inoltre per gli appassionati di vino e per chiunque volesse saperne di più, la pizzeria Magma ospita il Corso di Avvicinamento al vino con i Sommelier dell’Associazione Italiana Sommelier. Parte il 29 novembre alle ore 19.30 e prevede cinque lezioni più la visita in una cantina della Campania (per info e prenotazioni 340 1815881).

Pizzeria Magma Piscine Sakura

Via E. De Nicola, 28 Torre del Greco (NA)
Mail: digiovanniciro@gmail.com
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Aperti tutto l’anno, chiusi tutta la giornata di lunedì e il martedì a pranzo

Ciro e il pizzaiolo Claudio

Una nuova delizia è arrivata in città per combattere questo caldo infernale: la sfogliatella fredda. A dar vita a questo nuovo tipo di dolce è Vincenzo Ferrieri, patron di SfogliateLab. Questa nuova sfogliatella ha l’obiettivo di contrastare il caldo africano giunto a Napoli.

Si tratta di una sfogliatella scomposta, con i classici ingredienti napoletani, dotata di una forma ed una consistenza diverse. Agli occhi si presenta come una torta tonda. Sarà fatta sia in formato monoporzione che in formato classico.

La sfogliatella fredda è così composta:

la base di Pan di Spagna è ricoperta da uno strato di ricotta aromatizzato agli agrumi; seguono uno strato di sfogliata sbriciolata, un altro strato di ricotta, i canditi e un secondo strato.

La sfogliatella è nata intorno al 1600 nel monastero di Santa Rosa (tra Furore e Conca dei Marini). “Ricalcare la tradizione culinaria della sfogliatella e, attraverso la sua rivisitazione, catalizzare l’attenzione dei più giovani sui prodotti tipici della gastronomia campana e dissuaderli, dunque, dal consumo di junk food” queste sono le dichiarazioni di Vincenzo Ferrieri a Ansa.

la scimmiettaIl maestro del gelato Biagio Giglio, fondatore della nota gelateria “La Scimmietta” di Afragola è venuto a mancare. Con lui  va via un pezzo importante della storia di Napoli e dell’arte del gelato. “La Scimmietta” marchio fondato nel 1974 è una vera e propria eccellenza campana, infatti nel 2017 è stata nominata “Miglior gelateria d’Italia“.

Era il 1950 quando Biagio iniziò per passione la sua attività. Una persone semplice, dedite alla famiglia e al lavoro, ma con in testa un sogno, un grande sogno. Fino al 1962, vendeva con grande entusiasmo gelati con i carretti in giro per le strade, ma, in quell’anno, decise di aprire un bar trasformato, poi, in una vera gelateria, suo sogno da sempre. Era il 1974 e da una simpatica scimmietta porta fortuna ricevuta in dono nasceva la firma di un autentico artigiano del gelato: LA SCIMMIETTA.

Dal 14 febbraio 1986 a continuare la tradizione del gelato è suo figlio Antonio. Una tradizione portata avanti nel rispetto dell’artigianalità e della qualità dei prodotti, con l’obiettivo antico e sempre nuovo di regalare emozioni attraverso il piacere di un buon gelato.

Sono 72 i diversi gusti di gelato artigianale proposti dalla nota gelateria. Dai classici gusti alla frutta come limone, fragola, ananas, melone, cocco alle creme più richieste come nocciola, cioccolato, caffè, stracciatella, ai nostri gusti tipici della tradizione partenopea come sfogliatella, rococò, babà, delizia al limone, pastiera, strega di Benevento. Oggi il brand vanta tre sedi, quella di Afragola, quella di Marcianise e quella di Caserta.

Nasce a Napoli, precisamente nei laboratori della pasticceria SfogliateLab, nota per le sue sfogliatelle, un nuovo dolce che sicuramente accontenterà tutti i palati, grazie alla sua semplicità e alle tante varietà di gusti: la “Pupetta”. Questa volta Vincenzo Ferrieri, patron della storica pasticceria di piazza Garibaldi, ha ideato un dolce dedicato a tutte le donne.

Il termine “pupetta”, che significa “bambola”, è frequente come epiteto vezzeggiativo riferito a una bambina, oppure come appellativo o vocativo affettuoso o scherzoso riferito a una giovane e bella donna.

Questa nuova deliziosa creazione è composta da una base di Pan di Spagna farcita con una mousse composta da latte, ricotta e panna, e poi rifinita con l’ingrediente corrispondente al gusto specifico.

