Ristorante Bar “da Ciccio”, la modernità che sfida il degrado

da ciccio

Ci sono alcuni quartieri e alcune strade, nella città di Torre del Greco, in cui sembra che il tempo si sia fermato a quaranta anni fa. Per quanto caratteristico, la chiusura di tali posti, li porta inevitabilmente a diventare zone degradate e difficilmente apprezzabili. Corso Garibaldi, detto “giù a mare” dai torresi, è sicuramente una di queste zone.

Eppure i fratelli Carmine e Luigi Buonocore hanno scelto di investire in corso Garibaldi e fare uscire la zona dal degrado grazie al loro modernissimo Ristorante Bar “da Ciccio”.

Ristorante Bar da Ciccio

Il bar, nato nel 1978 col nome di bar Napoli, è stato completamente trasformato e modernizzato, dai due fratelli, nei mesi scorsi.

Mentre, prima, era uno dei tanti locali in zona in cui prendere un caffè al volo e andar via, adesso è un luogo accogliente, ricco di luci e con le vetrine del bancone cariche di prelibatezze. Un luogo ideale in cui fermarsi a sorseggiare una cioccolata calda o del tè con i biscotti.

Il locale, inoltre, offre anche un un ottimo servizio di ristorazione con piatti della casa e una vastissima gamma di vini per accompagnarli.

da ciccio

L’impresa del “da Ciccio” ha, sin da subito, riscosso i suoi frutti: i tavolini sono sempre pieni di clienti e le recensioni degli utenti non fanno altro che valorizzarlo.

Ci vuole coraggio a investire in una parte di città economicamente “morta”, ma, spesso, questo coraggio non solo si rivela la scelta migliore per chi investe, ma aiuta anche la zona stessa a uscire dal degrado. Forse gli avventori del “da Ciccio”, uscendo dal locale, alzeranno gli occhi sui bellissimi palazzi antichi che li sovrastano, sentiranno il mare parlare da quegli androni labirintici e come l”odore salmastro sia più amabile di quello del caffè.

Ristorante Bar da Ciccio

Col tempo, quel posto tanto degradato, potrebbe ridiventare la perla che era, prima che incuria e stupidità lo devastassero. Ci vuole solo un po’ di coraggio.

Ristorante Bar da Ciccio

 

Fotografie di Chiara Torrese per Vesuviolive.it

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