Giro di boa: Napoli campione d’inverno, ma ai punti Benitez batte Sarri

Sarri

Rafa Benitez e Maurizio Sarri, ad accomunarli la panchina del Calcio Napoli, a dividerli tutto il resto. Non poteva scegliere due tecnici più diversi Aurelio De Laurentiis per provare a portare il tanto agognato terzo Scudetto all’ombra del Vesuvio. Non ci è riuscito, in due anni, lo spagnolo, anche se in valigia portava con sé uno smoking sempre inappuntabile e ben 10 trofei di spessore europeo e mondiale; ce la sta mettendo tutta il toscano, il cui unico bagaglio – atterrato a Capodichino – era quello dell’esperienza maturata sui campi di periferia delle categorie inferiori, dove basta una tuta per sentirsi allenatori.

Vuoi mettere con lo screening internazionale dell’uomo che strappò la Champions League dalle mani di Ancellotti e capitan Maldini? Quella sera, il 25 maggio 2005, mentre don Rafè col suo Liverpool rimontava tre gol al Milan ed entrava nella leggenda del calcio che conta, mister Sarri forse stava fumando una delle sue inseparabili sigarette davanti alla tv. Eppure, undici anni dopo è proprio Benitez silurato dal Real Madrid a dover guardare ed ammirare l’ex allenatore di Sansovino e Sangiovannese (mica Valencia e Chelsea) attraverso uno schermo, mentre Sarri guida il Napoli al titolo di campione d’inverno: erano 26 anni che non accadeva una cosa del genere.

Già, perché nemmeno l’allenatore più vincente che abbiano mai avuto i partenopei (trofei alla mano) era riuscito in un’impresa simile. Benitez, infatti, sia nella stagione 2013/14 che in quella successiva aveva concluso il girone d’andata al terzo posto, mentre Sarri al primo anno sulla panchina azzurra (il suo secondo in Serie A), dopo il consueto giro di boa, può già guardare tutti dall’alto verso il basso. Ma il tecnico di origini napoletane per mestiere prima lavorava in banca e di certo sa che forse è ancora troppo presto per cominciare a fare i conti.

Un primo confronto, tuttavia, tra lo score degli ultimi due allenatori del Napoli al giro di boa può invece risultare molto interessante. Se consideriamo il primo anno di Benitez sulla panchina azzurra, infatti, bisogna ammettere che il confronto con Sarri non è tutt’altro che impietoso. Basti pensare, ad esempio, che quest’anno la squadra di patron De Laurentiis ha centrato 12 vittorie, mentre nel 2013/14 nelle prime 19 giornate ne ottenne addirittura 13. Non solo, perché anche i punti conquistati dal primo Benitez nel girone d’andata furono di più di quelli dell’attuale Napoli: 42 contro 41. Così come gli stessi gol fatti all’epoca furono 41, mentre con le 5 sberle rifilate al Frosinone la banda di Sarri si è “fermata” a quota 38. Forse il vero grande problema di quel Napoli fu soltanto lo strepitoso girone d’andata della Juventus (e della Roma), che si laureò campione d’inverno con ben 52 punti.

Anno ALLENATORE PARTITE PUNTI V P S GF GS DIFF. RETI POS
2013/2014 Benitez 19 42 13 3 3 41 20 +21
2014/2015 Benitez 19 33 9 6 4 34 24 +10
2015/2016 Sarri 19 41 12 5 2 38 15 +23

Ben altri problemi ha avuto il tecnico spagnolo, invece, al suo secondo anno, quando i punti al termine delle prime 19 partite furono 33, con sole 9 vittorie all’attivo, più una caterva di gol presi e ben 7 reti in meno siglate rispetto all’anno precedente. Insomma, il preambolo al deludente quinto posto di fine campionato.

Una delusione che Maurizio Sarri, nonostante lo scetticismo iniziale, quest’anno sta trasformando sempre di più in convinzione. Certo, l’attuale primo posto, i 41 punti ottenuti, le 12 vittorie realizzate, l’avere il miglior attacco del campionato ed il miglior bomber d’Europa in tal senso stanno dando una grossa mano. Eppure c’è un fattore che nessun numero potrà mai far venire a galla e che probabilmente è il vero punto di forza dell’ex Empoli rispetto a Benitez. Al di là del gioco (che lo stesso ex Inter pure aveva dato alla squadra) e della tattica (quella proprio no), ciò che il Napoli 2015/2016 sta mostrando in più, infatti, è la determinazione e la cattiveria agonistica di chi ha fame di arrivare finalmente a grandi traguardi. In fondo nella valigia di Sarri un po’ di spazio deve ancora esserci per una “bestemmia” chiamata Scudetto.

Potrebbe anche interessarti


Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di “terze parti” per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookies. Scopri di più