Lega, Mastroianni: “S. Maria nel baratro col PD, vogliono far rivivere i guasti del passato”

Salvatore Mastroianni

Dentro il Partito Democratico, fuori la Lega. I nuovi assetti politici a Santa Maria Capua Vetere in vista delle elezioni amministrative sono in via di definizione. L’ultima mossa del sindaco Mirra trova l’ufficialità nel corso del recente consiglio comunale con il voto favorevole al bilancio di previsione dei dem. Il partito di Peppe Stellato dopo 5 anni passati tra gli scranni dell’opposizione è pronto a condurre la campagna elettorale al fianco del primo cittadino.

Una scelta che di fatto sancisce il divorzio con uno degli uomini più esperti in seno all’assise comunale, Salvatore Mastroianni nominato coordinatore provinciale dei salviniani nel 2018: «Nel 2016 la città veniva fuori da una amministrazione andata a casa, comunità abbandonata a sé stessa, verde pubblico da dramma. E c’erano altre situazioni critiche. Era necessario ripartire almeno sulle cose essenziali. Questa compagine – spiega Salvatore Mastroianni – nacque non per caso ma per cercare di tirare  la città fuori dal baratro dopo 20 anni di governo targato PD»,

Mai col PD“, ha tuonato nell’intervento durante il consiglio comunale dove ha mostrato ai presenti un vecchio manifesto dei democratici dove si chiedevano le immediate dimissioni del sindaco Mirra: «Nel 2016 abbiamo seguito l’impostazione della compagine civica per relegare il PD all’opposizione. E ci siamo riusciti. Gli elettori adesso decideranno se riportarli a governare la città. Noi rimaniamo fedeli a quell’impegno e alternativi a loro. Non abbiamo nulla a che vedere col PD. Quella che si vuole mettere su è una compagine che fa strettamente riferimento al Partito Democratico. Chi fa cenno a questa filiera regionale, voglio ricordare che nel 2016 quando vincemmo c’era lo stesso governatore e la medesima squadra. Ieri non c’era bisogno della filiera e oggi sì? E non andassero a raccontare la favola che i finanziamenti vanno secondo il colore politico, si vuole ammantare di politico per un ritorno al passato per la città di Santa Maria Capua Vetere. Per come si stanno mettendo – sottolinea Mastroianni-  le cose sarebbe un salto nel passato di 20 anni e farebbero rivivere i guasti che poi portarono alla situazione che si era creata precedentemente al 2016».

Guasti del passato in parte riparati, in parte rimasti in sospeso dopo 5 anni di sindacatura che hanno visto Mastroianni tra gli attori più esperti della classe politica sammaritana: «Dopo 5 anni è chiaro che nella vita si può sempre fare di più, alcuni aspetti potevano essere velocizzati. Uno su tutti, la questione delle strade e del manto stradale della città. Fu uno delle criticità affrontate i primi giorni di consiliatura. Rastrellate le somme da mettere a bilancio, l’Assessore Leone annunciò questo grande rifacimento. E’ passato molto tempo, ora stiamo iniziando a vedere qualcosa. E’ vero la macchina amministrativa ha dei tempi burocratici lentissimi, il Covid ha inciso, però l’ho detto anche in consiglio che su questo tema una risposta più celere la potevamo dare. C’era bisogno di avere un passo diverso e non di arrivare così lunghi. Altri interventi magari si potevamo fare in maniera più incisiva».

Sulle future alleanze sarà giugno il mese decisivo per definire il quadro complessivo. A destra, fronte più vicino alla Lega di Mastroianni, esiste forte la presenza di Gabriella Santillo di Fratelli d’Italia, ma il consigliere non esclude alcuna soluzione ed apre al mondo civico purché in contrapposizione al PD: «Con gli altri amici, abbiamo contatti quotidiani, ci aggiorniamo e fa parte della naturale vita politica di ogni città. Che ci siano colloqui e continui contatti con gli altri esponenti per mettere in piazza una alternativa a quella targata PD. Adesso vediamo nelle prossime settimane cosa verrà fuori. Bisogna poi verificare sul campo le convergenze sul merito dei programmi. Le visioni comuni si fanno sui temi – ribadisce Mastroianni -, sugli argomenti, sulle cose da fare. Adesso che inizieremo a parlare di questo, vediamo dove si creano le sinergie»

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