Ogni variante, come spiega Ferrieri, corrisponde a una determinata tipologia di donna italiana, in particolare:

– Cioccolato: per la donna determinata;
– Pistacchio: per la donna golosa;
– Nocciola: per la donna “in forma”;
– Fior di latte: per la mamma;
– Caffè: per la donna in carriera;
– Zuppa inglese: per la donna tuttofare.

La “Pupetta” è un dolcetto monoporzione (il suo peso ammonta a 80/100 grammi) che si serve semifreddo, dunque ideale da gustare durante il periodo primaverile ed estivo.


Non poteva mancare una puntata interamente dedicata all’arte pasticcera napoletana nel programma televisivo “Cake Star”, alla ricerca della migliore pasticceria delle varie città italiane. Ebbene, la trasmissione in onda su Real Time il venerdì sera nella puntata di ieri (l’ottava) ha incoronato Poppella come stella del firmamento partenopeo di questa golosissima arte. La pasticceria, nota soprattutto per il suo “fiocco di neve”,ha così battuto i rivali Napolitano e Carbone, in una sfida a colpi di frusta, dolcezza e manualità.

A premiare la pasticceria Poppella, nella puntata andata in onda ieri sera, i conduttori Katia Follesa e Damiano Carrara, mastro pasticcere di grande successo soprattutto negli Sati Uniti. I due, assieme agli stessi sfidanti, hanno espresso i propri giudizi – con votazione da 0 a 5 – in merito a tre elementi in particolare: location, varietà dei dolci, pezzo forte.

Per chi si fosse perso l’avvincente sfida tra le tre pasticcerie napoletane, nessun dramma: su Dplay sarà possibile rivedere, quando e dove si preferisce, tutte le puntate di Cake Star, a patto ovviamente che si abbia una connessione ad internet. In particolare, per rivedere la puntata di ieri sera basterà cliccare sul seguente LINK.

Nella società contemporanea che trasforma il concetto di cibo da mero bene di sussistenza a vero e proprio oggetto feticcio e di culto, abbiamo conosciuto Claudio.

Per chi ancora non lo conoscesse, nella generazione dei paninari 2.0 e dei blogger di cibo, Claudio Fiore è un ragazzone grande e grosso che ha realizzato un piccolo sogno.

Se vi trovate dalle parti di San Giorgio a Cremano, più precisamente in piazza Troisi ha appena inaugurato un piccolo posto nel pieno stile dei take away di tendenza e tradizione, si chiama omonimamente come il suo proprietario ”Mr.Claudio”.

Saprà accogliervi dietro ad un bancone tra sorrisi, hot dog ma anche sofisticati piatti come bistecche, calici di vino e panini veramente “heavy”.

Ma cosa si nasconde dietro la lunga storia di un ragazzone apparentemente così giovane?

Seguivo i professori del mio istituto alberghiero come spugne per apprendere l’abc”, tra banchetti, cerimonie, eventi e diciamo che quel concetto di alternanza scuola/ lavoro non proprio equo nei confronti di questi giovanissimi aspiranti cuochi, “era una vera e propria corsa al diploma, ma non soltanto per ottenere un vero stipendio che si potesse definire tale, ma per l’agognata possibilità di evolversi professionalmente e migliorarsi, ho girato mezza Italia, dalle falde del Vesuvio, a Caserta, Isola D’Elba, ma anche Milano, Torino, Capri fino a lavorare nella villa privata dell’ex presidente di Confindustria”.

Sono stati anni faticosi e di conoscenza, “il nostro supervisore e consulente alberghiero-ristorativo si occupava della gestione del settore gastronomico della penisola sorrentina e della costiera amalfitana-, colui che nel 1974 inventò gli scialatielli”.

Grazie a lui la possibilità di lavorare in posti come “Bellevue Syrene”, “Hotel Vittoria Palace” etc, “ha 19 anni mi ritrovai capopartita antipasti di una futura stella Michelin”.

I ritmi erano serratissimi, si lavorava anche 16 ore al giorno e la notte si pensava già al giorno dopo, ma la soddisfazione, quando poi a 22 anni mi ritrovai capopartita prima lavorando a Courmayeur, fu un grande traguardo”.

Successivamente ebbi anche modo di avere un incarico di ruolo nell’istituto alberghiero a Monfalcone ma non la fortuna di avere l’abilitazione per insegnare”.

Poi ad un certo punto il black out, “mi accorsi di aver rinunciato alla mia adolescenza e che la situazione all’interno in certi ristoranti, anche quelli stellati e rinomati non è come ci si presenta all’esterno”, “fui addirittura rifiutato da note catene di take away e fast food perchè in virtù del mio curriculum non avrebbero potuto pagarmi adeguatamente”.

Arrivò la momentanea rinuncia alla cucina, dedicandosi a tutt’altro, lavori saltuari, “divenni investigatore privato. Correvo dietro amanti, falsi invalidi, o casi di spionaggio industriale. Sino a che la mia mente ed il mio cuore non tornarono ad unirsi”.

Grazie ad un socio ritornai a fare cucina con un franchising di fast food ma troppo poco cuocere hamburger rispetto alla mia idea di cucina, così dopo anni di sacrificio e sudore ecco un posto veramente mio, e non perchè porta solo il mio nome” , “la mia idea di un luogo suffuso, tranquillo, accogliente, dove davanti ritrovarti questo gigante che ti porta del buon cibo, un menù vario che va dai panini a un Entrecote a cottura perfetta”.

La mia personale missione è quella in primis di dare dignità a questo lavoro e anche di far degustare il meglio possibile al mio cliente a misura di tasca, ad esempio anche un semplice locena di maiale per intenderci, cotta ai ferri, la taglio alla julienne e continua la cottura con rosmarino, salvia e burro, in un semplice panino vi sembrare un po’ di stare al “Maitre Hotel”.

Oltre al cuore e al coraggio esiste il mio slogan ovvero la legge delle 3C, capacità, competenza e conoscenze, mi reputo un cuoco e non un cuciniere, la cucina deve essere passione e non avere solo e soltanto scopi economici”.

Questa è un po’ la storia di Claudio, di una quelle mirabolanti avventure che si nascondono dietro le cucine e di piccoli grandi sogni che si realizzano, ecco perchè se vi trovate dalle parti di San Giorgio non potete non chiedere di Mr Claudio.

Apre nel cuore del Vomero: Gustaria, il miglior modo per gustare l’aria di Napoli attraverso i piatti della tradizione con un pizzico di innovazione. A due passi dalla Basilica minore pontificia di San Gennaro ad Antignano, un take away tutto napoletano nato dall’idea di Andrea De Martino, un giovane partenopeo con la voglia di proporre piatti con ingredienti rigorosamente di qualità italiana e soprattutto eccellenze campane dop.

Gustaria aprirà i battenti Sabato 10 marzo 2018. Dalle ore 12.00, per tutti coloro che vorranno recarsi presso il punto vendita, potranno incontrare il titolare, che assieme al suo staff offrirà un ottimo aperipasta accompagnato da uno spritz.

Il servizio è quello più classico dell’autosomministrazione ed il coperto è gratuito. Già dal giorno dell’inaugurazione il locale sarà aperto alla vendita dei prodotti. Chi vorrà infatti potrà acquistare le proposte presenti nel menù, e gustarle restando a pranzo nella comoda sala da 25 posti o portarli via nel praticissimo packaging completamente ecosostenibile, per una maggiore attenzione e rispetto dell’ambiente.

Un menù variegato con moltissime proposte per tutti i palati: pasta fresca cucinata al momento da uno chef (4 ricette settimanali che cambiano ogni settimana), 3 differenti specialità di pasta al forno, 5 tipi di zingare, il classico panino ischitano, 3 tipi polpette e 3 tipi frittatine di pasta. Anche la carta dei vini non è da meno con ben 10 vini rossi e 10 vini bianchi proposti.

 

Gustaria – Italian Fresh Food
Via San Gennaro al Vomero,
4 – 80129 NA
Pagina Facebook 

Ha solo un anno di vita, non piange, non beve dal biberon e se partecipi al suo 1° compleanno ti farà anche un regalo. Vuoi sapere chi è?

Venerdì 23 febbraio 2018 festa grande a Torre del Greco per il 1° compleanno del Red Hot Tower Pub di Corso Garibaldi. Carlo Esposito e Raffaele Perna, titolari del pub, intervistati da Vesuviolive.it, hanno detto di voler fare le cose in grande.

“In questo primo anno di attività il nostro pub ci ha regalato tante soddisfazioni. Abbiamo voluto rianimare la zona porto e ci siamo riusciti – raccontano i titolari – abbiamo voluto fortemente investire in questa zona e le persone hanno risposto in maniera positiva. Per questo vogliamo ringraziarli organizzando una festa,  omaggiando chi verrà a cenare la sera del compleanno con la bevanda tipica di un pub”.

Per l’evento infatti Esposito e Perna hanno scelto di offrire a chi cenerà al noto locale di Torre del Greco il 23 febbraio prossimo, una pinta di birra gratis. L’offerta per festeggiare il compleanno non finisce qui. Sabato 24 e domenica 25 sempre al Red Hot Tower Pub, verrà applicato uno del 10% per tutti coloro che sceglieranno di cenare presso il locale di Corso Garibaldi.

Cosa aspetti!  Prenota il tuo tavolo e festeggia un compleanno speciale, quello del Red Hot Tower Pub.

Indirizzo: Red Hot Tower Pub, corso Garibaldi 33, Torre del Greco (Napoli)
Orario: 20.30
Per prenotazioni: 0818496854
Red Hot Tower Pub è anche su Facebook e su Instagram

Napoli – Inaugura sabato 2 dicembre 2017 nel cuore della città partenopea ‘A Taverna D’ ‘o Cuzzetiello, pronta a diventare meta di tutti gli amanti di una delle prelibatezze della nota gastronomia napoletana: il Cuzzetiello.

I sapori della tradizione nostrana, quelli della genovese, delle salsicce con i friarielli, delle polpette al ragù e tanto altro ancora, sposano il più classico dei prodotti della panificazione: il pane cafone. Tanti i vini proposti per accompagnare i Cuzzetielli. L’inaugurazione è prevista per le ore 19:30 presso appunto ‘A Taverna D’ ‘o Cuzzetiello, il nuovo locale sito in via Santa Chiara 5, nel cuore del centro storico di Napoli.

Una location accogliente che si sviluppa su due livelli. Al piano terra tutta la parte adibita alla preparazione e vendita dei prodotti di gastronomia, mentre una scala arricchita da foto di illustri personaggi napoletani conduce il cliente al primo piano, dove trova spazio una saletta per accogliere ospiti che vogliono fermarsi per gustare le prelibatezze che si trovano nel ricco menù. Sempre al primo piano trovano spazio i servizi.

Per i tanti ospiti è previsto un buffet con prodotti tipici della rosticceria tradizionale e non poteva mancare il famosissimo Cuzzetiello, che per l’occasione è stato realizzato in versione mini. Ricordiamo l’appuntamento quindi, è per sabato 2 dicembre 2017 alle ore 19:30 in via Santa Chiara 5 80134 Napoli.

Facebook: ‘A Taverna d”o cuzzitiello

 

Napoli – Apre questa sera ad Agnano la nuova trattoria-pizzeria “Comm cucin a nonn”, a via Agnano Astroni 228.

Si tratta di un locale nuovo dedicato alla cucina di una volta, quella delle nostre nonne, sana e genuina, fatta di prodotti poveri ma buoni. L’idea è del maestro pizzaiolo e campione del mondo di Pizza Napoletana Rosario Gallo. Dalla Sicilia, è tornato nella sua città per offrire ai napoletani la sua esperienza e rilanciare la vera cucina tradizionale partenopea

Il locale aprirà stasera, dalle ore 20:30. Per l’occasione ci sarà una degustazione di pizza e assaggi delle cucina di Luisa.

Kikana

Kikana

A tavola si scoprono sempre sapori nuovi e si stringono legami sia col cibo che con i commensali. Kikana nasce con lo scopo di abbattere le barriere culturali che a volte ostacolano il confronto e la scoperta di un qualcosa a noi sconosciuto. Questo nuovo ristobar è gestito da rifugiati e richiedenti asilo di età compresa tra i 19 e i 32 anni. Il locale si trova in via del Parco Margherita a Napoli.

Falafel, polpettine vegane speziate con crema di ceci e tahina, il ricercato tabbuleh, un antico piatto libanese, vegetariano, con cous cous e tanto altro sono le pietanze preparate dallo chef Bouyagui. Kikana nella lingua del Mali vuol dire “vieni qua”, un vero e proprio invito. Il ristobar nasce dall’esperienza di “Tobilì”, la cooperativa di catering composta da rifugiati e richiedenti asilo. Tra i vari servizi offerti ci sono quelli di: catering multietnico e corsi di cucina. Una marea di entusiasmo si diffonde per tutto il locale.

Kikana è gestito dall’associazione Narghilè e a compiacersi di questo percorso compiuto da questi ragazzi c’è anche Daniela Fiore, responsabile Area Integrazione e Lavoro di Less Impresa Sociale Onlus, la quale ha affermato a La Repubblica che: “Abbiamo sempre creduto che nelle fasi di cambiamento si debba puntare con forza all’integrazione, cultura e innovazione sociale. Ognuno di noi insegue i propri sogni, i più fortunati possono provare a realizzarli nel luogo dove sono nati, altri, invece, sono costretti ad affrontare lunghi viaggi.”

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